L’Africa non è nera, e a sud c’è la nazione Boera PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Agosto 2010 15:18

Trekboer

L’Africa sub-sahariana è talvolta detta, impropriamente, “nera”. Al di là delle parole, nel mondo occidentale contemporaneo si ritiene, generalmente, che l’Africa a sud del deserto del Sahara appartenga esclusivamente alla razza nera. Una credenza errata, sotto tutti i punti di vista. La razza nera, come tutte le altre, non è un’entità unica (al contrario di quanto pensavano i sostenitori dell’Apartheid e – oggi – i tanti sostenitori del razzismo nero), ma si sviluppa in tribù, etnie e nazioni; solo le nazioni – e non le razze o le etnie - possono rivendicare il diritto all’autodeterminazione e il possesso del territorio; l’“Africa sub-sahariana” è una regione immensa, abitata da popoli diversi, di razze diverse, con storie diverse, che non può essere considerata in modo unitario. Ad esempio: i primi abitanti dell’Africa meridionale, al contrario di quella centrale, non furono né i neri né i cafri (bantu), ma gli ottentotti (i “khoisan”, dalla pelle giallo-marrone con tratti orientali); i quali vennero scacciati e vinti dai popoli neri bantu, e in taluni casi ne furono assimilati. Tra le lingue ufficiali dell’attuale Sudafrica, eccezion fatta per l’inglese e l’afrikaans, 9 sono lingue bantu: zulu, xhosa (con influenze khoisan), swati, ndebele, sotho settentrionale, sotho meridionale, tswana, venda e tsonga.
Migrazioni bantu, dall'Africa centrale fino a quella meridionaleLa migrazione nera bantu iniziò tra i mille e i duemila anni fa, e arrivò nelle terre dell’Africa del sud tra il 300 e il 700 d.C. Gli Ndebele si spostarono verso l’interno, vicino a quella terra che successivamente ospiterà Pretoria, agli inizi del 1600 (quindi: in tempi relativamente recenti). Gli Xhosa, alla fine del 1600, quando iniziò la migrazione dei trekboer (agricoltori seminomadi - boeri), erano nel Capo orientale (quindi: una specifica regione dell’Africa del sud); gli zulu nel loro regno, sull’oceano Indiano a Nord (un’altra regione specifica). Tanti popoli, neri e bianchi (i boeri), si svilupparono come tribù e nazioni in Africa meridionale, chi in un territorio, chi in un altro; seppur i loro antenati (bantu per i primi, indoeuropei per i secondi) siano provenuti da altri regioni.
Il fatto che gli antenati dei bantu siano venuti dall’Africa centrale, e quelli degli indoeuropei dall’Europa (e i loro lontani avi, addirittura, dall’Asia) - quindi da un altro continente - non è particolarmente rilevante: i continenti non hanno esclusive razziali, per cui non sono necessariamente destinati a nazioni appartenenti, tutte, alla stessa razza; la “distanza” con gli abitanti originari, gli ottentotti, è pressoché identica dal punto di vista genetico. Detto questo, è assurdo considerare l’Africa meridionale come un’unica entità. Non la è, e non la è mai stata. Si tratta di una regione molto vasta, grande più di 4 volte l’Italia; quando arrivarono i primi europei era scarsamente popolata, divisa tra popoli e tribù, e molte aree erano disabitate e libere. Con l’inizio dello “Mfecane” – poi - nel 1821, l’Africa del sud venne rivoluzionata da guerre e migrazioni, generate dalla politica imperialista del re zulu Shaka. Vaste aree si spopolarono, facilitando così il Grande Trek dei voortrekker (pionieri - boeri). Parimenti i sotho, sopravvissuti alle guerre zulu, fondarono il loro regno, e gli ngwane si ritirarono verso nord (attuale Swaziland).
La nazione boera non si mosse mai come forza conquistatrice; il suo cammino fu quello di tutto un popolo, nato in Africa del sud, che migrò alla ricerca di una terra, in Africa del sud, dove poter essere libero ed indipendente. Di certo la nazione boera (che è una nazione africana), ha diritto all’esistenza e alla libertà come tutte le altre, e non può essere discriminata solo perché bianca.
Mentre la definizione “nazione arcobaleno” è la farneticazione di un regime imperialista, che imprigiona insieme popoli diversi, in uno Stato artificiale che “nazione” non è - giacché la nazione è tale proprio perché ha un’identità biologica e spirituale ben definita, che può esprime liberamente e coerentemente con sé stessa solo quando ha la propria indipendenza; la definizione “regione arcobaleno” ben descrive l’Africa del sud, in riferimento alle tante nazioni che la compongono.