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Sudafrica. Mbokodo: i soldati della ANC nell’inferno della ANC PDF Stampa E-mail
Venerdì 05 Luglio 2013 07:07

Il testo che segue è stato tratto dal sito “Why we are white refugees”, aggiornamento del 16 settembre 2010.

 

Citazioni da: Mbokodo: Inside MK: Mwezi Twala - A Soldier’s Story
[in italiano: “Dentro lo MK: Mwezi Twala – La storia di un soldato”. Ndr]
[Mbokondo era il servizio di sicurezza della ANC.  MK è l’acronimo di Umkhonto weSizwe, l’ex ala militare della ANC. Ndr]

 

Mbokodo: Inside MK: Mwezi Twala - A Soldier's Story, di Mwezi Twala ed Ed BernardMbokodo: Inside MK: Mwezi Twala - A Soldier’s Story,
di Ed Bernard e Mwezi Twala […]

Più sotto seguono passi tratti dal libro di Mwezi Twala, Mbokodo: Inside MK: Mwezi Twala - A Soldier’s Story. Di seguito due passi come prefazione:

In “Women in the ANC and SWAPO: sexual abuse of young women in the ANC camps” [in italiano: “Donne nella ANC e nella SWAPO, abusi sessuali di giovani donne nei campi della ANC”. SWAPO è l’acronimo di “South West Africa People’s Organization”, organizzazione marxista che combatté contro la Repubblica Sudafricana (RSA) durante l’occupazione sudafricana dell’Africa del sud ovest (Namibia). Ndr], di Olefile Samuel Mngqibisa, ottobre 1993, Searchlight South Africa, No 11, pagine 11-16 [...]; Olefile Samuel Mngqibisa, un ex soldato dello Umkhonto we Sizwe, descrive l’educazione di un ufficiale dello Mbokodo in una poesia che presentò alla Commissione d’Inchiesta sugli abusi contro i diritti umani nei campi di detenzione della ANC, presieduta dal Sam Motsuenyane.

Date ad un ragazzo – di 16 anni – proveniente dal ghetto di Soweto, l’opportunità di guidare un’auto per la prima volta nella sua vita.
Questo ragazzo viene da una famiglia di poveri lavoratori.
Dategli soldi per comprarsi qualsiasi tipo di liquore o bene, vestiti costosi.
Questo ragazzo ha lasciato il Sudafrica durante la rivolta delle scuole di Soweto divampata nel 1976. Non ha mai saputo cos’è una datore di lavoro.
Non ha mai conosciuto lo sfruttamento.
Dategli il diritto di dormire con tutte queste donne.
Dategli l’opportunità di studiare nelle Scuole di Partito e nelle ricche accademie militari dell’est Europa.
Insegnateli il marxismo-leninismo e ditegli di difendere la rivoluzione dai controrivoluzionari.
Mandatelo alla Stasi affinché lo addestrino ad estorcere informazioni con la forza dagli agenti nemici. Si trasformerà in un torturatore e in un carnefice.
Tutti questi lussi sono un sogno insperato…
Il Servizio di Sicurezza diventa la legge.

In Mbokodo: Inside MK: Mwezi Twala - A Soldier’s Story, Mwezi Twala scrive:
Il tasso di mortalità crebbe in modo terrificante, alcuni morti erano per suicidio, ma soprattutto per omicidio. Altri impazzirono per lo stress costante e per la sofferenza incessante. Di volta in volta i che prigionieri erano rimossi dalle nostre celle, cercavamo di auto-convincerci che sarebbero stati trasferiti: cercavamo un lato positivo per non essere costretti ad affrontare la devastazione psicologica della probabile realtà… Nessuno sa quante persone furono macellate a Quatro e negli altri campi, neppure i capi della ANC. L’uso dei nomi del MK e dei nomi di Quatro creò ulteriore confusione nel tener traccia di chi era morto e di chi era vivo: ho sentito di un caso bizzarro dovuto alla confusione nei nomi in codice per cui un prigioniero sotto tortura aveva confessato di aver assassinato sé stesso. Un altro confessò di aver ucciso compagni che successivamente si scoprì erano vivi. Molte guardie (e prigionieri) erano giovani ragazzi e non erano molto responsabili. Il prigioniero più giovane di Quatro era un ragazzino di dieci anni chiamato Inzindlebe… perché era un “agente nemico”. (pag. 90)


