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Boerevolkstaat
Boeri e 'afrikaner' - Boerestaat, Robert van Tonder PDF Stampa E-mail

 

Dal libro: Boerestaat, di Robert van Tonder
Prima edizione inglese [1977]

Sommario di “Boerestaat”, di Robert van Tonder

Capitolo 13

Boeri e 'afrikaner'

Milioni di boeri oggi si dichiarano afrikaner. Questo è comprensibile, perché dall'avvento dell'Unione del Sudafrica il termine 'afrikaner' è stato utilizzato costantemente dai politici.

13.1 La sequenza storica degli eventi
In origine la parola 'afrikaner', o 'africaander' nella sua forma originale, significava semplicemente 'africano'. Ma con l'avvento dello Afrikaner Bond, un'organizzazione politica del Capo, venne politicizzato e utilizzato per fare riferimento ad uno specifico gruppo di persone.

“Lo Afrikaner Bond venne formato su iniziativa del rev. S. J. Du Toit nel giugno del 1880 - lo stesso anno in cui i boeri del Transvaal prendevano le armi per liberarsi del dominio britannico - allo scopo di curare gli interessi dei coloni di lingua olandese. Due anni dopo nel 1882 “Onze Jan” Hendrik Hofmeyer formò un ramo del Bond e l'organizzazione si allontanò dall'idea di un movimento esclusivamente afrikaner, per accettare la sovranità della Regina e di far parte dell'Impero britannico. Il Bond aveva grande potere negli affari politici del Capo, soprattutto perché con il suo appoggio un ministro poteva mantenere il proprio incarico, o viceversa esserne allontanato. Dal 1890 al 1895 anche Cecil John Rhodes fu alleato del Bond. Durante la guerra Anglo-Boera, il Bond tenne sotto controllo i propri membri e ciò impedì alla ribellione  boera di espandersi su larga scala. Nel dicembre del 1911 il Bond si amalgamò con Het Volk, Orangia-Unie e Volksvereeniging per formare il South African Party con Louis Botha.[28]”

Gli afrikaner del Capo sostennero anche lo sforzo bellico britannico dal punto di vista logistico, consentendogli di usare le proprie ferrovie per trasportare truppe ed equipaggiamenti al nord. Alla fine si offrirono volontari per combattere al fianco degli inglesi contro i boeri nella Colonia.

L'afrikaner della Colonia del Capo è stato un elemento assolutamente fondamentale nella decisione britannica di entrare in guerra contro la Zuid-Afrikaansche Republiek, più di quanto si creda. “Il Raid (di Jameson) lo aveva reso (Chamberlain) più ansioso che mai di attaccare il Transvaal. Ma avendo perso le simpatie degli afrikaner del Capo, si era privato anch'esso dei mezzi.[29]” Durante la visita di Milner a Chamberlain, il 22 novembre del 1898, così si espresse: “Se ci sarà la guerra, Kruger dovrà essere l'aggressore e gli afrikaner al Capo - o almeno la gran parte di loro - al fianco dell'Impero.[30]”

13.2 L'interpretazione storica degli eventi
Dopo il 1910, nel tentativo di unire i bianchi in Sudafrica in una sola nazione - un'azione che ebbe come conseguenza la fondazione della ANC nel 1912 - i politici iniziarono ad usare i termini di “anglofoni” e “afrikaner di lingua olandese”. Nel 1925 venne deciso che la versione scritta della Taal era diventata sufficientemente sofisticata per rimpiazzare l'olandese come lingua ufficiale. In seguito venne denominata 'afrikaans'. I bianchi vennero successivamente indicati come “anglofoni” e “afrikaner di lingua afrikaans”. Nell'uso generale, il tutto venne semplificato a 'inglesi' e 'afrikaner'.

Ora, anche se questi afrikaner parlano la stessa lingua dei boeri e anche se migliaia di uomini delle regioni settentrionali e orientali della Colonia del Capo combatterono con le forze boere durante la grande Guerra Inglese del 1899-1902, un gran numero di loro avevano e hanno un orientamento imperialista britannico per quanto riguarda i sentimenti e le tradizioni.
[Boeretaal e 'afrikaans', non sono la stessa cosa. La lingua boera (“taal” o “boeretaal”) è stata classificata come 'afrikaans del confine orientale', essendo quella la regione dove si formarono i boeri e la lingua boera. I Ribelli del Capo, ovvero gli abitanti della Colonia britannica del Capo che combatterono dalla parte delle Repubbliche boere, erano nella stragrande maggioranza boeri delle frontiere del Capo e non olandesi del Capo / afrikaner del Capo.
A tale proposito Volkstaat.org vi consiglia la lettura dei seguenti articoli:
La frontiera del Capo: dove nacque la nazione boera
Lingua boera, afrikaans, nederlandese: differenze. Una domanda a Ron
I Ribelli del Capo non erano olandesi del Capo
La stragrande maggioranza dei Ribelli del Capo erano boeri – Ron
NdR]

In 'The Boer War' Thomas Pakenham scrive quanto segue riguardo Jan Smuts e la sua nomina a Procuratore di Stato da parte di Paul Kruger: “La collaborazione appariva contraddittoria. Smuts era un afrikaner del Capo; la sua prima lingua, in quanto a scrittura, era l'inglese, i suoi poeti preferiti erano Shelley, Shakespeare e Walt Whitman... Il pilastro della sua fede politica, come quello di altri afrikaner del Capo, era stata l'idea di un'Africa del sud unita sotto la bandiera britannica [31]. Durante i colloqui di pace a Vereeniging nel 1902, Smuts avrebbe nuovamente dimostrato la sua bravura ad esprimere sentimenti che era molto lontano dal condividere.”

