Conflitto in Bophuthatswana (1994) PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Marzo 2015 07:07

 

Belligeranti

Bandiera dell'African National Congress (ANC) Membri, sostenitori e simpatizzanti dell’African National Congress (ANC),
tra cui anche appartenenti alle Forze Armate del Bophuthatswana,
per il “nuovo” Impero della Repubblica del Sudafrica (RSA)
Bandiera dell'Impero della “nuova” Repubblica del Sudafrica (RSA)

Con il supporto dell'Impero della “vecchia” Repubblica del Sudafrica (RSA) Bandiera dell'Impero della “vecchia” Repubblica del Sudafrica (RSA)

Vs.

Bandiera dell'Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB) AWB (Nazione Boera) Bandiera boera

Nazionalisti tswana per l’indipendenza del Bophuthatswana Bophuthatswana flag

Data: marzo 1994
Luogo: Bophuthatswana

Il Bophuthatswana era uno Stato tswana, in Africa del sud, autonomo dal 1971 ed indipendente dal 1977.

Mappa Bophuthatswana

Il testo che segue è stato tratto, prevalentemente, dal capitolo 23 del libro “Victory or violence: The Story of the AWB of South Africa”, di Arthur Kemp. Aggiunte e trasformazioni sono a cura di Volkstaat.org.

I drammatici eventi che portarono alla caduta del governo dello Stato nero del Bophuthatswana nel marzo del 1994 videro l’AWB impiegare per la prima volta un gran numero di membri della Wenkommando in una situazione di conflitto convenzionale. Il conflitto in Bophuthatswana vide anche la separazione definitiva tra l’AWB e il generale Constand Viljoen e i suoi sostenitori.
Il governo del Bophuthatswana aveva sempre rifiutato di prendere parte alle elezioni multinazionali dell’aprile del 1994, e quando tale boicottaggio fu formalmente approvato dal Consiglio dei Ministri del Bophuthatswana, folle di sostenitori delll’African National Congress (ANC) scesero nelle strade di Mmabatho e Mafeking, le due città principali della homeland, per chiedere che lo Stato indipendente entrasse a far parte del “nuovo” Impero. La protesta si trasformò presto in una sommossa in piena regola e poi in una rivolta popolare contro il presidente dello Stato, Kgosi Lucas Manyane Mangope.

Bophuthatswana, 1994. Disordini ANC

Bophuthatswana, 1994. Disordini ANC

Il 9 marzo i disordini in Bophuthatswana avevano raggiunto proporzioni critiche, e quel giorno Mangope fece una telefonata personale al leader dell’AWB in Ventersdorp per chiedere aiuto. Terre’Blanche e alcuni suoi generali andarono in tutta fretta a Pretoria, dove fu tenuta una riunione dell’esecutivo dell’Afrikaner Volksfront (AVF), nella quale fu deciso di inviare una forza armata per cercare di stabilizzare il governo di Mangope. Viljoen in quella fase era ancora membro dell’esecutivo dell’AVF, e prese parte a tale decisione; questo nonostante il 4 marzo 1994, in contrasto con l’AVF, avesse fondato un partito, il Vryheidsfront (VF), per partecipare alle elezioni multinazionali del 27 aprile 1994, il cui scopo era quello di far compiere un'ulteriore evoluzione all'impero della Repubblica del Sudafrica (RSA) sulla via del capitalismo-comunismo; l'amministrazione politica del “nuovo” Impero sarebbe stata affidata alla forza politica maggioritaria nell'Impero: una forza comunista, che il capitalismo internazionale aveva contribuito a creare, aiutare, finanziare e propagandare. L'ANC.
I generali dell’AWB furono poi autorizzati ad usare i telefoni dell’AVF per dare istruzioni ai loro sottoposti, e in tale modo la mobilitazione fu lanciata. Successivamente è stato sostenuto che la stazione radiofonica nazionalista, Radio Pretoria (con sede ad est di Pretoria) avesse diffuso le istruzioni dell’AWB che chiamavano alla mobilitazione, ma ciò non è vero. Tutto ciò che fece tale emittente fu di annunciare nel suo notiziario che l’AWB aveva chiamato i suoi membri ad aiutare il Bophuthatswana.
Viljoen e i suoi seguaci nel frattempo mobilitarono il loro “braccio armato” – il Boere Krisis Aksie (Azione di Crisi degli Agricoltori – le stesse persone che avevano partecipato nel 1991 all’attacco contro gli abusivi neri a Goedgevonden) e dispiegarono anche loro in Bophuthatswana. Dopo l’arrivo nella homeland, le forze dell’AWB furono dispiegate nelle aree residenziali bianche di Mmabatho, dove furono ricevuti amichevolmente dagli abitanti bianchi, che iniziavano ad avere paura per l’illegalità rampante e per i saccheggi che si stavano verificando nel centro di tale città. Le forze dell’AWB impiegate erano sotto il comando di uno dei generali della Wenkommando del Natal, Nicolaas Cornelius Fourie.