Mbokodo: Inside MK: Mwezi Twala - A Soldier’s Story
di Mwezi Twala e Ed Bernard
Jonathan Ball Publishers
prefazione alle citazioni di Andrea Muhrrteyn

I seguenti passi sono tratti da “Inside MK: Mwezi Twala - A Soldier’s Story”, di Mwezi Twala e Ed Bernard. Le citazioni sotto includono dettagli di alcune atrocità commesse a Quatro dai Servizi di sicurezza della ANC / Mbokodo, tra le varie verificatesi a Quatro, e confronti fatti da Twala tra il Governo dell’Apartheid e l’ANC, riguardo al trattamento riservato ai propri prigionieri.

Il libro “Mbokodo” è stato elencato nella lista di documenti sottoposti alle autorità come prove a sostegno della tesi per cui il concetto sostenuto dalla TRC [Truth and Reconciliation Commission, in italiano: Commissione per la Verità e la Riconciliazione. Commissione del regime della ANC, volta a processare il regime precedente. Ndr] che “l’Apartheid è un crimine” è un falsificazione della storia; in Radical Honesty SA Amicus to Concourt […]. [Le note tra parentesi quadra, senza nessuna dicitura, sono da intendersi come commenti di “Why we are white refugees”, il grassetto è stato aggiunto per dare enfasi] [Le note di Volkstaat.it sono tutte segnate con “ndr”. Ndr]

Le carte di Viana e l’ammutinamento di Mkatashinga

Nel 1981 iniziò un periodo di terrore e morte per i membri della ANC in esilio. In febbraio un robusto entourage del Comitato Esecutivo Nazionale che comprendeva il presidente Tambo girò tutti i campi della ANC in Angola. I quadri furono avvertiti della presenza di una rete di spionaggio e la necessità di vigilare fu sottolineata. Agenti nemici e provocatori vennero rudemente avvertiti da Piliso in lingua xhosa, “…li impiccherò per le palle.” Venne generata una psicosi per il “nemico interno” e quando i capi della ANC visitarono i campi furono attentamente protetti. Molti uomini e donne vennero arrestati perché sospettati di dissidenza e furono sterminati brutalmente nei mesi che seguirono. Questo disilluse molti quadri dello MK che tornarono dalla Rhodesia [attuale Zimbabwe, ndr] dove inizialmente erano andati. (pag. 49)

Mi resi conto di queste situazioni attraverso il passaparola, ma in seguito scoprii, attraverso l’esperienza personale, il terrore di Quatro, tanto per citare un campo di sterminio. Persone vennero prese tra noi – da Quatro o Campo 13 – e sparirono per sempre senza alcun motivo. Molti di questi furono macellati in qualche modo e la loro ultima destinazione fu sottoterra. Abbiamo sentito di persone sepolte vive, e di tante altre tecniche inconcepibili per una mente civile. Quest’epurazione creò grande paura tra tutti noi, al punto anche che la più piccola critica, come ad esempio su come era preparato il cibo, veniva evitata, perché nessuno può mai essere sicuro che anche il proprio migliore amico tenga la bocca chiusa. (pag. 49)

I nostri addetti alla sicurezza diventarono estremamente arroganti, al punto che un lapsus innocente o anche un semplice gesto potevano farti finire in una cella di tortura a Quatro. Uomini della sicurezza dei livelli più bassi e di poca intelligenza – tra i 14 e 18 anni di età – diventarono i nostri padroni, avendo potere di vita e di morte. Agivano sicuri dell’impunità. (pag. 49 – 50)

...

