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Boerevolkstaat
Commemorazione di Eugene Terre'Blanche, Ventersdorp 27 gen. 2013 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Gennaio 2013 07:00

Ventersdorp, 27 gennaio 2013

Il 23 gennaio 2013, a Ventersdorp, su iniziativa di Piet “Skiet” Rudolph, i membri di varie organizzazioni si sono ritrovati insieme per commemorare la nascita di Eugene Terre'Blanche (31 gennaio 1944), lo storico leader boero assassinato nel 2010.
Fiori sono stati deposti anche in ricordo del reverendo Coenie Snyman (ex “cappellano” dell'AWB), e al Monumento ai caduti dell’AWB, che ricorda i martiri boeri uccisi alla Battaglia di Ventersdorp e durante il Conflitto in Bophuthatswana.


 
Kobus Pretorius, prigioniero di guerra boero e vittima dei campi di rieducazione della “nuova” RSA PDF Stampa E-mail
Lunedì 28 Gennaio 2013 22:50

Kobus PretoriusKobus Pretorius è un prigioniero di guerra boero. E' in carcere dal 2002, insieme ai suoi fratelli Wilhelm e Johan.
Kobus, Johan e Wilhelm sono i figli del dott. Lets Pretorius, noto nazionalista boero del Boerevolk Vryheidstigting (BVS).

Il 19 agosto 2012 Kobus Pretorius, attraverso la sua psicologa, Sonja Jordaan, aveva rilasciato una dichiarazione in cui chiedeva perdono per le sue azioni. Questo dopo aver rotto tutti i legami con i propri famigliari, bollati come “fanatici politici e religiosi” [1].
Oggi, 28 gennaio 2013, davanti all'Alta Corte di Pretoria, Kobus Pretorius ha dichiarato di non essere più la stessa persona. Di non credere più nelle Repubbliche boere [2].
Ha parlato dei suoi famigliari come “genitori biologici” e “fratelli biologici”, indicando come suoi veri genitori: la sua psicologa e il di lei marito [3].
Dichiarazioni che sembrano tratte da “1984”, il romanzo di George Orwell.

Kobus Pretorius è un prigioniero di guerra. E lo è ancora. Le sue dichiarazioni non sono un atto di tradimento, ma la prova che è una vittima, una vittima dei “campi” rieducativi del Regime (le prigioni della “nuova” RSA [Republic of South Africa – Repubblica del Sudafrica]). Il lavaggio del cervello è guerra.

Libertà per tutti i prigionieri boeri!
Libertà per il volk boero!

Johan, Wilhelm, Kobus. I fratelli Pretorius

1. Articolo “Final Boeremag bomber convicted”, 20 agosto 2012, Times Live, http://www.timeslive.co.za/local/2012/08/20/final-boeremag-bomber-convicted
2. Articolo “I’m a different man: Boeremag member” del 28 gennaio 2012, IOL News, http://www.iol.co.za/news/crime-courts/i-m-a-different-man-boeremag-member-1.1459947#.UQaqvei179A
3. Lettera di Wilhelm Pretorius, del 28 gennaio 2012, pubblicata sul suo profilo Facebook.

 
6. Dominazione britannica dell'Africa del sud in questo secolo PDF Stampa E-mail

 

Libro: Boerestaat, di Robert van Tonder
Prima edizione inglese [1977]

Sommario

Capitolo 6

Dominazione britannica dell'Africa del sud in questo secolo

Con la distruzione degli Stati boeri i britannici si presero contemporaneamente l'intera Africa australe. Tutti i volk neri, a prescindere dai loro desideri, diventarono 'soggetti britannici'. Iniziò così lo sfruttamento economico più ignominioso. Proprio come l'India, che venne sfruttata e quindi abbandonata in povertà dopo un centinaio d'anni d'occupazione britannica, così il Sudafrica è stato dissanguato a vantaggio della Gran Bretagna.
La citazione che segue è tratta dalle memorie della Seconda Guerra Mondiale di Winston Churchill:

“La Gran Bretagna entrò in guerra con circa 4.500 milioni in dollari, o in oro e in investimenti degli Stati Uniti che potevano essere convertiti in dollari. L'unico modo per aumentare queste risorse era aumentando l'estrazione dell'oro nell'Impero britannico, soprattutto, naturalmente, in Sudafrica... Così facendo altri 2.000 milioni di dollari vennero acquisiti durante i primi sedici mesi di guerra.”

Se la Gran Bretagna poteva finanziare una guerra avviando NUOVE estrazioni d'oro in Sudafrica, significa che stava finanziando il suo bilancio nazionale con l'oro sudafricano e che allo stesso modo aveva finanziato il suo sforzo bellico durante la Grande Guerra. La questione non necessitava neppure d'essere discussa con il governo dell'Unione. Il parlamento britannico decise semplicemente in merito. La Gran Bretagna si fece strada utilizzando l'oro boero per far guerra alla Germania, mentre ha lasciato il Lesotho, dopo ottant'anni di dominio britannico, agli orgogliosi proprietari di due chilometri di strade asfaltate!