L'AWB lascia il Bophuthatswana

L'AWB lascia il Bophuthatswana

Uomi dell'AWB in BophuthatswanaFu comunque durante la prima notte che le cose iniziarono ad andare male. Eugene Terre’Blanche, che era andato in Bophuthatswana insieme alle sue forze (che alla fine era pari a circa 750 uomini, mentre erano solo 350 gli uomini che componevano la BKA), fu invitato dal comandante dell’Esercito del Bophuthatswana, generale Jack Turner, a recarsi urgentemente presso il suo quartier generale. Questo fece Terre’Blanche, e lì Turner gli disse che il Ministro degli Affari Esteri del Bophuthatswana, Rowan Cronje, aveva chiesto che Terre’Blanche lasciasse immediatamente il Paese.
Terre’Blanche parlò con Cronje, dicendogli che aveva parlato personalmente con Mangope lo stesso giorno, e che il capo dello Stato gli aveva chiesto aiuto. Turner disse anche a Terre’Blanche che Viljoen e l’allora capo dell’Esercito della RSA, il generale George Meiring, avevano visitato il territorio circa quattro giorni prima, viaggiando insieme in elicottero. Queste notizie resero certamente Terre’Blanche molto sospettoso rispetto alle motivazioni di Viljoen, in particolare alla luce del fatto che sei giorni prima si era registrato per prendere parte alle elezioni multinazionali. Come Terre’Blanche chiese a Turner, perché Viljoen, che aveva già deciso di prendere parte alle elezioni multinazionali, era andato ad aiutare Mangope, che non voleva prendervi parte?
Cartello: Bophuthatswana Defence Force, Air Force Base MmabathoA Terre’Blanche fu anche chiesto di spostare le proprie forze presso la Base Aerea del Bophuthatswana appena fuori Mmabatho – una mossa che lui fece contro il parere del generale dell’AWB-Wenkommando Nicolaas Fourie. Le forze del BKA avevano già iniziato ad arrivare alla base quando il contingente dell’AWB si mosse. Era comunque chiaro che un gran numero di unità dell’Esercito e della Polizia del Bophuthatswana si erano schierati dalla parte della ANC e a favore della sua rivolta, ed erano ostili alla presenza di fazioni di afrikaner bianchi e di boeri sul territorio.
Agli uomini dell’AWB e dell’AVF erano state promesse armi presso l’armeria della Base Aerea appena ad ovest di Mmabatho – ma quando vi arrivarono furono informati dal generale Jack Turner che l’armeria era praticamente vuota, perché apparentemente saccheggiata in precedenza dalle forze di sicurezza del Bophuthatswana che avevano cambiato bandiera.