Oliver Tambo visitò [campo] Pango al culmine del terrore. Il percorso dall’ingresso al palazzo principale era bordato – come in una scena di “Spartacus” – di uomini, sporchi e insanguinati, legati agli alberi. Quando il suo entourage arrivò all’amministrazione, dove io ero ufficiale di servizio, il capo dello staff di Tambo ci disse che ci sarebbe stata una riunione al “luogo” (una radura nella giungla… dove tenevamo incontri e discussioni). Staffette furono inviate ad avvisare tutti nei dintorni. Sulla via per il luogo [Oliver Tambo] passò ancor tra gli uomini appesi agli alberi. Come ufficiale in servizio, non potei andare alla riunione, ma ci andò il mio vice. Dopo un po’ vidi le guardie tornare dal luogo, liberare i prigionieri e portarli alla riunione. Lì, il mio vice mi disse, che invece di opporsi a quel trattamento, come avevo sperato, Tambo li aveva rimproverati per il loro comportamento da dissidenti ed era sembrato approvare quando Andrew Masondo aveva dichiarato che alla prossima visita del presidente loro si sarebbero trovati li vicino sottoterra. I prigionieri furono ricondotti ai loro alberi…  il presidente [Oliver Tambo] gli passò davanti per andarsene senza degnarli di uno sguardo, e loro rimasero li per altri tre mesi – seguiti da tre mesi di duro lavoro. (pag. 51 – 52)

...

Tambo era un uomo brillante e spietato...... Dopo la sua nomina a presidente vicario della ANC alla Conferenza di Morogoro [in Tanzania, ndr] del 1969, seguì una lotta di potere. Nel 1975, otto membri della dirigenza vennero rimossi… La successiva conferenza nazionale della ANC non si tenne fino al 1985 a Kabwe [in Zambia]… Tambo diventò effettivamente un dittatore… Un culto di Tambo come eroe era promosso e i quadri erano tenuti a cantarne le lodi in modo riverente, come se si trattasse di inni sacri… Gradualmente lo Mbokodo cercò di instillare nei quadri il credo che i vertici della ANC erano infallibili, e ogni quadro che rifiutava di accettare volontariamente questa premessa vi era costretto con le minacce. Mzwai Piliso sintetizzò questo approccio quando dichiarò: Se qualcuno punta il dito sui vertici della ANC, noi gli taglieremo l’intero braccio.” (pag. 52 – 53)

...

La Relazione [di Viana] fu molto diretta, nonostante l’approccio garbato. Era opinione assolutamente diffusa che la ANC in esilio avesse perso smalto e si era diffuso il disincanto per i suoi leader. Una conferenza fu richiesta per eleggere nuovi leader che rimettessero la ANC in pista. I quadri stavano affondando in fetidi campi angolani mentre i leader erano immersi nel lusso a Lusaka [nello Zambia, ndr]. C’erano gravi prove che fondi della ANC erano stati sottratti e impiegati impropriamente per usi personali dei leader, molti dei quali avevano acquistato costose proprietà immobiliari in paesi stranieri. Fu richiesta un’indagine contabile sui fondi della ANC. La corruzione era dilagante: alcuni leader della ANC stavano utilizzando personale e strutture della ANC per attività illegali quali lo spaccio di droga, il furto d’auto e il commercio illegale di diamanti, mentre altri abusavano della propria posizione per ottenere favori sessuali dai giovani quadri femminili. (pag. 55)

...

Io fui uno degli oratori più intransigenti… [il commissario nazionale Masondo] convocò una riunione a Viana [campo della ANC alla periferia di Luanda, in Angola. Ndr] e fu molto criticò in merito alla relazione. I suoi occhi mi trapassarono come raggi laser… Si scagliò contro di me e mi disse che dovevo essere cosciente del fatto che se cercavo di essere un “Lech Walesa” [riformatore polacco. Ndr] questo si sarebbe ritorto contro di me: se persistevo nello smuovere le acque sarei stato schiacciato. La mia risposta fu che non volevo creare problemi a nessuno e che la relazione era un onesto e veritiero riassunto dei fatti come noi li conoscevamo. Lui replicò arrabbiato: “Dovresti stare attento, perché di questi tempi, verità e fatti sono distruttivi e dovrebbero essere evitati.” (pag. 56)