L'ingenuità dei politici è stupefacente. Durante l'ultima decade del XIX secolo il Governatore del Capo denunciò al Segretario Coloniale a Londra i problemi causati dall'incompatibilità tra inglesi, afrikaner e boeri nella Colonia del Capo. Gli inglesi erano fedeli alla Corona. Anche gli afrikaner erano fedeli alla Corona ma erano fermi nel chiedere che una 'primitiva forma di olandese' fosse riconosciuta come lingua. I boeri erano assolutamente antagonisti alla Corona. E questo dopo novantanni di dominio britannico. D'altra parte, fino all'avvento dei magnati minerari, gli immigrati britannici nella Z.A.R. e nello Stato Libero erano molto felici di assimilarsi nella popolazione locale.

Dopo che i piani di Milner volti a soggiogare i boeri del Transvaal e dello Stato Libero giunsero a compimento, i britannici che l'avevano servito in guerra gli fornirono la bozza di una costituzione, che avevano elaborato per realizzare il suo sogno dell'Unione del Sudafrica. Tale lavoro fu completato nel 1905. Appena in tempo, come si è scoperto. Milner, come Governatore del Sudafrica, concordò con i magnati minerari che la soluzione migliore per contrastare la carenza di africani disposti a lavorare a salari sufficientemente bassi era l'importazione di manodopera cinese a contratto. Il Governo britannico accetto a condizione che “questi non vengano frustati come gli africani” [32]. Comunque Milner permise che i cinesi venissero frustati e quando il Governo britannico lo scoprì emise una nota di censura contro di lui. Milner si dimise e lasciò il paese. Ma prima di farlo, passò la bozza costituzionale al Governatore del Capo. Questo astuto gentiluomo scrisse un'introduzione e la presentò alla 'Convenzione Nazionale' del 1908, come se fosse stata partorita dalla propria mente.

La Convenzione, che si riunì per discutere dell'unione delle quattro colonie e per redigere una bozza di costituzione, fu partecipata da 36 delegati, inviati dai governatori che governavano le quattro colonie. Solo 7 delegati rappresentavano il volk boero. Il resto erano criminali di guerra britannici, 'afrikaner' del Capo, fanatici pro-britannici, sudditi britannici e alcuni traditori boeri. Gli unici patrioti boeri presenti alla Convenzione furono il pres. M. T. Steyn, il gen. Hertzog e il gen. De Wet. Non furono assolutamente in grado di influenzare il corso degli eventi.

Lì nacque la nuova Unione del Sudafrica.

Il Transvaal, per esempio, la nostra più forte Repubblica boera, venne rappresentato da quattro criminali di guerra britannici, i signori Farrar, Fitzpatrick, H. C. Hull e H. Lindsay, insieme ai traditori boeri Botha e Smuts e a due loro cari amici politicamente ingenui, Schalk Burger e Koos de la Rey. Il cuore boero del gen. De la Rey diede il meglio di sé nel 1914, quando questi si ribellò alle macchinazioni inglesi e decise di intraprendere una guerra civile per ripristinare le Repubbliche boere. Venne 'accidentalmente' ucciso dalla polizia che aveva 'organizzato un posto di blocco per la banda Foster'. La sua ribellione è un suo merito.

Allo stesso modo le delegazione del Capo, del Natal e dello Stato Libero, vennero riempite di criminali di guerra britannici e di loro compari.

Nonostante i problemi linguistici che già erano stati sperimentati nel Capo e nonostante il volk boero fosse ancora maggioranza nonostante la devastazione portata dalla Guerra e dall'immigrazione britannica, la Convenzione insistette affinché l'inglese fosse l'unica lingua per l'intero paese. L'olandese venne mantenuto solo grazie all'insistenza dei delegati dello Stato Libero, con profondo imbarazzo dei traditori del Transvaal. Le campagne di Hertzog affinché l'olandese, e successivamente lo 'Afrikaans', avesse gli stessi diritti dell'inglese, gli valsero l'etichetta di 'razzista'.

In questo processo causarono ad ogni persona bianca del paese, ma in particolare agli inglesi, un enorme danno. L'olandese alla fine, dopo soli 13 anni, venne rimpiazzato dalla Taal, che fu poi chiamata 'Afrikaans' nel corso di tale processo. L'aver voluto mantenere l'inglese ha dato alla popolazione bianca dell'Africa del sud lo stigma d'essere coloni. E' anche un fatto risaputo che per la maggior parte degli adulti imparare una nuova lingua è un terribile fastidio. Come risultato si è avuto che gli immigrati inglesi non si sono mai assimilati nella popolazione e non sono mai diventati parte dell'Africa, ma sono rimasti aggrappati al loro 'retaggio inglese' a svantaggio del loro sviluppo culturale in un nuovo paese. Lo stesso vale per gli immigrati provenienti da paesi europei che hanno un'infarinatura di inglese imparato a scuola, che si vengono a trovare in un ambiente dove possono cavarsela abbastanza bene in inglese.

Dopo la fondazione dell'Unione il nostro volk boero si trovò in una situazione molto difficile. Il sistema politico ci forzò a collaborare con i madrelingua 'afrikaans' del Capo e del Natal al fine di ottenere il controllo politico. Questo accadde quando il termine 'afrikaner' venne coniato come nome per l'intera 'nazione bianca'. Lo scopo primitivo era quello di unire in una nazione i bianchi di lingua inglese e di lingua olandese che 'mettevano il Sudafrica al primo posto'. Il termine 'afrikaner' in tale periodo era usato per intendere 'un cittadino bianco dell'Unione del Sudafrica sia che fosse di lingua inglese sia che fosse di lingua olandese'. Fu l'avvento del razzismo politico in questo paese. Quando l'olandese venne ufficialmente rimpiazzato dallo 'afrikaans' il termine “anglofoni” e “afrikaner di lingua 'afrikaans'” vennero semplificati con naturalezza in inglesi e afrikaner. Questo alla fine fece si che gli 'afrikaner', riunendosi in un solo partito, guadagnassero la maggioranza del voto bianco. Nel corso di tale processo la parola 'afrikaner' che prima del 1902 indicava  un membro di una organizzazione politica 'segreta' nel Capo - l'Afrikaner Bond lavorò sempre dietro le quinte - adesso era diventato il nome di un 'volk'. Le future generazioni crebbero nell'illusione che la loro nazionalità fosse quella di 'afrikaner'. Le attività del segreto Afrikaner Broederbond non chiarirono in nessun modo le cose. Nei loro sforzi verso una cosiddetta 'purezza' crearono una spaccatura tra boeri e  discendenti di europei e boeri d'origine britannica, e un falso senso di unione tra boeri e afrikaner del Capo.

