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Boerevolkstaat
Cappelli Volkstaat.org PDF Stampa E-mail
Lunedì 11 Febbraio 2013 07:07

 

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Cappello: kaki con spilla color oro e spilla bassa visibilità “Boerevolkstaat”
Codice: CAP001
Colore cappello: kaki.
Cappello usato: Texas Bull, articolo 024065, colore 004 khaki;
Taglie: unica per tutti.
Peso (1 cappello e 2 spille): 73 g.
Materiale: cotone.
Prezzo: 8,50 €

Cappello: kaki con spilla color oro e spilla bassa visibilità “Boerevolkstaat” - CAP001

 

Cappello kaki con spilla color oro “Boerevolkstaat” e Cappello kaki con spilla bassa visibilità “Boerevolkstaat”
Codice: CAP001B
Colore cappelli: kaki.
Cappelli usati: Texas Bull, articolo 024065, colore 004 khaki;
Taglie: unica per tutti.
Peso (2 cappelli e 2 spille): 130 g.
Materiale: cotone.
Prezzo: 14,00 €

Cappello kaki con spilla color oro “Boerevolkstaat” e Cappello kaki con spilla bassa visibilità “Boerevolkstaat” - CAP001B

 

Cappello: nero con spilla color argento e spilla bassa visibilità “Boerevolkstaat”
Codice: CAP002
Colore cappello: nero.
Cappello usato: Texas Bull, articolo 024065, colore 099 black;
Taglie: unica per tutti.
Peso (1 cappello e 2 spille): 73 g.
Materiale: cotone.
Prezzo: 8,50 €

Cappello: nero con spilla color argento e spilla bassa visibilità “Boerevolkstaat” - CAP002

 

Cappello nero con spilla color argento “Boerevolkstaat” e Cappello nero con spilla bassa visibilità “Boerevolkstaat”
Codice: CAP002B
Colore cappelli: nero.
Cappelli usati: Texas Bull, articolo 024065, colore 099 black;
Taglie: unica per tutti.
Peso (2 cappelli e 2 spille): 130 g.
Materiale: cotone.
Prezzo: 14,00 €

Cappello nero con spilla color argento “Boerevolkstaat” e Cappello nero con spilla bassa visibilità “Boerevolkstaat” - CAP002B

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Spille “Boerevolkstaat” per cappelli Volkstaat.org

Numero spille per cappelli - Costo unitario
da 1 a 4: 1,50 €
da 5 a 9: 1,20 €
da 10 a 14: 1,00 €
da 15 a 19: 0,90 €
da 20 a 29: 0,80 €
da 30 a 39: 0,75 €
da 40 a 49: 0,70 €
da 50 a 59: 0,60 €
da 60 a 100: 0,50 €

Peso di 1 spilla per cappello: circa 8 grammi


Spilla “Boerevolkstaat” color oro per cappello kaki. CAPpin001 Spilla “Boerevolkstaat” per cappello kaki: color oro
Codice: CAPpin001
diametro 50 mm
File di stampa*

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Spilla “Boerevolkstaat” bassa visibilità per cappello kaki. CAPpin002 Spilla “Boerevolkstaat” per cappello kaki: bassa visibilità
Codice: CAPpin002
diametro 50 mm
File di stampa*

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Spilla “Boerevolkstaat” color argento per cappello nero. CAPpin003

Spilla “Boerevolkstaat” per cappello nero: color argento
Codice: CAPpin003
diametro 50 mm
File di stampa*

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Spilla “Boerevolkstaat” bassa visibilità per cappello nero. CAPpin004 Spilla “Boerevolkstaat” per cappello nero: bassa visibilità
Codice: CAPpin004
diametro 50 mm
File di stampa*

 
Sudafrica: lettera di Wilhelm Pretorius, prigioniero di guerra boero (7 gen 2013) PDF Stampa E-mail
Giovedì 31 Gennaio 2013 16:00

Wilhelm Pretorius con Anje Pretorius

La lettera che segue (tradotta dall'inglese all'italiano) è di Wilhelm Pretorius, prigioniero di guerra boero detenuto, insieme ai suoi fratelli (Johan e Kobus), nel carcere di Pretoria (Local Prison).


7 gennaio 2013

Il mio nome è Wilhelm Pretorius. Ho 35 anni e sono sposato dal 2000. Faccio parte di un gruppo di 24 uomini in Sudafrica che nel 2002 sono stati accusati di Tradimento, nel caso “Boeremag”. Siamo stati incarcerati nel 2002 come detenuti in attesa di giudizio, e nel maggio del 2003 è cominciato il nostro processo. 10 anni dopo stiamo ancora aspettando la fine del processo. Questo sarà il nostro 11° anno in prigione mentre il processo è ancora in corso. Non è questa una violazione dei diritti umani?