L’ex presidente Nelson Mandela con il suo ministro della Difesa: Joe Modise… Tre uomini del Comitato Esecutivo Nazionale furono criticati particolarmente: Joe Modise, il comandante dello MK, che la maggior parte degli uomini giudicava incompetente e che era stato visto abusare della sua posizione per far soldi in imprese illegali invece di portare avanti la lotta contro l’apartheid; Mzwandile (Mzwai) Piliso, il capo dello Mbokodo, che era considerato un ideologo senz’anima deciso a sopprimere il dissenso e la democrazia dentro la ANC; e Andrew Masondo, che come commissario nazionale era responsabile dell’attuazione delle decisioni del Comitato Esecutivo Nazionale e della guida politica della ANC, ma che aveva abusato della sua autorità per difendere la corruzione. Oltre a Tambo, questi uomini erano i soli membri del Comitato Esecutivo Nazionale che avevano accesso diretto a Quatro. (pag. 61)

… [Dopo un altro ammutinamento dove vi partecipò, approssimativamente, il 90% dello MK, un’altra lista di richieste fu redatta, avanzata da un Comitato dei Dieci, che chiedeva (a) la sospensione dello Mbokodo, e una commissione per investigare le attività dello Mbokodo e a campo Quatro, (b) una revisione alla politica della ANC su apartheid e lotta armata; (c) una conferenza pienamente democratica per eleggere nuovi leader. Dopo il 16 febbraio 1984, a Twela fu sparato dallo Mbokodo su istruzione di Joe Modise e Chris Hani. Gli fu sparato nelle costole, e il colpo gli trapassò polmone e fegato. Il Comitato dei 10 fu portato al campo Nova Installacao.]


La Cospirazione e Nova Installacao


Le condizioni erano oltre ogni immaginazione. Tra le quattro mura c’era solo il letto, che era una lastra di cemento che sbucava dal pavimento per circa 30 centimetri.  Nessun materasso veniva fornito, e neppure una coperta. In un angolo c’era il water, intasato da feci e urina, circondato da una nuvola di mosconi e da un tanfo indescrivibile. E oltre al danno, la beffa: non c’era acqua. Mi fu detto che gli angolani erano stati istruiti per non darmi assistenza medica: “Non avrai niente qui, tu dovrai morirci qui!” (pag. 72)

[Un altro prigioniero, una femmina bianca cittadina angolana, in prigione per un reato civile, pagò le guardie per dargli assistenza medica e lui fu ricoverato. Rimase lì per circa 18 mesi, dopodiché venne informato che sarebbe stato trasferito a Quatro.]


Quatro

Inside Quatro: Uncovering the Exile History of the ANC and SWAPO [Dentro Quatro: Scoprendo la storia in esilio di ANC e SWAPO], di Paul TrewhelaTutti gli edifici di Quatro avevano tetti e pavimenti di cemento senza finestre…

Regole del Campo:

1. Nessun reclamo sarebbe stato tollerato e una severa punizione sarebbe stata inflitta ad ogni reclamo.
2. In nessun caso potevamo utilizzare buchi, crepe o altre aperture per osservare o comunicare con gli occupanti delle celle adiacenti. Infrangere questa regola era considerato un crimine molto grave.
3. Durante il periodo di detenzione a Quatro, l’unico rapporto umano permesso era quello con i compagni di cella.
4. I detenuti dovevano correre. Camminare era proibito.
5. Una severa punizione sarebbe stata inflitta a qualsiasi detenuto che quando fuori dalla sua cella, non fosse riuscito a nascondere il volto, o girarsi di schiena o a travisarsi quando in prossimità di un altro detenuto.
6. Era dovere di ogni detenuto mantenere una distanza minima di cinque metri da ogni guardia armata. L’inosservanza di questa regola era punita da un pestaggio.
7. Gli ordini impartiti in qualsiasi circostanza dalle guardie dovevano essere eseguiti immediatamente. Il mancato rispetto di tale norma era punito da un pestaggio.
8. Quando venivi punito con il pestaggio non dovevi parare i colpi e cercare di eluderli. Se lo facevi, ulteriori pene ti sarebbero state inflitte.
9. I detenuti avevano un solo diritto, obbedire tutte le volte alle regole e alle autorità che li controllavano. (pag. 82)

…La cella era lunga e stretta, in larghezza era appena sufficiente per permettere ad un uomo alto di sdraiarsi per tale verso, ed era vuota, fatta eccezione per un contenitore di plastica da quattro litri, nessuna bottiglia e nessun secchio, che doveva servire come toilette. L’unica fonte di luce e ventilazione erano i tre tubi da tre pollici che attraversavano il muro… La porta era di solido acciaio ma non era perfettamente inserita nel telaio, cosicché entrava un po’ di luce e di aria supplementari. Dalle 09.00 alle 15.00 la luce era poca; dopodiché la cella era buia. (pag. 82 – 83)

...