Prima dell'Unione il nostro volk era conosciuto in tutto il mondo come il volk boero, ai coloni del Capo ci si riferiva generalmente come olandesi del Capo e i membri dello Afrikaner Bond erano specificatamente indicati come afrikaner.

Dopo il 1910 nell'Unione del Sudafrica non potemmo più votare per i rappresentati del nostro volk in un nostro Stato. Anche se avessimo vinto tutti i seggi del Transvaal e dello Stato Libero non sarebbe stato sufficiente, perché alle elezioni politiche era necessario vincere anche nel Capo e nel Natal al fine di ottenere vantaggio politico. A quel punto la parola 'afrikaner', con il suo nuovo significato di 'cittadino bianco di lingua afrikaans', diventò un'utile strumento politico. Venne spacciato come il nome di un volk al fine di ottenere il controllo politico mettendo insieme tutti i madrelingua 'afrikaans' alle urne. Prima non era mai stato il nome di un volk. Vi erano state persone che si definivano 'africaander' ma solo per indicare che non erano nativi dell'Europa o di Batavia [Indie Orientali Olandesi. Ndr] ma dell'Africa. Non si era mai parlato di “volk afrikaner” del Transvaal e dello Stato Libero. No, noi eravamo riconosciuti a livello mondiale come boeri e i nostri Stati erano riconosciuti nel mondo come le Repubbliche boere. I 'kapenaars' erano conosciuti come 'coloni' o 'olandesi del Capo' e il gruppo nel Natal come coloni. La parola 'afrikaner' fa riferimento a tutti i tipi di cose che appartengono ad un interno continente ma non ad uno specifico volk. Gli abitanti di quasi tutti i 53 paesi elencati all'inizio di questo libro sono 'afrikaner' o africani. Dal punto di vista linguistico è l'unico significato corretto della parola 'afrikaner'.

E' divertente pensare che gli afrikaner dello Afrikaner Bond probabilmente non sapevano niente riguardo al mettere una pariglia di afrikaner davanti ad un carro dei pionieri.

Inoltre, per noi boeri la parola 'afrikaner' è associata al tradimento. Dopo il 1852 mentre il nostro volk boero godeva della totale autonomia politica e linguistica, i 'kapenaar' stavano ancora corteggiando i britannici per avere protezione. Tuttavia, nel 1875 i nativi di Paarl avviarono un 'movimento linguistico' che molto presto arrivò ad un punto morto. Provarono, a causa della mancanza di libertà, tradizioni e cultura, a promuovere il nome 'afrikaner' ma già nel 1882 lo Afrikaner Bond, incitato da 'Onze Jan' Hendrik Hofmeyer, giurò fedeltà alla Regina Vittoria e all'Impero britannico. Questo passo serviva a dar manforte ai britannici dopo che il nostro volk boero li aveva umiliati a Majuba, nel 1881. Secondo la loro natura: “Tu boero puoi andare al diavolo, noi preferiamo la compagnia della Famiglia reale britannica.”

Lo Afrikaner Bond sostenne l'arcinemico del nostro volk, Cecil Rhodes, ed ottenne che fosse eletto come Primo Ministro della Colonia del Capo. Dopo il Raid di Jameson il Bond, anche se ormai aveva voltato le spalle a Rhodes, continuò a supportate i britannici e mantenne  al potere un governo pro-britannico al Capo che si adoperò affinché le truppe britanniche venissero trasportate su rotaia attraverso il Karoo fino ai nostri confini cosicché noi dovessimo combattere su due fronti, un compito totalmente al di là della capacità militare del nostro esercito boero. Durante i colloqui di Vereeniging uno dei nostri generali sottolineò che avevamo 'perso la guerra perché gli afrikaner del Capo ci avevano piantato in asso, consentendo alle truppe britanniche di essere trasportate a mezzo della ferrovia attraverso il Karoo'. Il capo dei Ribelli del Capo, il coraggioso comandante Japie Neser, scrisse nel suo diario: 'In una pesante battaglia con il nemico il mio commando uccise dodici uomini, erano tutti afrikaner'. E nelle sue memorie il gen. Ben Viljoen scrive che durante la sua prigionia a Sant'Elena: 'Il peggior trattamento che noi boeri riceviamo al campo è dovuto ai consigli dati ai britannici dagli afrikaner del Capo che sono sempre stati nemici dei boeri'.

Durante la Guerra Britannica i membri dello Afrikaner Bond, che ancora mantenevano al potere il governo filo-britannico al Capo, formarono il nucleo delle Guardie Cittadine britanniche e furono i precursori della caccia ai Ribelli boeri che combatterono dalla nostra parte. Per questo, la parola 'afrikaner' nella bocca di un boero ha un cattivo sapore.

13.3 L'identità di un volk
L'inganno di cui il volk boero è stato vittima fin dal 1910 è stato ispirato principalmente dagli olandesi del Capo. Con un colpo di penna e il termine 'afrikaner' hanno quasi distrutto l'identità boera. Quello che si è generalmente dimenticato è che gli olandesi del Capo di lingua afrikaans non fanno parte del nostro volk boero!