Abbiamo inoltrato una mozione per essere trattati come prigionieri di guerra, in quanto accusati di condurre una guerra d'indipendenza per il popolo boero contro il Sudafrica. La mozione è stata respinta con una serie di errori da parte del giudice e  dell'Autorità di procedura penale del Sudafrica. Il giudice dell'Alta corte, prima della nostra mozione, non era neppure a conoscenza del diritto internazionale, e abbiamo dovuto mostrargli le relative leggi internazionali.

Attraverso varie testimonianze è venuto alla luce che siamo stati manovrati dalle stesse persone della Polizia sudafricana che stanno seguendo l'inchiesta. L'intero caso è stato orchestrato da agenti dell'Intelligence Criminale. Loro, non solo hanno progettato il tutto, ma mediante loro agenti hanno spinto persone a prendere parte ad azioni illegali, rimanendo immobili per mesi, nonostante fossero già in possesso di tutte le informazioni che gli servivano, rimanendo ad osservare altre persone innocenti che entravano nel “Boeremag”, mentre gli agenti ricevevano altri soldi dal fondo segreto. Durante il processo, hanno ascoltato le conversazioni riservate tra cliente/avvocato, oltre a spiare le nostre celle e i locali per i colloqui con i nostri legali.

Al mio arresto sono stato torturato per circa 10 ore e nessuna investigazione è mai stata fatta al riguardo. I funzionari di Polizia di alto rango che mi hanno torturato sono ancora in servizio in Polizia e hanno fatto parte, addirittura, della squadra investigativa.

http://www.volkstaat.net/index.php?option=com_content&view=article&id=1251%3Asouth-africa-boer-prisoner-of-war-tortured-wilhelm-pretorius-2002&catid=81%3Aprisoners-boer&Itemid=140

Negli ultimi 10 anni siamo stati rinchiusi in carcere in condizioni disumane. Non ci è stato permesso ricevere nessuna visita dai nostri famigliari e amici.

Chiediamo il vostro aiuto per portare all'attenzione della comunità internazionale queste continue violazioni dei diritti umani, affinché esse abbiano fine.

La seconda cosa che desidero portare alla vostra attenzione è la voce degli altri boeri rinchiusi in carcere come prigionieri politici. Alcuni di loro sono qui da prima del 1994. Le loro richieste per la libertà vigilata vengono ancora rifiutate unicamente per motivi politici, seppur siano ben oltre il loro periodo di detenzione iniziale.

 
Commemorazione di Eugene Terre'Blanche, Ventersdorp 27 gen. 2013 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Gennaio 2013 07:00

Ventersdorp, 27 gennaio 2013

Il 23 gennaio 2013, a Ventersdorp, su iniziativa di Piet “Skiet” Rudolph, i membri di varie organizzazioni si sono ritrovati insieme per commemorare la nascita di Eugene Terre'Blanche (31 gennaio 1944), lo storico leader boero assassinato nel 2010.
Fiori sono stati deposti anche in ricordo del reverendo Coenie Snyman (ex “cappellano” dell'AWB), e al Monumento ai caduti dell’AWB, che ricorda i martiri boeri uccisi alla Battaglia di Ventersdorp e durante il Conflitto in Bophuthatswana.


 
Kobus Pretorius, prigioniero di guerra boero e vittima dei campi di rieducazione della “nuova” RSA PDF Stampa E-mail
Lunedì 28 Gennaio 2013 22:50

Kobus PretoriusKobus Pretorius è un prigioniero di guerra boero. E' in carcere dal 2002, insieme ai suoi fratelli Wilhelm e Johan.
Kobus, Johan e Wilhelm sono i figli del dott. Lets Pretorius, noto nazionalista boero del Boerevolk Vryheidstigting (BVS).

Il 19 agosto 2012 Kobus Pretorius, attraverso la sua psicologa, Sonja Jordaan, aveva rilasciato una dichiarazione in cui chiedeva perdono per le sue azioni. Questo dopo aver rotto tutti i legami con i propri famigliari, bollati come “fanatici politici e religiosi” [1].
Oggi, 28 gennaio 2013, davanti all'Alta Corte di Pretoria, Kobus Pretorius ha dichiarato di non essere più la stessa persona. Di non credere più nelle Repubbliche boere [2].
Ha parlato dei suoi famigliari come “genitori biologici” e “fratelli biologici”, indicando come suoi veri genitori: la sua psicologa e il di lei marito [3].
Dichiarazioni che sembrano tratte da “1984”, il romanzo di George Orwell.

Kobus Pretorius è un prigioniero di guerra. E lo è ancora. Le sue dichiarazioni non sono un atto di tradimento, ma la prova che è una vittima, una vittima dei “campi” rieducativi del Regime (le prigioni della “nuova” RSA [Republic of South Africa – Repubblica del Sudafrica]). Il lavaggio del cervello è guerra.