Base aerea del Bophuthatswana a Mmabatho

Alla Base Aerea fu fatto intendere molto chiaramente a Terre’Blanche, sia da parte di Rowan Cronje che da parte dei rappresentanti della BKA, che lui nella sua persona e l’AWB in generale non erano i benvenuti. Terre’Blanche decise allora di lasciare, dicendo che sarebbe tornato a Ventersdorp. Il contingente dell’AWB poteva decidere se rimanere o andarsene da solo – anche se successivamente fu aggiunta la clausola che avrebbero dovuto rimuovere tutte le insegne dell’AWB (cosa che fecero, ad eccezione degli ufficiali).
Terre’Blanche comunque andò presso la casa di un suo sostenitore a Mmabatho, e rimase in contatto con i suoi ufficiali ancora presso la Base Aerea.
Dopo la partenza di Terre’Blanche, il comandante nominato da Viljoen, il colonnello Jan Breytenbach, ex comandante del famoso 32esimo Battaglione dell'Impero della “vecchia” Repubblica del Sudafrica (RSA) nell’Africa del Sud-Ovest, arrivò a prendere il controllo. Non fece mistero della sua antipatia per l’AWB, e fu coinvolto in un brutto alterco con il generale dell’AWB-Wenkommando Nicolaas Fourie, che fu interrotto poco prima che i due uomini si assalissero fisicamente l’un l’altro.
Dopo l’incidente, secondo fonti dell’AWB, Breytenbach disse anche a Fourie che le forze dell’AWB non avrebbero avuto niente, né la benzina disponibile né materiali dai depositi sotto il suo controllo alla Base Aerea. Di fronte alla mancanza di appoggio logistico, senza cibo e senza benzina, il contingente dell’AWB decise di lasciare il Bophuthatswana, anche perché era evidente che Mangope non controllava più il governo.
L’AWB formò un nuovo convoglio e lasciò la base aerea, e accompagnata da un veicolo dell’Esercito del Bophuthatswana, tagliarono attraverso Mmabatho nel loro percorso verso il confine. Comunque, l’unità dell’Esercito del Bophuthatswana guidò il convoglio su una strada attraverso la città nella quale si verificarono non meno di quattro imboscate.

L'AWB lascia il Bophuthatswana

L'AWB combatte in Bophuthatswana

In molti di questi casi gli aggressori erano membri delle Forze Armate del Bophuthatswana che avevano seguito la rivolta della ANC, e anche (secondo la testimonianza del gen. dell’AWB-Wenkommando Alec Cruywagen e di altri uomini del convoglio in ritirata) da persone con l'uniforme del 32esimo Battaglione dell'Impero della “vecchia” Repubblica del Sudafrica (RSA). Anche se questi erano ben armati con armi automatiche (fucili R4 e R5), mortai da 40 mm e veicoli corazzati, non riuscirono ad uccidere nessun uomo dell’AWB in questi combattimenti a fuoco – un successivo notiziario radio della SABC segnalò che 50 soldati del Bophuthatswana erano stati uccisi e più di 300 feriti dalle forze dell’AWB.
Il fatto che non vi furono vittime tra le fila dell’AWB durante queste imboscate fu visto dall’AWB come un vero e proprio miracolo – gli uomini erano per lo più su camionicini scoperti, armati con pistole e fucili da caccia leggeri, mentre i loro assalitori erano pesantemente armati. Molti uomini dell’AWB furono gravemente feriti quando i loro veicoli furono letteralmente distrutti sotto di loro, ma tutti riuscirono a recuperare dalle loro ferite.
In un qualche modo un veicolo si separò dal convoglio – si dice che fossero alla ricerca di benzina, ma la verità non si saprà mai perché tutti partecipanti sono morti – e fu questo unico veicolo che fu portato all’attenzione del mondo in quel periodo.
Il veicolo in questione era una Mercedes blu guidata dal colonnello dell’AWB-Wenkommando Alwyn Wolfaardt (43 anni), e con passeggeri il generale dell’AWB-Wenkommando Nicolaas Fourie (40) e il veldkornet Jacobus Stephanus Uys (33).
Mentre il veicolo procedeva da solo lungo la strada dinnanzi alla principale stazione di polizia di Mmabatho, fu crivellato di colpi da parte delle truppe del Bophuthatswana dentro e attorno a due veicoli corazzati per il trasporto delle truppe che stazionavano fuori dalla stazione di polizia. I colpi devastanti fecero fermare la Mercedes.
Dentro, il gen. dell’AWB-Wenkommando Fourie era stato colpito al collo, ed aveva perso conoscenza. Vicino a lui Wolfaardt era stato colpito al braccio e nel sedile dietro Uys era stato colpito alla gamba.
Proprio davanti alle telecamere locali e straniere, i due uomini ancora coscienti riuscirono ad aprire le portiere dell’auto, sistemando il morente gen. Nicolaas Fourie sulla strada, dopodiché strisciarono fuori vicino all’auto.
La polizia del Bophuthatswana li mise agli arresti, portandogli via le armi, ma stranamente non li rimosse da dov’erano e non gli diede soccorso medico. In un bizzarro preludio gli uomini rimasero a terra per circa venti minuti, mentre la stampa conduceva interviste ai due uomini coscienti. Non uno dei giornalisti presenti mosse un dito per provare ad aiutare gli uomini, anche se Wolfaardt e Uys glielo chiesero molte volte.
(Questo in contrasto con un’altra scena, sempre a Mmabatho, dove i giornalisti prima prestarono soccorso ai civili neri feriti).
Poi, sempre davanti alle telecamere, un poliziotto del Bophuthatswana, Ontlametse Bernstein Menyatsoe, armato con un fucile automatico R4, corse fino a dov’erano distesi i feriti e li uccise a sangue freddo. Fu questa esecuzione eseguita a sangue freddo, molto lontana da dove i veri combattimenti a fuoco si erano tenuti, che fu travisata dai media locali e internazionali come se le forze dell’AWB fossero state “sconfitte” in Bophuthatswana. Il mito è sopravvissuto, nonostante sia palesemente falso.