La routine di Quatro era monotona. La sveglia era alle 05.00. Nel buio della cella ci svegliavamo per eseguire il nostro primo compito della giornata, avvolgere le nostre coperte (dormivamo sul pavimento, non c’erano letti). Successivamente, due di noi dovevano essere pronti a rimuovere il contenitore-toilette, riempito del suo ripugnante contenuto, agli ordini delle guardie. (pag. 86)

Alle 06.00 la porta della cella veniva aperta con fragore e guardie impazienti ci facevano cenno di prendere la “toilette” e iniziare a correre con il nostro carico verso il pozzo nero a qualche centinaio di metri dal cancello. Di per sé era un percorso facile, l’unico problema era che dovevamo correre, decidendo dove passare su un viale pieno di guardie, armate con un assortimento di bastoni, fruste, mazze da baseball e perfino sjambok [tradizionale frusta di cuoio del Sudafrica, che veniva utilizzata dalla polizia della RSA. Ndr], con le quali armi ci picchiavano mentre correvamo. Nonostante colpi implacabili piovessero su di noi, subivamo punizioni se inciampavamo e rovesciavamo il nostro “carico” mentre scendevamo giù per la collina in forte pendenza. Arrivati alla fossa svuotavamo il contenuto al suo interno, lasciando il contenitore a fianco della fossa per essere da noi ripreso più tardi, nel corso della giornata. Dopodiché ci giravamo e di corsa tornavamo alle celle. Il viaggio di ritorno era pieno di pericoli perché le guardie pensavano fosse un bel passatempo prendere un detenuto o due, e bastonarli o frustarli. Questi abusi erano inflitti esclusivamente in base al capriccio delle guardie, o per sfogare un rancore. Ammaccati e sanguinanti, i detenuti ritornavano alle loro celle. (pag. 86)

Il risultato significativo di questo compito con pestaggio era che il sevizio igienico in ogni cella veniva lasciato giù alla fossa. I detenuti che dovevano rimanere nelle loro celle per tutto il giorno rimanevano così senza il lusso di una toilette fino alle 17.00. Inoltre, non avevamo acqua o sapone per lavarci le mani, così uomini e celle degeneravano in condizioni piuttosto disgustose. A causa delle pessime condizioni igieniche in cui vivevamo, molte volte soffrivamo di diarrea ed era una grande agonia non potere usare la toilette durante il giorno. Non ci si poteva sedere, per evitare di farsela addosso! Ballavamo il “tip tap” tutto il giorno per evitare di farcela nei pantaloni o in cella. A parte l’imbarazzo, il disagio, l’umiliazione e, naturalmente, l’odore, se qualcuno aveva un “inconveniente”, le guardie lo picchiavano. A volte sentivo di essere stato degradato allo status di animale e dovevo sforzarmi di ricordare che la colpa era dello Mbokodo, non mia. Nessuno aveva intimità e riservatezza, e quando i contenitori da quattro litri sporchi di feci seccate all’interno e all’esterno ci venivano riportati nelle celle, dovevamo fare la coda per usarli. Il disagio fisico era così grande che perdevamo il senso della vergogna e dell’imbarazzo. (pag. 86 – 87)

Alle 07.00 colazione, mescolata in una teglia da 20 litri. Il “mix” variava, da un pezzo di pane al porridge, o legumi. La scelta tra mangiare o ricevere un trattamento medico era lasciata interamente al detenuto. (pag. 87)

Alle 07.30 iniziava il lavoro… come tagliare e trasportare grossi tronchi per costruire rifugi anti-bomba, tagliare legna, scavare trincee, trasportare un serbatoio russo da mille litri d’acqua su un pendio molto ripido compiendo un tragitto di circa 1.300 metri. (pag. 87)

[I pestaggi delle guardie erano considerati uno sport]