Al fine di rendere il volk boero totalmente inabile, assicurandosi che non potesse mai più risorgere, gli Stati conquistati del Transvaal e dello Stato Libero vennero forzati nella 'Unione' con le colonie britanniche del Capo e del Natal. Le Repubbliche boere diventarono 'provincie'... Questo avvenne nel 1910 con la formazione dell'Unione del Sudafrica mediante un atto del Parlamento britannico.

Alfred Milner, il britannico soppressore di volk e il più grande dispregiatore del nostro volk boero, così disse dell'Unione che lui e i suoi vassalli fondarono:

“La nuova tattica (per soggiogare i boeri) deve essere quella di unire le diverse aree del Sudafrica britannico in una sola nazione. Anche se l’unificazione, inizialmente, consentirà ai boeri di avere il controllo politico dell’intero Sudafrica, questo, ironicamente, li condurrà al loro tracollo finale.”

Milner importò decine di migliaia di immigrati britannici. La nostra lingua boera fu disprezzata e soppressa. I britannici assunsero la gestione economica del Sudafrica. Il nostro volk boero dovette strisciare dinnanzi ai governati britannici per ottenere un lavoro, e questi ci marchiarono come cittadini di seconda classe nei nostri ex Stati.
Le parole di Milner si avverarono alla lettera. Dal 1910 nessun inglese è diventato Primo Ministro dell'Unione del Sudafrica o Presidente della Repubblica del Sudafrica. I cosiddetti afrikaner hanno avuto il pieno controllo politico.

Eppure la loro caduta finale è ormai imminente!

 

Emily Hobhouse

Una nobile donna britannica, EMILY HOBHOUSE, dimostrò che non tutti i britannici approvavano le azioni criminali dei loro leader. Promosse una grande campagna e denunciò a livello internazionale l'azione criminale di Rhodes, Milner, Kitchener e Roberts. Il volk boero le fu debitore e per dimostrarle la propria gratitudine la mise a risposare ai piedi del Memoriale delle Donne, accanto al presidente Steyn e al generale De Wet.

Capitolo 5 - Sommario - Capitolo 7

 
Gen. 2013, disordini a Sasolburg, Sudafrica PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Gennaio 2013 15:00

Disordini a Sasolburg, gennaio 2013

Disordini a Sasolburg, gennaio 2013Dopo il massacro di Marikana e i disordini nel Capo, la situazione sta precipitando anche a Sasolburg, cittadina industriale nel Free State (ex Repubblica boera dello Stato Libero di Orange), a circa 150 km a sud di Pretoria, dove, da domenica 20 gennaio, sono in corso disordini, saccheggi e devastazioni.
Folle di neri rubano e distruggono, mentre i bianchi rimangono barricati in casa.
I disordini sono iniziati dopo alcune dimostrazioni di protesta degli abitanti della township di Zamdela, apparentemente scontenti per alcune scelte amministrative.
La polizia dell'Impero della RSA (Republic of South Africa – Repubblica del Sudafrica) ha arrestato almeno 150 persone [1]; sta sparando proiettili di gomma e gas lacrimogeni, impiega elicotteri e mezzi corazzati.
La stazione della polizia imperiale a Zamdela è stata messa sotto assedio [2]. Altri agenti imperiali sono stati fatti confluire dalle città vicine.
Il timore dei bianchi è che i disordini possano prendere una piega razzista.
L'odio contro i bianchi è alla base del “Genocidio bianco in Africa del sud”, che sta insanguinando il Sudafrica.
Il regime comunista attuale, asservito al capitalismo internazionale, discrimina i bianchi e promuove un sentimento anti-bianco, come collante per tenere unito l'impero sudafricano, negando la libertà a tutti i volk che lo compongono. In parole povere: per negare ai diversi volk dell'Africa australe la libertà nazionale, l'Impero della RSA ricorre sempre al razzismo (una volta bianco, oggi nero).
I disordini in corso dimostrano il fallimento politico dell'ANC/Comunisti. Tutte le loro promesse erano false. Eccola qui la “terra del latte e del miele” promessa da Mandela: un paese devastato dalla povertà e dalla violenza.


