Aprile 2011. Paul Kruger (VVK) alla Corte Penale Internazionale. Che voglia costituirsi? PDF Stampa E-mail
Mercoledì 13 Aprile 2011 09:08

05 aprile 2011. Paul Kruger (VVK), alla Corte Penale Internazionale dell'Aia

Paul Kruger, presidente della Volksraad Verkiesing Kommissie (VVK, Commissione elettorale afrikaner), il pomeriggio del 5 aprile 2011 si è recato presso la Corte Penale Internazionale all’Aia dove ha presentato un’accusa formale di genocidio contro l’Impero che regna sulle nazioni dell’Africa del Sud (il “Governo sudafricano”) e contro l’ANC, a nome del Verkenners Beweging (Movimento scoutistico afrikaner [con riferimento ai bianchi di madrelingua afrikaans]), l’organizzazione maggiormente attiva nel promuovere la VVK.

Sicuramente lo sterminio dei bianchi in Africa del sud è un genocidio assolutamente reale, che va documentato, combattuto e arrestato. Di certo, però, non può essere utilizzato per contribuire a perpetrarne un altro.
Il genocidio di un gruppo (nazionale, etnico, razziale o religioso) non è solo il suo sterminio fisico, ma anche il suo annientamento biologico, culturale e spirituale.

L’attività di Paul Kruger (e quindi della VVK), attraverso questa iniziativa (come già quella all’UNPO), non serve solo a porre l’attenzione su un problema sacrosanto (il genocidio bianco), ma a propagandare, in Africa del sud e all’estero, il concetto che la nazione boera non esiste. E anche questo è genocidio.
Paul Kruger, la VVK e i Verkenners (come tanti altri, purtroppo), continuano a diffondere la propaganda ideata dal capitalismo internazionale per l’Impero Britannico e per quello della RSA. I due imperi che negarono la libertà alle Repubbliche Boere.
Parlare di nazione “afrikaner boera” utilizzando i due termini come sinonimi, è un atto di genocidio. Come l’Impero di Azania cambia i nomi alle città, abbatte i monumenti, e riscrive i libri, per falsificare la storia; qui si nega una nazione considerando il suo patrimonio come parte di un’altra entità, molto più grande, basata su razza e lingua. Ma questo non è nazionalismo, tutt’altro. Questo è imperialismo, del più subdolo. Perché chi propaganda questo abominio non lo fa apertamente, ma nascosto dietro bandiere boere, utilizzando motti boeri, radunandosi presso monumenti boeri. “Sono usciti di fra noi, ma non eran de’ nostri” (Giovanni, 2:19). Perché chi non ha uno spirito boero, non è un boero. Tanti “falsi dottori” hanno segnato la storia dell’uomo bianco in Africa del sud.

Parlare di nazione “afrikaner boera” utilizzando i due termini come sinonimi, quando la maggioranza degli afrikaner (con riferimento a tutti i bianchi di madrelingua afrikaans, boeri e non boeri) non sono stati trekboer; non hanno partecipato al Grande Trek; e hanno combattuto a favore dell’Impero Britannico contro le Repubbliche Boere, è un’assurdità, che serve solo ad una cosa: ad annientare un vero nazionalismo in nome di un falso nazionalismo.
Le battaglie dei trekboer; la migrazione voortrekker; il Voto del Blood River; le Repubbliche Boere; le Guerre di Liberazione; i morti nei campi di concentramento britannici; sono retaggio e patrimonio esclusivo di una sola nazione: quella boera; l’unica nazione bianca africana. I bianchi che vogliono una propria nazione in Africa del sud hanno solo una via: assimilarsi (quando assimilabili) ai boeri, nella nazione boera. Essere boeri.

Gli obbiettivi della VVK, rivelati dallo stesso Paul Kruger all’UNPO (Unrepresented Nations and Peoples Organization – l’Organizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati), dimostrano la totale estraneità dalla storia e dallo spirito della nazione boera. La strada indicata dalla VVK non è il Boerestaat (il vero ed unico Volkstaat, lo Stato indipendente boero sulle terre delle Repubbliche boere), ma “Orania” (una piccola cittadina di Azania sulle terre che un tempo furono dell’Impero britannico), secondo le “politiche” del VF+ e di Carel Boshoff. E lì magari, come i Boshoff, ricevere Malema e Zuma con onori e sorrisi.
Chi non vuole uno Stato boero, chi non vuole una nazione boera; non può usarne (abusivamente) la storia. E’ un’eredità che non gli appartiene, perché vi ha rinunciato.

L’UNPO conosce la storia dei popoli e delle nazioni che dice di voler rappresentare? Evidentemente no. Perché gli afrikaner (con riferimento a tutti i bianchi di madrelingua afrikaans) non sono una nazione, come non sono una nazione tutti i bianchi di lingua inglese.
La Corte Penale Internazionale dell’AIA, se mai ha avuto una qualche utilità, inviti Paul Kruger a sospendere la sua attività volta a negare l’esistenza della nazione boera; perché anche quella è una forma di genocidio.
Paul Kruger, visto che sei andato fino alla Corte Penale Internazionale dell’AIA, ti resta da fare solo una cosa: provare a costituirti.