Robert van Tonder PDF Stampa E-mail
Sabato 11 Giugno 2011 21:06

 

Robert van Tonder

Robert van Toder nacque a Auckland Park, Johannesburg, il 6 ottobre del 1923.
Dopo aver frequentato la Horskool Helpmekaar, aprì una rivendita di auto usate, una compagnia per la vendita di pneumatici e un’agenzia immobiliare.
Durante la Seconda Guerra Mondiale entrò nel movimento filo nazionalsocialista Ossewabrandwag (OB, la “Sentinella del Carro dei Pionieri”) e nel suo circolo più esclusivo, gli Stormjagers. Successivamente fu membro attivo del Nasionale Party (NP - Partito Nazionale) fino al 1961, quando rassegnò le dimissioni in seguito alla decisione di Verwoerd di lanciare una massiccia immigrazione britannica. Nel 1956 aveva fondato la città di Randburg, alla periferia nord di Johannesburg.
A quarant’anni, ormai milionario, si ritirò dal mondo degli affari, per dedicarsi a tempo pieno alla causa del popolo boero.
Nel 1963 fondò un Gruppo di Studi Conservatori, la prima organizzazione a mostrare apertamente il deviazionismo del Nasionale Party dalle politiche originarie.
Nel 1966 pubblicò il suo primo libro “Die Stryd Duur Voort” (in italiano: “La battaglia continua”), nel quale denunciava il deviazionismo del governo dello NP. Il libro causò un terremoto politico e favorì la fondazione dello Herstigte Nasionale Party (HNP, in italiano: Partito Nazionale Ricostituito) nel 1969. Alla riunione inaugurale dello HNP Van Tonder introdusse una clausola sulla lingua, per cui l’afrikaans doveva essere l’unica lingua ufficiale del Paese, secondo la costituzione dello HNP. Robert van Tonder si presentò come candidato dello HNP in due elezioni generali della RSA.
Nel 1977 scrisse “Boerestaat” (in italiano: “Lo Stato Boero”) e iniziò a pubblicare saltuariamente un notiziario, “Die Stem”, in cui condannava lo Stato unitario (impero della RSA) e promuoveva la liberazione delle nazioni che lo componevano, a partire da quella boera, sconfitta nel 1902 dal capitalismo internazionale mediante la forza militare britannica, che avrebbe dovuto riconquistare la propria libertà sulle terre che erano state delle Repubbliche Boere. Tale opera fece riscoprire al popolo boero la propria identità, quasi dimenticata dopo tanti anni di propaganda della RSA. I concetti espressi in “Boerestaat” influenzarono molti movimenti politici, che li ripresero in parte o integralmente; in particolare l’Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB), e in misura minore il Konserwatiewe Party (KP).
Alcuni movimenti nazionalisti, che prima di Robert van Tonder si definivano generalmente “afrikaner”, vennero contagiati da questo sentimento purificatore, riscoprendo la propria appartenenza ad una nazione specifica: quella boera.
Nel 1985 Van Tonder entrò nell’AWB, ma ne uscì nel dicembre del 1986, contrario alla scelta del Movimento di rimanere forza extraparlamentare, e fondò il Boerestaat Party (BSP), che comunque non partecipò mai alle elezioni della RSA. Per un periodo “Die Stem” fu l’organo ufficiale dell’AWB.

Robert van Tonder in Pretoria

Il BSP, con leader Robert van Tonder, collaborò saltuariamente con l’AWB, il KP, lo HNP e altri movimenti minori.
Robert van Tonder attaccò senza mezzi termini l’idea del prof. Boshoff (fondatore di Orania) per una patria afrikaner, definendola un “concetto totalmente estraneo”, facendo notare come “la definizione ‘afrikaner’ fosse un termine improprio, coniato dopo la nascita dell’Unione Sudafricana del 1910, al fine di amalgamare differenti popoli.” “Gli afrikaner non hanno mai posseduto uno Stato, al contrario dei boeri. Per cui, solo i boeri sono qualificati come nazione e solo i boeri potranno essere i legittimi membri dello Stato Boero”.
“Gli afrikaner della Capo occidentale non fanno parte della nazione boera, perché non hanno condiviso la storia del popolo boero, il Grande Trek, le due Guerre d’indipendenza e la Ribellione del 1914, quando i generali boeri si scagliarono contro il governo di Louis Botha, in seguito alla sua decisione di combattere al fianco della Gran Bretagna nella Prima Guerra Mondiale”.
Nel 1991 guidò una delegazione boera a Londra, allo scopo di chiedere al primo ministro britannico John Major la restituzione delle terre boere annesse dall’Impero britannico.
Lavorò a stretto contatto con il senatore Jan De Klerk, padre di FW De Klerk (ultimo presidente della RSA). Nonostante fosse cugino acquisito di FW De Klerk non esitò a definirlo come “un maledetto traditore senza identità” dopo che aveva riabilitato gli “ex” terroristi dell’ANC e avviato il referendum per negoziare con loro una nuova costituzione.
Nel 1995, durante la visita della Regina Elisabetta II in Africa del sud, venuta a portare il suo omaggio all’ANC (gli “ex” terroristi, amministratori politici del nuovo Impero), non ebbe remore nel dichiarare che “la signora Elisabetta non è la benvenuta nello Stato boero di Transvaal e Oranje-Vrystaat”.
Robert van Tonder si è suicidato l’8 agosto 1999, vinto dal cancro che lo affliggeva. Ha lasciato la moglie, sei figli, una figliastra, e diciassette nipoti. Ha pubblicato sei libri e una antologia dal titolo “Sandspruit se Bloekoms”. Amava la poesia, e un suo grande amico, Eugene Terre’Blanche, ne recitò una nel suo CD “Tolbos”.