L’unità del BKA si ritirò dopo, e anch’essa subì vari agguati lungo la via. Un fatto poco conosciuto è che altri due uomini con tale unità, Francois Alwyn Venter (54 anni) e un altro veldkornet dell’AWB, Francois Willem Janse van Rensburg (36), furono uccisi durante la ritirata dell’AVF. Molti altri rimasero feriti durante altre imboscate al convoglio del BKA.

Francois Alwyn Venter morì l’11 marzo, ferito dai colpi d’arma automatica, sparatigli da un membro o da membri della  Bophuthatswana Defence Force a bordo di un mezzo corazzato delle BFU, lungo la Mafikeng-Ramatlhabama Road.
Il veldkornet dell’AWB, Francois Willem Janse van Rensburg, fu ferito da un colpo che gli passò la mascella, durante un’imboscata lungo Voortrekker Road. Morì alle 00.30 del 12 marzo.

[Notizia dal Beeld, 16 marzo 1994]
Adriana Janse Van Rensburg (34 anni), di Swartklip vicino Rustenburg, vedova di Francois Willem Janse van Rensburg, il 15 marzo 1994 dichiarò: “Posso solo ringraziare Dio che mio marito è morto coraggiosamente per la nazione Boera”. Il marito l’aveva lasciata giovedì 10 marzo, dicendole che andava “ad aiutare a stabilizzare Bophuthatswana”. Lei gli aveva chiesto se era necessario, e lui le aveva risposto “Cara, sono un ufficiale. Il mio Paese mi ha chiamato e io devo andare.”
Il veldkornet dell’AWB-Wenkommando Francois Willem Janse van Rensburg, lasciò anche due bambini, Francois (4 anni) e Martie (12).

Giornalisti e portavoce della ANC affermarono successivamente che uomini dell’AWB poco dopo aver saputo dell’uccisione dei loro tre uomini, iniziarono a sparare selvaggiamente in Bophuthatswana, contro i saccheggiatori e ai passanti neri. Anche se non è mai stato dimostrato che abbiano sparato ai civili, almeno 60 morirono, sia nel fuoco incrociato o in qualche modo come combattenti – questo in aggiunta ai 50 soldati presumibilmente uccisi dal contingente dell’AWB nei primi combattimenti a fuoco.
Non ci sono comunque prove che indichino che le forze dell’AWB abbiano sparato a caso contro civili neri – e in effetti si sono registrati vari casi dove uomini dell’AWB hanno salvato civili neri che avevano servito funzionari del governo del Bophuthatswana, dall’essere uccisi dalle folle di sostenitori della ANC.