Un volk, qualsiasi volk, ha delle specifiche proprietà; un volk ha la propria storia; le sue tradizioni, festività, sistema politico e filosofia politica; il proprio territorio (Stato); la propria lingua; la propria razza; i suoi simboli, bandiere, inno del volk [33] e canti popolari. Noi boeri siamo qualificati al cento per cento, ma i 'Kapenaars' di lingua 'afrikaans' che compongono il governo dello N.P. non hanno queste qualità. Loro non hanno avuto parte nella nostra storia boera; loro non hanno mai posseduto un proprio territorio (Stato); loro non hanno mai avuto una bandiera e un inno nazionale; le loro festività e cultura. Ecco perché, ancor oggi, loro sono così appassionati alla Famiglia reale britannica. Questo risulta chiaro osservando l'adorazione per la Famiglia reale britannica dimostrata dai loro giornali: 'Die Huisgenoot', 'Sarie', 'Die Burger', 'Die Volksblad', 'Beeld' e Fair Lady.

Infatti, noi non siamo assolutamente dello stesso volk. E' una dato di fatto, gli olandesi del Capo non sono MAI stati un volk. Sono ancora alla ricerca di una cultura e di tradizioni di un volk.

Sarà di grande aiuto per loro se si realizzerà il nuovo Stato indipendente del Capo, Hexania. I coloured del Capo da tanto tempo meritano un loro Stato, il che permetterebbe anche di mettere fine ad una loro certa animosità contro il volk boero. Anche questa è una delle pessime conseguenze dell'Unione e della Repubblica del Sudafrica che ha portato i coloured ad iniziare a percepire i boeri, che non avevano mai avuto niente contro di loro, come propri nemici. I bianchi di lingua 'afrikaans' olandesi del Capo li opprimono e li controllano politicamente. Noi boeri no, ma essendoci schierati con i 'bianchi' del Capo per ottenere il potere politico, siamo implicati nella loro impotenza politica. Piuttosto immeritatamente, giacché venimmo trascinati nell'Unione dai britannici contro la nostra volontà.

13.4 Un referendum per i boeri del Capo
Ma, lo ripeto, non vogliamo essere prescrittivi. Noi boeri stiamo, tuttavia, andando a riprendere lo sviluppo del nostro volk che era stato interrotto e a riavviare le nostre Repubbliche. Dobbiamo farlo per sopravvivere! Le aree scarsamente popolate del Capo settentrionale probabilmente decideranno di aderire allo Stato boero. Questa comunque sarà una loro decisione e noi boeri faremo in modo che un referendum in merito vengo per loro organizzato. Come già detto, molti Stati neri vennero fondati sul suolo del Transvaal e dello Stato Libero. Per compensare questa tremenda perdita di territorio, la parte settentrionale del Natal, inclusa Kosibaai come anche i porti di St. Luciabaai e Richardsbaai dovranno essere aggiunti allo Stato boero. Il Natal settentrionale era parte della Zuid-Afrikaansche Republiek. Dopo la Guerra Inglese venne rubato dai britannici e annesso al Natal.



28. -
29. -
30. 'The Boer War' di Thomas Pakenham pag. 31.
31. Smuts in un memorandum segreto all'Esecutivo del Transvaal, 4 Settembre 1899: '... uno spaventoso bagno di sangue da cui il nostro volk uscirà ... o come ... tagliatori di legna e portatori d'acqua per una razza odiata, o come vincitori, fondatori di un Sudafrica Unito, di uno dei più grandi imperi del mondo... una Repubblica afrikaner in Sudafrica che si estenda dalla baia della Tavola allo Zambesi'.
32. Thomas Pakenham in 'The Boer War' pag. 575.
33. -

Sommario di “Boerestaat”, di Robert van Tonder

 
Bandiera dello Stato Libero di Orange (Oranje-Vrystaat) Volkstaat.org PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Maggio 2013 07:07

 

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Bandiera dello Stato Libero d’Orange / “vierkleur” dello Stato Libero dʹOrange, una delle Repubbliche fondate dai boeri alla fine del Grande Trek, che ottenne l’indipendenza dal dominio inglese il 23 febbraio del 1854.
La bandiera in oggetto è tutta in cotone, ha dimensione di 73 x 110 cm, ed è cucita con fili di diversi colori, in tinta con la stoffa. E' dotata di corda in nylon, legata nella parte superiore ad un moschettone metallico cromato e cima sciolta alla base per la legatura. La corda è all'interno di una guaina in cotone bianco.
Questa tipologia di confezionamento è adatta al montaggio su qualsiasi pennone portabandiera.
La bandiera è conservata in una busta di plastica trasparente con chiusura a bottone, ed è corredata di un foglio che ne riassume la storia e ne indica le corrette procedure di esposizione.

Prezzo della bandiera Oranje-Vrystaat di Volkstaat.org

25,00 €

Peso dell'intera confezione: circa 215 grammi

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Bandiera: Oranje-Vrystaat
Codice: Vlag002


 
L'altro Sudafrica (Roma, 13 aprile 2013) - Lettera a CasaPound Italia PDF Stampa E-mail
Lunedì 08 Aprile 2013 07:07

 

Lettera aperta a CasaPound Italia

3 aprile 2013

Spett.le CasaPound Italia,
mi chiamo ******* ******* (“******”) e sono l'editore dei siti “volkstaat” (in italiano, inglese e afrikaans) che promuovono la causa indipendentista del volk boero (popolo-nazione boero).

http://www.volkstaat.eu/

In passato avevo già scritto al vostro ufficio stampa (così come a quelli di altre associazioni politiche italiane), per segnalare notizie e/o iniziative attinenti il volk boero. In ogni caso non ho mai ricevuto alcun tipo di riscontro da parte vostra.

L'altro Sudafrica (Roma, 13 aprile 2013)Oggi, vi scrivo in relazione alla vostra iniziativa “L'altro Sudafrica – Il dramma del popolo boero”, in programma per il 13 aprile 2013 presso la vostra sede di Roma, in via Napoleone III.