… Questa attività (o sport) raggiunse eccessi rivoltanti e si palesò grandemente quando una squadra di sei di noi fu assegnata a trascorrere una giornata di lavoro a raccogliere legna da ardere. Le guardie, armate di tutto, due per ogni detenuto, ci scortarono attraverso un terreno vicino alla giungla per scegliere gli alberi secchi più idonei. Quando un albero veniva avvistato avvisavamo le guardie. Se c’era la loro approvazione ci dirigevamo verso l’albero scelto. Prima di qualsiasi cosa una guardia incaricò uno di noi di tagliare gli arbusti nella boscaglia circostante, per tagliare l’albero velocemente. Venivamo chiamati “banditi”, e i “banditi” non si stancano. “Caffè o guava”? significava se preferivi essere picchiato con un ramo di caffè o di guava. Se decidevano che non avevi tagliato un albero abbastanza velocemente, semplicemente ci picchiavano con maggior furia… Siamo stati incitati e frustati come buoi mentre faticavamo nel caldo per tirare i materiali su per la collina fino a Quatro.

[Pranzo dalle 12.30 fino alle 13.13, dopo di nuovo al lavoro fino alle 17.00] (pag. 87 – 88)

...

Oliver Tambo e Nelson Mandela cantano l’inno della ANC a Johannesburg, dopo il rilascio di Mandela e il ritorno di Tambo dall’esilio

Il tasso di mortalità crebbe in modo terrificante, alcuni morti erano per suicidio, ma soprattutto per omicidio. Altri impazzirono per lo stress costante e per la sofferenza incessante. Di volta in volta i che prigionieri erano rimossi dalle nostre celle, cercavamo di auto-convincerci che sarebbero stati trasferiti: cercavamo un lato positivo per non essere costretti ad affrontare la devastazione psicologica della probabile realtà… Nessuno sa quante persone furono macellate a Quatro e negli altri campi, neppure i capi della ANC. L’uso dei nomi del MK e dei nomi di Quatro creò ulteriore confusione nel tener traccia di chi era morto e di chi era vivo: ho sentito di un caso bizzarro dovuto alla confusione nei nomi in codice per cui un prigioniero sotto tortura aveva confessato di aver assassinato sé stesso. Un altro confessò di aver ucciso compagni che successivamente si scoprì erano vivi. Molte guardie (e prigionieri) erano giovani ragazzi e non erano molto responsabili. Il prigioniero più giovane di Quatro era un ragazzino di dieci anni chiamato Inzindlebe… perché era un “agente nemico”. (pag. 90)

Sentì che il becchino di Quatro era stato spesso costretto a scavare la tomba di una vittima dello Mbokodo a mano. Spesso, mentre eseguiva questa operazione, rinveniva i resti di precedenti vittime dello Mbokodo sepolte a poca profondità. I leader della ANC, autorità di comando e corti internazionali della ANC hanno successivamente negato con veemenza che tutto questo sia mai successo, ma io ero uno di quelli che era la, e ho visto quello che succedeva. Sono stato personalmente internato a Quatro e brutalizzato per la maggior parte di quattro lunghi anni. (pag. 90)

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La disumanizzazione dei detenuti guastò, com’era nelle intenzioni, l’animo più profondo degli uomini. Ho visto giovani uomini in salute trasformarsi in vegetali senza più voglia di vivere. Diventare poco più che dei robot, completamente idioti. Non gli importava più della mancanza di acqua e sapone per lavarsi le mani, sporche giorno dopo giorno di escrementi. Il fetore crescente finì per passare inosservato e diventò una condizione di vita. Potevamo non sentirlo più. L’igiene personale non era più riconosciuto e a tutti noi vennero bolle, le labbra screpolate peggiorarono, le punture di insetti si trasformarono in ulcere e i problemi ai piedi dilagavano. Quando i dolori erano particolarmente acuti tant’è che alcuni uomini preferivano andare carponi invece di camminare anche se questo stimolava la crudeltà della guardie, che frustavano le schiene esposte, creando ferite ancor più profonde. (pag. 94)