Bophuthatswana, 1994. Disordini ANC

Una delle azioni maggiormente degne di nota fu intrapresa dal generale dell’AWB Roelf Jordaan di Ladybrand. Mentre lui e la sua forza, mobilitata in tutta fretta, erano fuori Mmabatho sulla loro strada verso la base area, vennero fermati da un civile nero, che si rivelò essere il Ministro dell’Agricoltura del Bophuthatswana. Questi informò Jordaan e i suoi uomini che una banda della ANC aveva attaccato la sua casa, dandole fuoco. Lui e sua moglie erano riusciti a fuggire, ma suo figlio di 15 anni si era perso nel caos. Era stato comunque in grado di rintracciare suo figlio telefonicamente. Suo figlio l’aveva informato di aver trovato rifugio in una casa a diversi chilometri di distanza e che una banda della ANC era impegnata a cercare in tutte le case, e che presto sarebbe arrivata in quella in chi si era nascosto.
Jordaan e il brigadier Leon van Deventer della AWB-Wenkommando del Kalahari misero insieme una piccola forza di uomini della AWB su cinque camioncini e corsero alla casa dove il giovane si nascondeva. In una combinazione di cautela e spavalderia, riuscirono a portare via il giovane da sotto il naso dalla folla della ANC in rivolta. Riportarono quindi il ragazzo dai suoi genitori e poi si diressero alla base area – un esempio di come alcuni uomini della AWB misero veramente le loro vite a rischio per dei civili neri. Episodi come questi non sono in accordo con l’immagine generata dai media di scatenati uomini dell’AWB che sparavano a tutti quanti.
Sul piano militare, l’operazione non fu un successo, ma la colpa di questo fu dell’incapacità delle Forze Armate del Bophuthatswana di fornire il necessario supporto logistico e i mezzi corazzati per il trasporto delle truppe secondo quanto promesso, e per il fatto che un gran numero di unità dell’esercito iniziarono ad appoggiare la rivolta sostenuta dalla ANC prima che afrikaner bianchi e boeri arrivassero nel Paese.
Comunque, la rappresentazione dei fatti secondo cui la “AWB fu cacciata” non è vera – i fatti dicono che l’AWB andò e poi lasciò dopo aver ricevuto un’accoglienza ostile da parte della sezione della BKA a Mmabatho. Le forze della AWB non se ne andarono dopo essere state “sconfitte” dall’esercito del Bophuthatswana, come i media hanno sostenuto, e infatti nei pochi combattimenti a fuoco che ebbero luogo, il numero delle vittime indica che le forze dell’AWB se la cavarono bene fronteggiando una potenza di fuoco nettamente superiore.
L’interessante contraddizione rilevata da Terre’Banche – perché Viljoen, che andava a prendere parte alle elezioni multinazionali, vuole aiutare Mangope, che non voleva prendervi parte, può essere spiegata solo dall’intenzione del governo del Bophuthatswana di tenere una sessione plenaria del suo parlamento la settimana successiva la sua caduta. Questa sessione del parlamento del Bophuthatswana avrebbe con ogni probabilità invertito la decisione di rimanere fuori dalle elezioni, e Mangope e i suoi sostenitori avrebbero potuto partecipare alle elezioni a pieno titolo.
Viljoen in tutta probabilità era consapevole di questo, e il motivo per cui andò a provare a stabilizzare Mangope era di permettergli di prendere parte alle elezioni. Anche l’AWB andò in Bophuthatswana con l’intenzione di stabilizzare Mangope – ma con l’intenzione di tenerlo fuori dalle elezioni multinazionali. La presenza dell’AWB in Bophuthatswana dev’essere stata una spiacevole sorpresa per la fazione di Viljoen.

I boeri caduti in Bophuthatswana furono commemorati dall’AWB il 15 ottobre 1994. Sono ricordati presso il Monumento ai caduti dell’AWB.