Sul vostro manifesto, a presentazione dell'iniziativa succitata, prima si parla di “dramma del popolo boero”, ma poi, più sotto, quando andate a presentare un vostro ospite, di “popolo boero-afrikaner”.
La differenza è evidente e sostanziale.
Il popolo boero non è il “popolo boero-afrikaner”.
L'identità di un popolo è precisa, o non è.

I termini “afrikaner” e “boero” non sono sinonimi.
Con il termine “afrikaner” si intendono i madrelingua afrikaans (senza distinzioni razziali). I boeri sono i discendenti biologici e spirituali dei trekboer (migranti seminomadi), dei voortrekker (pionieri) e dei cittadini delle libere Repubbliche boere .
I boeri fondarono, in totale, 15 Repubbliche. Le Repubbliche boere più famose furono la Repubblica del Transvaal (Zuid Afrikaanse Republiek, ZAR), lo Stato Libero di Orange, la Repubblica di Natalia e la Nuova Repubblica (Nieuwe Republiek). Le Repubbliche boere della ZAR (a cui si unirono varie Repubbliche boere più piccole) e dello Stato Libero di Orange, vennero riconosciute dal diritto internazionale.

Gli “afrikaner” non sono, e non sono mai stati, una nazione; i boeri sì.
Anche intendendo con “afrikaner” soltanto gli “afrikaner” bianchi, quindi dando al termine una specifica connotazione razziale, le cose non cambiano.
Gli anglofoni bianchi non sono una nazione, gli inglesi sì. I francofoni bianchi non sono una nazione, i francesi sì. I bianchi di lingua afrikaans (“afrikaner bianchi”) non sono una nazione, i boeri sì.

I boeri sono a tutti gli effetti africani (seppur bianchi), in quanto la loro nazione e la loro cultura si sono formate in Africa, su quella che era, a quel tempo, la frontiera del Capo (un'area che comprendeva i territori a nord di Paarl e ad est di Stellenbosch, fino ai fiumi Brak e Sundays).
Verso la fine del 1600 e per tutto il 1700, mentre la maggioranza dei bianchi che parlavano un proto-afrikaans rimanevano al Capo, felici di sottostare alla potenza coloniale nederlandese (e per questo vennero chiamati “olandesi del Capo”), un certo numero dei bianchi più poveri del Capo migrò verso nord e verso est, sulle frontiere del Capo, spinto da desiderio di libertà. Vennero chiamati “trekboer”, perché nomadi dediti alla pastorizia, uno stile di vita che furono costretti ad adottare per sopravvivere tra le difficili frontiere del Capo. Da questi uomini germinò la nazione boera, e la frontiera del Capo fu il crogiolo che la forgiò.
Il popolo boero, quindi, non si è sviluppato in Europa, né tra gli “olandesi del Capo” (la maggioranza dei bianchi che parlavano un primo proto-afrikaans, che erano rimasti al Capo), ma sulle frontiere del Capo.
Il Grande Trek (la grande migrazione voortrekker che portò alla fondazione delle libere Repubbliche boere) non ebbe origine da Città del Capo, ma partì quasi esclusivamente dalla frontiera del Capo, dove la popolazione boera si era sviluppata almeno 150 anni prima (con i trekboer).
Gli “olandesi del Capo”, durante la Seconda Guerra Anglo-Boera, combatterono contro i boeri sotto le insegne dell’Impero britannico, mosso dal capitalismo internazionale. I Ribelli del Capo, gli unici bianchi di “lingua afrikaans” della Colonia britannica del Capo che combatterono dalla parte delle Repubbliche boere, erano infatti in stragrande maggioranza boeri (venivano dalla frontiera del Capo, e tra l'altro parlavano una diversa lingua/dialetto).

Il termine “afrikaner” (il cui significato originario è “africano”) iniziò ad essere utilizzato per riferirsi ad un determinato gruppo di persone a partire dal 1880. In tale anno, infatti, mentre i boeri della Zuid Afrikaanse Republiek (letteralmente: “Repubblica Sudafricana”, Repubblica boera nella regione del Transvaal) si sollevavano in armi contro il dominio britannico, l'Afrikaner Bond, nella Colonia britannica del Capo, iniziò ad usare il termine “afrikaner” per riferirsi ai coloni (fino a quel momento conosciuti come “olandesi del Capo”) che parlavano un proto-afrikaans, oggi classificato come afrikaans del Capo Ovest (mentre i boeri avevano sviluppato una diversa lingua/dialetto, oggi classificato come afrikaans del Confine Orientale – con riferimento alla frontiera del Capo, dove la nazione boera germinò). L'Afrikaner Bond accettò la sovranità britannica, l'appartenenza all'Impero britannico, e fu nemico dei boeri.

Dopo la conquista delle Repubbliche boere da parte della Gran Bretagna, per conto del capitalismo internazionale, e la creazione del macro-stato/impero dell'Unione del Sudafrica nel 1910, che forzò insieme le ex-colonie britanniche e le Repubbliche boere conquistate, il termine “afrikaner” iniziò ad essere utilizzato per indicare tutti i bianchi madrelingua “afrikaans”, senza distinzioni tra afrikaner del Capo (precedentemente detti “olandesi del Capo”) e boeri.
Su questa classificazione, assolutamente artificiale ed errata, si fonda il cosiddetto “nazionalismo afrikaner bianco”.

In una fase ancora successiva, il termine “afrikaner” iniziò ad essere usato per definire un qualsiasi cittadino bianco dell'Unione del Sudafrica (poi Repubblica del Sudafrica).
Su questa classificazione, anch'essa artificiale e sbagliata, si fonda il cosiddetto “nazionalismo sudafricano bianco”.