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La vera e propria tortura, praticata a Quatro da specialisti della sicurezza, fu tale che i bestiali Khmer Rossi della Cambogia avrebbero potuto imparare una cosa o due. Potevano, e lo hanno fatto, tenere in isolamento i detenuti fino a quattro anni senza permettergli di avere materiale di lettura e senza apparente motivo, e per nessuna ragione era permesso al detenuto di avere il conforto di una Bibbia. Uno degli eventi più orrendi connessi con la tortura si verificò durante il mio soggiorno a Quatro, che coinvolse uno dei nostri quadri che era riuscito a scappare da Viana a un campo profughi a Luanda. Questo disgraziato aveva deciso di lasciare l’ANC dando le dimissioni. Era andato all’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati (UNHCR) per chiedere protezione, protezione che gli era stata accordata… Sotto gli occhi delle autorità dello UNHCR lui [e un altro quadro della ANC che voleva dare le dimissioni] fu rapito dalle forze di sicurezza della ANC e portato a Quatro, dove furono rinchiusi in celle d’isolamento separate. Quello che aveva lasciato il campo di Viana fu sottoposto a pesanti interrogatori per giorni… e poco dopo il suo corpo fu gettato nella nostra cella. Il suo nome a Quatro era Pudi. (pag. 95)

A prima vista quasi svenni per l’orrore, e così accadde anche i miei compagni di cella. La sua testa era in decomposizione e l’odore era indescrivibile. Si potrebbe anche dire che il fetore della sua testa era al di sopra di quello delle celle. Aveva una cicatrice bianca da ustione che partiva da quella che era stata l’attaccatura dei capelli fino al suo naso. I suoi occhi erano gonfi e chiusi e l’unico suono che usciva dalle sue labbra deformate e malconce era un lamento straziante. Il suo povero corpo era scosso come se fosse epilettico. Abbiamo fatto del nostro meglio per confortarlo e per una tortuosa mezzora ci disse dolorante che i suoi sequestratori l’avevano portato a Quatro, l’avevano interrogato, picchiato e gli avevano versato acqua bollente sulla testa continuamente fino a quando aveva perso conoscenza. Quando si era svegliato alcuni giorni dopo, la ferita al suo cuoio capelluto non era stata trattata. Di conseguenza, come potevamo vedere, l’infezione si era putrefatta in un pasticcio marcio. (pag. 96)

...

Ci disse che l’amico che era stato rapito con lui non poteva camminare perché gli uomini della sicurezza gli avevano bruciato le piante dei piedi con dei carboni ardenti, dopodiché l’avevano costretto a stare in piedi per lunghi periodi. Non abbiamo mai saputo dove l’amico fosse tenuto a Quatro, così presumemmo fosse “scomparso”, come tanti altri. (pag. 96)

...

Appena le guardie si accorsero che il nostro compagno gravemente ustionato stava migliorando, fecero irruzione nella nostra cella, lo trascinarono fuori, lo portarono ad uno degli alberi li vicini, gli fecero afferrare il tronco e iniziarono a spingergli la testa contro l’albero, volta dopo volta, finché le sue ferite da ustioni si riaprirono con gravi conseguenze. Cadde a terra privo di coscienza e in quello stato fu selvaggiamente picchiato sulla testa e sul viso con dei bastoni. Quando le guardie furono troppo stanche per continuare, trascinarono il suo corpo lontano, vivo o morto non lo posso dire, ma è sparito per sempre, quasi certamente in una fossa sottoterra. (pag. 97)

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Una tortura particolarmente sadica utilizzata a Quatro era quella di prendere un sacchetto, metterci dentro un topo vivo, e quindi legare il sacchetto alla testa della vittima. (pag. 98)

[Twela confronta la reclusione sotto la ANC con i carceri dell’Apartheid]

… Ho riflettuto sul viaggio che avevo fatto per essere un soldato, per fare la mia parte per liberare il mio popolo dal giogo dell’apartheid. Tutto quello che ho ottenuto è stato di essere sottoposto ad un altro genere di repressione, carcere e tortura. Se fossi rimasto nella Repubblica [RSA, ndr] combattendo una mia guerra personale contro il regime, avrei ottenuto molto di più in una settimana di quello che ho ottenuto nei quindici anni passati in Angola, Mozambico e Zambia sotto i vertici comunisti della ANC. Anche nel caso fossi stato catturato dalle autorità sudafricane, avrei affrontato un regolare processo giudiziario e sarei stato condannato ad una pena detentiva. (pag. 100)