Libertà per tutti i prigionieri boeri!
Libertà per il volk boero!

Johan, Wilhelm, Kobus. I fratelli Pretorius

1. Articolo “Final Boeremag bomber convicted”, 20 agosto 2012, Times Live, http://www.timeslive.co.za/local/2012/08/20/final-boeremag-bomber-convicted
2. Articolo “I’m a different man: Boeremag member” del 28 gennaio 2012, IOL News, http://www.iol.co.za/news/crime-courts/i-m-a-different-man-boeremag-member-1.1459947#.UQaqvei179A
3. Lettera di Wilhelm Pretorius, del 28 gennaio 2012, pubblicata sul suo profilo Facebook.

 
6. Dominazione britannica dell'Africa del sud in questo secolo PDF Stampa E-mail

 

Libro: Boerestaat, di Robert van Tonder
Prima edizione inglese [1977]

Sommario

Capitolo 6

Dominazione britannica dell'Africa del sud in questo secolo

Con la distruzione degli Stati boeri i britannici si presero contemporaneamente l'intera Africa australe. Tutti i volk neri, a prescindere dai loro desideri, diventarono 'soggetti britannici'. Iniziò così lo sfruttamento economico più ignominioso. Proprio come l'India, che venne sfruttata e quindi abbandonata in povertà dopo un centinaio d'anni d'occupazione britannica, così il Sudafrica è stato dissanguato a vantaggio della Gran Bretagna.
La citazione che segue è tratta dalle memorie della Seconda Guerra Mondiale di Winston Churchill:

“La Gran Bretagna entrò in guerra con circa 4.500 milioni in dollari, o in oro e in investimenti degli Stati Uniti che potevano essere convertiti in dollari. L'unico modo per aumentare queste risorse era aumentando l'estrazione dell'oro nell'Impero britannico, soprattutto, naturalmente, in Sudafrica... Così facendo altri 2.000 milioni di dollari vennero acquisiti durante i primi sedici mesi di guerra.”

Se la Gran Bretagna poteva finanziare una guerra avviando NUOVE estrazioni d'oro in Sudafrica, significa che stava finanziando il suo bilancio nazionale con l'oro sudafricano e che allo stesso modo aveva finanziato il suo sforzo bellico durante la Grande Guerra. La questione non necessitava neppure d'essere discussa con il governo dell'Unione. Il parlamento britannico decise semplicemente in merito. La Gran Bretagna si fece strada utilizzando l'oro boero per far guerra alla Germania, mentre ha lasciato il Lesotho, dopo ottant'anni di dominio britannico, agli orgogliosi proprietari di due chilometri di strade asfaltate!

Al fine di rendere il volk boero totalmente inabile, assicurandosi che non potesse mai più risorgere, gli Stati conquistati del Transvaal e dello Stato Libero vennero forzati nella 'Unione' con le colonie britanniche del Capo e del Natal. Le Repubbliche boere diventarono 'provincie'... Questo avvenne nel 1910 con la formazione dell'Unione del Sudafrica mediante un atto del Parlamento britannico.

Alfred Milner, il britannico soppressore di volk e il più grande dispregiatore del nostro volk boero, così disse dell'Unione che lui e i suoi vassalli fondarono:

“La nuova tattica (per soggiogare i boeri) deve essere quella di unire le diverse aree del Sudafrica britannico in una sola nazione. Anche se l’unificazione, inizialmente, consentirà ai boeri di avere il controllo politico dell’intero Sudafrica, questo, ironicamente, li condurrà al loro tracollo finale.”

Milner importò decine di migliaia di immigrati britannici. La nostra lingua boera fu disprezzata e soppressa. I britannici assunsero la gestione economica del Sudafrica. Il nostro volk boero dovette strisciare dinnanzi ai governati britannici per ottenere un lavoro, e questi ci marchiarono come cittadini di seconda classe nei nostri ex Stati.
Le parole di Milner si avverarono alla lettera. Dal 1910 nessun inglese è diventato Primo Ministro dell'Unione del Sudafrica o Presidente della Repubblica del Sudafrica. I cosiddetti afrikaner hanno avuto il pieno controllo politico.

Eppure la loro caduta finale è ormai imminente!

 

Emily Hobhouse

Una nobile donna britannica, EMILY HOBHOUSE, dimostrò che non tutti i britannici approvavano le azioni criminali dei loro leader. Promosse una grande campagna e denunciò a livello internazionale l'azione criminale di Rhodes, Milner, Kitchener e Roberts. Il volk boero le fu debitore e per dimostrarle la propria gratitudine la mise a risposare ai piedi del Memoriale delle Donne, accanto al presidente Steyn e al generale De Wet.

Capitolo 5 - Sommario - Capitolo 7

 
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