Se quindi, in un primo tempo, la classificazione come “afrikaner” era semplicemente estranea e straniera ai boeri (in quanto riferita agli olandesi del Capo / afrikaner del Capo), nelle diverse fasi successive li ha compresi, al fine di negarne l'identità nazionale e il diritto all'indipendenza.

Il cosiddetto “nazionalismo sudafricano bianco” e il cosiddetto “nazionalismo afrikaner bianco”, sono falsi nazionalismi, ideati dal capitalismo internazionale in funzione anti-boera (dopo la conquista delle loro Repubbliche [1902]), per rendere i boeri minoranza, all'interno di gruppi stranieri numericamente più grandi.

Seppur oggigiorno un certo numero di discendenti biologici dei boeri utilizzi il termine “afrikaner” per definirsi, giustificando tale scelta con il fatto che significa “africano”, la cosa dimostra soltanto la crisi d'identità di queste persone, vittime da decenni dell'opera di disinformazione del capitalismo internazionale. Il termine “afrikaner” [così come “sudafricano”, nda] non può essere utilizzato per definire la nazione boera, che è distinta e indipendente da qualsiasi altra, e non può essere confusa con nessun’altra. [1]

La classificazione dei boeri come “afrikaner” o come semplici “sudafricani” è un atto di genocidio, perché finalizzato a cancellarne l'identità al fine di non riconoscergli il diritto alla libertà come nazione.
L'artificiale e arbitraria classificazione come “sudafricani” di tutti i diversi volk dell'Africa del sud (senza distinzioni di alcun tipo) è alla base dell'ultima creatura del capitalismo-comunismo internazionale: il “nuovo” Impero multirazziale della Repubblica del Sudafrica (la RSA post-aprile 1994).

Sono ben cosciente che il vostro movimento, CasaPound, è un movimento specificatamente italiano, per cui posso immaginare abbia una conoscenza piuttosto superficiale dell'Africa del sud e dei boeri, ovvero di una terra e di un popolo così lontani. Seppur tenda a presumere la vostra buona fede, noto che alla vostra conferenza sul “dramma del popolo boero” non avete invitato un patriota boero o un sostenitore della Causa Boera, ma uno dei massimi esponenti contemporanei del “nazionalismo afrikaner bianco”, Hendrik van de Graaf.

Devo dire che la cosa non mi sorprende, cosciente dei rapporti tra voi e Solidarité – Identités, associazione fortemente legata a movimenti che sostengono il cosiddetto “nazionalismo afrikaner bianco”, impegnata a diffonderne le tesi in Europa, e anche in Italia.
L'iniziativa in oggetto, però, è firmata Casapound. E per tanto a voi mi rivolgo.

Hendrik (Henk) Van De Graaf è un membro di spicco del Verkennersbeweging; è stato candidato della Volksraad Verkiesing Kommissie (VVK, la Commissione Elettorale degli afrikaner bianchi); e oggi è “deputato” e segretario nel cosiddetto “Boere-Afrikaner Volksraad” (il “Parlamento afrikaner boero”).
La VVK, così come il “parlamento” che ha costituito, sono fondamentalmente una creatura del Verkennersbeweging, una nuova forma di Afrikaner Broederbond (la “Fratellanza Afrikaner”), una sorta di massoneria afrikaner bianca, che opera per confondere il vero nazionalismo (boero) con uno falso (afrikaner bianco). Così come i massoni, abitualmente, operano per confondere il Bene con il Male.
Il “nazionalismo afrikaner bianco” è una creatura massonica, ed essere asservito al giudaismo è nella sua natura. E questo vale anche per la VVK e il suo “parlamento” afrikaner bianco. A tal proposito vi segnalo due articoli di Volkstaat.org: “La natura della VVK” [2] (dove si mostrano vari personaggi di spicco che operano per diffondere il cosiddetto “nazionalismo afrikaner bianco”) e “La natura del 'volksraad' afrikaner della VVK” [3] (in quest'ultimo articolo è riportata un'interessante lettera di Paul Kruger, presidente della VVK e collaboratore del suo “parlamento”; la lettera, indirizzata ad un russo-giudeo, sostenitore dello Stato giudaico e del cosiddetto “nazionalismo afrikaner bianco”, pare quasi una dichiarazione di fedeltà della VVK e del suo “parlamento” al giudaismo e allo Stato giudaico in Palestina).

Il “parlamento” della VVK è assolutamente illegittimo, così come quello della Repubblica del Sudafrica. L'unico parlamento che può rappresentare i boeri è un parlamento boero.
La VVK sostiene di voler liberare gli “afrikaner boeri”, un volk che non esiste. Confondere l’identità di un volk non serve però a liberarlo, ma a distruggerlo. Anche questo è Genocidio Boero.

La VVK, nell'ottobre del 2012, ha prodotto un documento “Die Boere-Afrikanervolk se eis om selfbeskikking” (“La nazione afrikaner boera rivendica il diritto all'autodeterminazione”), in cui si nega la specificità del volk boero rispetto agli altri bianchi madrelingua afrikaans [4][5], il che è un falso storico. Le battaglie dei trekboer; la migrazione voortrekker; il Voto del Blood River; le Repubbliche boere; le Guerre di Liberazione; i morti nei campi di concentramento britannici; sono retaggio e patrimonio esclusivo di un solo volk: quello boero; l’unico volk bianco africano.
La VVK sostiene che la “vecchia” Repubblica del Sudafrica (1961-1994) sarebbe stata una continuazione delle Repubbliche boere [6], il che è un altro falso storico. La “vecchia” Repubblica del Sudafrica non fu figlia delle Repubbliche boere ma dell'Unione del Sudafrica (1910-1961), il dominion britannico forgiato dal capitalismo internazionale che aveva messo fine alle Repubbliche boere (1902), ed è stata la madre della “nuova” Repubblica del Sudafrica (post-aprile 1994).

