Sudafrica: mondialismo e genocidio. Corrispondenza Genocide Watch – Sunette Bridges PDF Stampa E-mail
Mercoledì 10 Ottobre 2012 14:23

Genocide Watch, Nuovo Ordine Mondiale

Nei giorni scorsi la cantautrice boera Sunette Bridges ha pubblicato i testi di alcune lettere scambiate con il dott. Gregory H. Stanton, presidente di Genocide Watch, organizzazione mondialista che si occupa di genocidi.
La Bridges, dinnanzi allo sterminio razzista dei bianchi (prevalentemente boeri) in Africa del sud, ha pensato di rivolgersi a tale organizzazione, credendo di poter trovare aiuto.

La natura di Genocide Watch
Un'organizzazione mondialista come strumento di opposizione ai genocidi è un controsenso in termini, giacché il mondialismo (promosso dal capitalismo-comunismo internazionale) opera specificatamente per distruggere e confondere le specifiche identità dei popoli, è anche questo è genocidio. Organizzazioni come Genocide Watch non sono la soluzione al problema, ma parti organiche del medesimo.
Genocide Watch è uno strumento del cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale”, il Nemico di ogni volk del pianeta.

Consigli e ordini del Nuovo Ordine Mondiale
Il dott. Gregory H. Stanton, nella corrispondenza alla Bridges, non nega la gravità della situazione:

“[...] adesso abbiamo prova che gli omicidi degli agricoltori di lingua afrikaans e di altri bianchi sono organizzati da comunisti razzisti determinati a cacciare i bianchi dal Sudafrica [...]”


Ma i volk non sono liberi, quali Stati devono esistere o non esistere, come e quando, lo decidono organizzazioni soprannazionali:

“[...] l'ONU non consentirà mai la creazione di uno stato separato per i bianchi in Sudafrica.”

I boeri non vogliono un Impero “bianco”, vogliono uno Stato boero. L'Impero “bianco” in Africa del sud fu un'invenzione del capitalismo internazionale, che venne realizzata con la conquista delle libere Repubbliche boere.
Le razze non hanno diritto all'indipendenza e all'autodeterminazione, i volk sì. E i boeri sono un volk, l'unico volk bianco africano. Forse è per questo che il dott. Gregory H. Stanton evita il termine “boero”, perché il diritto dei boeri all'indipendenza in Africa del sud è innegabile.
L'attuale Sudafrica non esprime lo Stato di un volk, ma un'impero, che imprigiona diversi volk insieme. Eppure per l'ONU, così come per Genocide Watch, è legittimo; e non solo: l'ONU ha operato affinché quest'Impero, nella forma che ha attualmente, si realizzasse, perché conforme agli interessi del capitalismo-comunismo internazionale.

Ecco quindi che arriva il consiglio alle vittime del Genocidio Bianco in Africa del sud:
“[...] Stiamo incoraggiando governi come l'Australia e gli USA ad adottare politiche liberali di asilo per i sudafricani bianchi cosicché possano lasciare il Sudafrica. [...]”

Gli afrikaner bianchi e Genocide Watch
Il dott. Gregory H. Stanton scrive anche che:
“[...] Abbiamo anche proposto un concerto in Sudafrica per opporci a tutte le forme di razzismo e genocidio, e Steve Hofmyer ha accettato di partecipare. [...]”

La partecipazione di Steve Hofmyer, già attivo nell'Onafhanklike Afrikaner-selfbeskikkingsekspedisie (OASE – Missione Indipendente per l'Autodeterminazione Afrikaner), organizzazione che opera (come la VVK) per confondere l'identità boera con una supposta identità afrikaner bianca, è coerente con un'attività volta a sviare il volk boero.