La cerimonia ufficiale per rendere onore ai boeri caduti in Bophuthatswana, fu tenuta dall’AWB il 15 ottobre del 1994

[Dal sito dellAWB, 2002]

La battaglia di Mmabatho

Scoppiò il caos in Bophuthatswana. La stabilità di tali terre era minacciata da manifestazioni e saccheggi della ANC per forzare la homeland alla sottomissione e alla partecipazione alle elezioni, al che il pres. Lucas Mangope chiamò in aiuto l’AWB, cosa che fino ad oggi ha negato strenuamente. Anche se sostiene di aver chiesto l’assistenza di Viljoen e dell’AVF, e l’AWB era parte dell’AVF. I membri dell’AWB furono richiamati anche dagli uffici dell’AVF. Le istruzioni dicevano: Armi e razioni di cibo saranno fornite dai militari del Bophuthatswana, equipaggiati con armi ecc., ecc.
Il 10 marzo 1994 l’AWB si mosse in Bophuthatswana. Dopo che le aree residenziale e i centri commerciali furono resi sicuri, l’AWB fu chiamata all’adunata presso il quartiere generale della base area del Bophuthatswana, per ulteriori piani. Scoppiarono polemiche, tra gli altri, tra Rowan Cronje, ministro degli Affari Esteri del Bophuthatswana, Jan Breytenbach dello AVF (che era stato spedito da Constand Viljoen e che avrebbe dovuto essere al comando dell’operazione), e i vertici della AWB. Su richiesta di Cronje e di Breytenbach, Terre’Blanche si ritirò in una fattoria fuori Mmabatho, da dove monitorava la situazione via radio.
La sua presenza in Bophuthatswana, si pensava, avrebbe risvegliato lo spirito della gente. Dopo l’allontanamento di Terre’Blanche, anche all’AWB fu chiesto di ritirarsi, anche se gli uomini dell’AWB si erano dichiarati pronti a combattere sotto il comando di Breytenbach. L’AWB così sì ritirò. Breytenbach e qualche uomo dell’AVF rimasero comunque sul posto, per agire al fine di ristabilire l’ordine su tali terre. Ma nulla di tutto ciò è mai stato fatto.
L’ANC prese il sopravvento e costrinse il governo del Bophuthatswana a partecipare alle elezioni. Bisogna chiedersi: se l’AWB era entrata in Bophuthatswana senza invito, perché le fu permesso di avere accesso al quartiere generale delle Forze Aree? Nessun paese permette agli ospiti non invitati di occupare le proprie basi militari.
Durante il ritiro dell’AWB, uno dei veicoli lasciò il convoglio per rifornirsi di benzina. Quando tentò di ricongiungersi al convoglio, il mezzo fu costretto a fermarsi sotto i colpi di armi da fuoco,  e la tragedia, che ebbe luogo, fu mostrata numerose volte alla televisione. Sulla via per uscire dal Bophuthatswana, l’AWB fu attratta in numerose imboscate dove gli uomini furono bersagliati con colpi di armi automatiche e di mortaio. Gli uomini risposero al fuoco e provocarono numerosi morti e feriti tra le fila del Bophuthatswana. L’impressione data dai media fu che i membri dell’AWB avessero sparato all’impazzata e intenzionalmente su civili neri che camminavano lungo la strada. La verità è che membri dell’AWB furono colpiti dall’esercito del Bophuthatswana, da attivisti in abiti civili, da case e da orde di persone che correvano insieme. E’ logico che le persone che rimangono in mezzo ad uno scontro a fuoco possano essere ferite o uccise.
Ciò che accadde in Bophuthatswana diede l’impressione che il governo dello NP volesse produrre una Sharpville boera. In primo luogo, perché all’AWB fu permesso di entrare in Bophuthatswana se la non era la benvenuta; secondo, perché fu attirata in imboscate e le fu sparato da mezzi corazzati Nyala? E terzo, perché tre membri dell’AWB furono assassinati esattamente dove la stampa mondiale era raggruppata?
Questi omicidi dovevano servire come deterrente per la Nazione. Moglie e madri dovevano dissuadere i loro mariti e i loro figli dal combattere per la loro libertà. Dopotutto, chi vorrebbe morire in quel modo? Quanto accadde servì certamente a creare terreno fertile per un’alternativa più “pacifica”.

 

Conflitto in Bophuthatswana (1994) - video