I boeri si ribellarono all'Unione del Sudafrica nel 1914. La Ribellione fu soppressa dai britannici e dagli afrikaner del Capo.
I boeri dell'Ossewabrandwag (OB), movimento nazionalsocialista che arrivò ad avere 500.000 iscritti tra il 1940-1948, non supportavano l'Unione del Sudafrica ma chiedevano la restaurazione delle Repubbliche boere. L'OB fu smantellata con l'arrivo dei “nazionalisti” afrikaner bianchi al governo dell'Unione.
L'Indipendentismo boero armato (1990 – 1994) si contrappose alla Repubblica del Sudafrica nel tentativo di restaurare le Repubbliche boere, o almeno una parte di esse. I sostenitori del “nazionalismo afrikaner bianco” parteciparono alla fondazione del “nuovo” Impero.

Il documento “Die Boere-Afrikanervolk se eis om selfbeskikking” è stato classificato da Volkstaat.org come atto di Genocidio Boero.

Il documento della VVK, così come le tesi del cosiddetto “nazionalismo afrikaner bianco”, sono in completa antitesi con la documentazione [7] presentata nel 1995 all'ONU dalla Boere Republikeinse Verkiesingskommissie (BVK), la Commissione Elettorale Repubblicana Boera (di cui faceva parte anche l'Afrikaner Weerstandsbeweging [AWB], di Eugene Terre'Blanche. L'AWB infatti, seppur nato come movimento “nazionalista afrikaner bianco”, attorno al 1985 [a circa 12 anni dalla fondazione] arrivò al nazionalismo boero).
Fred Rundle (storico nazionalista boero e per anni portavoce dell'AWB) – come rappresentante della BVK - al suo ritorno in Africa del sud, dichiarò ai giornalisti: “Noi siamo indigeni della terra dove siamo nati”. “Non conosciamo nessun altro paese. Non chiediamo di rappresentare tutti i bianchi in Sudafrica. Noi rappresentiamo solo i boeri. Gli afrikaner sono nettamente distinti dai boeri. I boeri sono quelle persone che reclamarono il paese, e che combatterono i britannici.” “Non siamo interessati alle elezioni tenute dalla ANC. Le lasciamo al Vryheidsfront e al Konserwatiewe Party.” [8]

Il fatto che all'UNPO (Organizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati) siano rappresentanti gli “afrikaner” (con riferimento a tutti i bianchi di lingua afrikaans), che non sono un volk, e non i boeri, che invece lo sono, è dovuto all'opera di disinformazione dei cosiddetti “nazionalisti” bianchi afrikaner, e in particolare del Vryheidsfront Plus (VF+ / Freedom Front Plus, FF+), il partito afrikaner che collabora con l’Impero della “nuova” RSA, quell'Impero che il VF+ ha contribuito a creare.
Basti pensare che il leader del VF+ è il dott. Pieter Mulder. Il dott. Pieter Mulder nel 1994 è stato eletto nel parlamento dell’Impero della “nuova” RSA e dal 2009 è vice ministro dell’Agricoltura nel governo imperiale. Che un esponente del governo imperiale sudafricano possa rappresentare un supposto “volk” che ne è prigioniero, seppur gravissimo, è talmente assurdo da apparire grottesco.
Il fatto che gli “afrikaner bianchi” abbiano ottenuto la rappresentanza all'UNPO utilizzando abusivamente la storia; le bandiere; e i martiri del volk boero; non solo è furto, ma un'atto di Genocidio Boero, perché derubare un volk della propria identità è un atto di genocidio.
Il 23 aprile 2011, il dott. Lets Pretorius (padre dei fratelli Pretorius, Wilhelm, Johan e Kobus, prigionieri di guerra boeri detenuti in Africa del sud), ha scritto una lettera [9] all'UNPO a nome del BVR (Boerevolk Verteenwoordigende Raad - Consiglio dei Rappresentanti della nazione Boera), per contestare l'utilizzo dell'identità boera per dare un'identità a una “nazione” artificiale, ribadendo la specificità del volk boero, e ricordando che i boeri (e solo i boeri) hanno già avuto due Repubbliche riconosciute a livello internazionale.

L'Africa del sud è attualmente tormentata da un problema gravissimo, il Genocidio Bianco, lo sterminio razzista dei bianchi (prevalentemente boeri). E questa è sicuramente una priorità. Di certo, però, il Genocidio Bianco non si risolve promuovendo la distruzione dell'identità dell'unico volk bianco africano, il volk boero.
E lo scopo di questa mia lettera è proprio questo: difendere l'identità del volk boero.

I sostenitori del cosiddetto “nazionalismo afrikaner bianco” accusano i boeri di voler creare “divisioni”. Ma difendere la propria identità nazionale è difendere la propria esistenza. Mescolanze che favoriscono la perdita della propria identità non sono utili a nessuno, perché non sono una via per la sopravvivenza ma per la distruzione.
Distruggere l'identità boera, confondendola con altre, non aiuterà i bianchi dell'Africa del sud. Sostenere il contrario sarebbe come dire che per il bene dell'Europa è necessario annullare le diverse identità dei popoli europei.

La storia d'Africa è molto chiara. L'unica nazione bianca indigena è quella boera.
I bianchi che vogliono una propria nazione in Africa del sud hanno solo una via: assimilarsi (quando assimilabili) ai boeri, nella nazione boera. Essere boeri.
Eugene Terre’Blanche, storico leader boero, spese la vita per riunire gli afrikaner (con riferimento ai bianchi di lingua afrikaans) e gli altri bianchi dell’Africa del sud, non certo per dividerli, ma per unirli sotto la bandiere della nazione boera, per farne dei boeri.