Sasolburg, Sudafrica

1. Articolo “Cops injured in Sasolburg protest” del 21 gennaio 2013, IOL news, http://www.iol.co.za/news/crime-courts/cops-injured-in-sasolburg-protest-1.1455427#.UP7Jkei179A

2. Articolo “ Zamdela police station under siege”, 22 gennaio 2013, SABC, http://www.sabc.co.za/news/a/9520c9804e462f8b89b88bb7074a8d3f/Zamdela-police-station-under-siege-20132201

 
Boateng, “anti-razzismo” italiano e Genocidio Bianco sudafricano PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Gennaio 2013 23:26

Kevin-Prince BoatengIn Italia, il 3 gennaio 2012, la partita amichevole di calcio Pro Patria – Milan è stata sospesa, de facto, direttamente da un giocatore nero, Kevin-Prince Boateng, in forza al Milan, indispettito dai “buu” di alcuni spettatori paganti.
Negli stadi, da sempre, i calciatori professionisti sono oggetto di scherno e di offesa dei tifosi avversari. Talvolta le offese sono particolarmente volgari e pesanti, e chiamano in causa anche madri e mogli, addirittura i defunti. Ciononostante, non era mai successo che un giocatore, non gradendo il comportamento dei tifosi, imponesse la sospensione della partita, spingendo la propria squadra ad abbandonare il campo; tra l'altro, dopo aver sparato una pallonata contro gli spettatori.
Essendo però Boateng nero, e i sei ragazzi rei di avergli detto “buu” (sic) bianchi, questi sono stati immediatamente accusati di “odio razziale” (sic) [1]; gli è già stato comminato il Divieto d'accesso alle manifestazioni sportive (Daspo) e saranno processati per direttissima [1]. Similmente a quanto accadde nel 2005, in seguito alla farsa di Zoro [2].
L'ultima vicenda (sei ragazzi bianchi che dicono “buu” ad un calciatore professionista di razza nera), non solo è stata piazzata sulle prime pagine dei media italiani, ma è stata utilizzata per lanciare l'ennesima campagna religioso-mediatico-repressiva “anti-razzista”.

Il termine composto “anti-razzista”, al di là del significato letterale, è comunemente inteso in senso politicamente corretto (la “religione” laica del capitalismo-comunismo), per cui il razzismo contro i bianchi è giustificato, accettato, permesso e favorito (in quanto “politicamente corretto”), cosicché i dogmi del cosiddetto “anti-razzismo” si rivelano per ciò che sono: strumenti di supporto per politiche volte a disintegrare i popoli, in particolare quelli bianchi.

Se così non fosse, bisognerebbe chiedersi, con riferimento all'Africa del sud, perché l'Italia “anti-razzista” continui a supportare un regime (altro che tifosi allo stadio!) i cui esponenti urlano (non semplici “buu”) ma di sterminare i bianchi; perché l'Italia “anti-razzista” abbia elevato ad “eroe” Nelson Mandela (un ex terrorista comunista), il cui regime ha adottato leggi razziali discriminatorie che penalizzano i bianchi; perché l'Italia “anti-razzista” continui a nascondere agli italiani il Genocidio Bianco in Africa del sud, lo sterminio razzista che sta insanguinando il Sudafrica.

Johannesburg, 15 marzo 2002. Il presidente italiano Azeglio Ciampi abbraccia Nelson Mandela
Johannesburg, 15 marzo 2002. Il presidente italiano Azeglio Ciampi abbraccia Nelson Mandela.

Nelson Mandela mentre canta “Hamba Kahle Mkhonto”, canto storico delllo MK (Umkhonto we Sizwe), il braccio armato dell'African National Congress (ANC), in cui si promette di uccidere i boeri e tutti i bianchi
Nelson Mandela mentre canta “Hamba Kahle Mkhonto”, canto storico delllo MK (Umkhonto we Sizwe), il braccio armato dell'African National Congress (ANC), in cui si promette di uccidere i boeri e tutti i bianchi.

Bloemfontein, 8 gennaio 2012. Il presidente dell'impero sudafricano, Jacob Zuma, mentre canta “Spara/ammazza il boero”
Bloemfontein, 8 gennaio 2012. Il presidente dell'impero sudafricano, Jacob Zuma, mentre canta “Spara/ammazza il boero”.


1. Articolo “Buu a Boateng: c'è pure un assessore. È indagato e ha preso un Daspo”, 7 gennaio 2013, Gazzetta.it http://www.gazzetta.it/Calcio/07-01-2013/buuu-contro-boateng-c-era-pure-assessore--913723609974.shtml

2. Il 27 novembre 2005, a Messina, alcuni ultras interisti (bianchi) vennero accusati di cori “razzisti” contro il giocatore (nero) Zoro Kpolo. Anche in quell'occasione un giocatore nero fece interrompere la partita, poi però regolarmente ripresa, e ciò bastò al Sistema per lanciare la solita campagna religioso-mediatico-repressiva. Quattro ultras interisti ricevettero il Daspo e vennero e denunciati per “incitamento alla discriminazione razziale”. Alla fine, però, tutti i Daspo vennero annullati e i tecnici incaricati dal tribunale, analizzando il labiale dei tifosi (sic), stabilirono che nessun coro razzista era stato mai fatto. I media italiani, però, non diedero alcuna visibilità
a quest'ultima notizia.

 
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