Capo occidentale, Sudafrica, nov. 2012: scioperi e razzismo nero PDF Stampa E-mail
Giovedì 15 Novembre 2012 15:19

Capo occidentale, Sudafrica, novembre 2012 - Violenta campagna nera contro i bianchi

Il Capo occidentale è in fiamme.
Le scene sono le stesse degli anni '70, quando l'impero sudafricano era governato da un Regime bianco. Ma dal 1994 il potere politico è gestito dall'African National Congress (ANC).
Le rivendicazioni sindacali degli operai neri sono sfruttate dai comunisti della COSATU (grande federazione sindacale alleata della ANC e del Partito Comunista Sudafricano) e dell'ANC per consolidare il proprio potere promuovendo il razzismo anti-bianco, per cui il bianco sarebbe la causa di tutti i problemi dei neri. La stessa tattica usata da Mugabe, nello Zimbabwe, per mantenersi al potere; una tattica che per molti bianchi ha significato: morte, o bancarotta ed esilio.
Il Capo occidentale sta ora sperimentando una situazione tipo Zimbabwe. Quello che sta avvenendo, infatti, altro non è che una violenta campagna nera contro i bianchi, alimentata dalle forze di governo. Un governo, è bene ricordarlo, razzista e illegittimo.
Varie fattorie di bianchi, nella regione del Capo, sono state bruciate, e alcuni negozi saccheggiati. Vari bianchi sono stati aggrediti e intimiditi. Si ha notizia di un agricoltore bianco fatto scendere a forza dal proprio veicolo e quindi ammazzato.
L'attuale campagna contro i bianchi nel Capo occidentale segna un inasprimento del Genocidio bianco in Africa del sud.