Oggi, 3 aprile, anniversario dell'assassinio di Terre'Blanche, credo valga la pena ricordare alcune sue parole:
“L’AWB, il movimento di resistenza, non è nato dall’odio per altri popoli o nazioni. Il movimento è nato per l’amore per il nostro paese e per la nostra nazione, la nazione boera. Il popolo boero è quello che lasciò il Capo, che era una colonia britannica, per cercare la propria libertà e una nuova terra. Quello che vogliamo, è che ci venga restituita la nostra terra. La terra dei boeri. Le due Repubbliche e la parte settentrionale del Natal. Non vogliamo l’intero Sudafrica.
Sappiamo che il Sudafrica non può continuare com’è ora. L’AWB, il movimento di resistenza, si sta preparando a continuare la lotta che i miei antenati hanno combattuto contro i tuoi antenati, contro i britannici. Sappiamo che il nostro governo si sta adoperando per vendere i bianchi in Sudafrica, ma noi non combatteremo, né inizieremo a dar battaglia per fini razzisti. Combatteremo secondo il diritto internazionale. Abbiamo diritto a rivendicare alcune parti del Sudafrica, le vecchie Repubbliche boere, e io voglio indietro la mia terra.” [10]

Ben vengano tutte le iniziative contro il Genocidio Bianco in Africa del sud, ma senza confondere l'identità del volk boero, altrimenti si trasformeranno in atti di Genocidio Boero. Perché un genocidio non è soltanto l'eliminazione fisica di un popolo, ma anche tutte le azioni volte a contaminarlo e a cancellarne o confonderne l'identità.

La mia lettera non vuole fare polemica, ma aiutarvi a conoscere il popolo boero, quel popolo di cui parlate all'inizio del vostro manifesto.
Mi auguro ripenserete, in modo radicale, la vostra iniziativa del 13 aprile.
Rimango a vostra disposizione per ulteriore chiarimenti.

Cordiali saluti,
*****
tel. ***.*******


1. I boeri non sono gli afrikaner. Articolo di Ron per Republican Trekker Volk. Tradotto in italiano da Volkstaat.org.
2. La natura della VVK, di Volkstaat.org, settembre 2011, http://www.volkstaat.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1134:la-natura-della-vvk&catid=50:volksraad-verkiesing-kommissie&Itemid=68
3. La natura del “volksraad” afrikaner della VVK, di Volkstaat.org, maggio 2012, http://www.volkstaat.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1253:la-natura-del-volksraad-afrikaner-della-vvk&catid=50:volksraad-verkiesing-kommissie&Itemid=68
4. Punto n. 1, “Die Boere-Afrikanervolk se eis om selfbeskikking”.
5. Punto n. 24, “Die Boere-Afrikanervolk se eis om selfbeskikking”.
6. Punto n. 3, “Die Boere-Afrikanervolk se eis om selfbeskikking”.
7. L'identità della nazione boera. Documento della Boere Republikeinse Verkiesingskommissie (BVK, la Commissione Elettorale Repubblicana Boera), presentato all'ONU nel luglio del 1995. http://www.volkstaat.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1095:la-nazione-boera-dellafrica-del-sud-boere-republikeinse-verkiesingskommissie&catid=113:commissione-elettorale-repubblicana-boera-bvk&Itemid=182
8. I boeri all'ONU – 1995, di Volkstaat.org, http://www.volkstaat.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1233:i-boeri-allonu-1995&catid=113:commissione-elettorale-repubblicana-boera-bvk&Itemid=182
9. Lettera della nazione boera all'UNPO - Lets Pretorius, 23 aprile 2011 http://www.volkstaat.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1154:lettera-della-nazione-boera-allunpo-lets-pretorius-23-aprile-2011&catid=45:afrikanereboeri&Itemid=64
10. 1990. Terre’Blanche: “la nostra nazione, la nazione boera”, da “AWB, South Africa’s neo-Nazis” (1990), http://www.volkstaat.it/index.php?option=com_content&view=article&id=952:1990-terreblanche-la-nostra-nazione-la-nazione-boera&catid=52:awb&Itemid=70

 
La Prinsevlag non è una bandiera boera PDF Stampa E-mail
Venerdì 05 Aprile 2013 20:00

 

Prinsevlag

La Prinsevlag fu la bandiera degli indipendentisti nederlandesi, ispirata ai colori di Gugliemo I principe d’Orange, durante la Guerra degli Ottant’anni (1568-1648). E’ quindi una bandiera storica nederlandese.
Tale bandiera si pensa sia stata usata anche da Van Riebeeck in Africa del sud. Ma Jan van Riebeeck non fu un amico dei boeri, fu un oppressore dei loro antenati. La nazione boera ebbe la sua genesi sulla frontiera del Capo, dopo la migrazione dei propri antenati (che vennero chiamati “trekboer” perché sulla frontiera del Capo diventarono nomadi dediti alla pastorizia), indisponibili a sottostare alla dittatura della Compagnia olandese delle Indie Orientali (Vereenigde Oostindische Compagnie - VOC), alla ricerca di una terra dove essere liberi.
La Prinsevlag non fu mai utilizzata dai boeri, al contrario fu utilizzata nel 1927 come base per la nuova bandiera dell’Unione del Sudafrica, l’impero messo insieme dal capitalismo internazionale mediante la forza militare britannica, dopo aver sconfitto e inglobato le libere Repubbliche Boere.

 
Tre anni senza Eugene Terre'Blanche PDF Stampa E-mail
Mercoledì 03 Aprile 2013 00:00

 

Tre anni fa, il 3 aprile 2010, a Ventersdorp, due neri assassinavano Eugene Terre’Blanche; l'ultimo grande leader boero.
Volkstaat.org lo ricorda pubblicandone una immagine. Terre’Blanche era, ed è, un simbolo di libertà del volk boero.

Noi ti ricordiamo, Terre’Blanche - Piet Rudolph [2011]

Terre’Blanche 2011 (italiano)

Eugene Terre'Blanche. Klerksdorp, 09 ottobre 1993

 
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