La prigione sarebbe stata con un letto pulito e una coperta, e avrei avuto vestiti decenti. Pasti ragionevolmente caldi sarebbero stati cucinati. Celle igieniche, pulite, con un rubinetto per l’acqua, un servizio igienico per persone civilizzate, e un box doccia. Oltre a questo ci sarebbe stato un lavoro onesto da svolgere nella struttura, in grado di generare un piccolo ma importante reddito, da permettermi il lusso di comprare le sigarette e il dentifricio. Avrei potuto avere la possibilità di studiare, come Nelson Mandela ha fatto, su quasi tutti gli argomenti, con l’accesso alla biblioteca del carcere. Avrei anche ricevuto assistenza medica per ferite e malattia, oltre al conforto spirituale da un cappellano del carcere della confessione che ho scelto. In nessun modo avrei subito abusi, sarei stato picchiato e torturato, per il capriccio o la voglia di vendetta di un guardiano. (pag. 100)

Se il governo sudafricano [dell’apartheid] mi ha tratto male la metà di quello che ha fatto l’ANC, si potrebbe giustificarlo in qualche modo, perché avevo infranto le leggi sudafricane. Nel caso della ANC, non ci sono giustificazioni razionali. E’ praticamente impossibile trovare un detenuto che avesse commesso un crimine ben definito contro il sistema, perché non c’era un sistema. Ho concluso che le politiche dei vertici della ANC erano basate sull’ambizione personale e la paura. (pag. 100)

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Ritorno sul suolo sudafricano

Mwezi Twala[Twala riesce finalmente a tornare in Sudafrica]

Come la mia famiglia ha ascoltato le mie avventure ha cominciato a vedere che c’erano delle similitudini che iniziavano a manifestarsi anche nelle township [borgate nere alla periferie delle città della RSA, ndr]. Intolleranza, strutture politiche antidemocratiche e totalitarie supportate dall’intimidazione, dalla violenza e dalle collane della morte [un pneumatico bagnato di benzina è messo al collo della vittima, dopodiché viene incendiato. Ndr], erano all’ordine del giorno, quasi la norma. E infatti, non passo molto tempo che mi fu detto che avevo “perso il diritto a vivere nelle township”, dopo una riunione dei “compagni” ad Evaton [una township nera di Vanderbijlpark, città a sud di Johannesburg. Ndr]. I “compagni” dichiararono orgogliosamente al Weekly Mail (8-14 giugno del 1990), “abbiamo ordinato alla famiglia, che stava visitando, di cacciarlo subito”. Cacciato da casa mia. (pag. 153)

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[Due suoi colleghi, vittime dello Mbokodo - Sipho Phungulwa e Nicholas Dyasop – vanno nel Transkei [[stato indipendente xhosa fino al 1994, ndr]] per far visita alla sorella di uno di loro. Dopo aver partecipato ad una riunione con i vertici della ANC del Transkei, sono catturati in un agguato, Sipho è assassinato ma Nicholas riesce a fuggire. Un anno dopo Nicholas identifica i presunti assassini durante un riconoscimento di polizia, al che i presunti assassini della ANC sono arrestati.]

Andranno in tribunale, solo per essere rilasciati su cauzione nominale, e non andranno mai a giudizio! La verità è che il Transkei era degenerato nella stessa situazione dell’Angola, dello Zambia e della Tanzania, dove i governi sostenevano ed erano complici delle torture e degli omicidi dei dissidenti della ANC. (pag. 155)

Un mese dopo l’omicidio di Sipho Phungulwa, Nelson Mandela ricevette la documentazione completa del caso, insieme alla richiesta di un’indagine sulla ANC. Tutto è caduto nel vuoto. (pag. 155)

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La storia mostra che quando l’ANC ha avuto autorità, ha dato vita ad una storia che si è caratterizzata per incompetenza, corruzione, crudeltà e disprezzo cinico per la democrazia e i diritti umani. Con la tutela del SACP [South African Communist Party, Partito Comunista Sudafricano. Ndr], lo Mbokodo trasformò l’ANC di Albert Luthuli [1898 –1967, ndr] in quella di Oliver Tambo, che Nelson Mandela ha ritenuto opportuno conservare. Ha infatti ignorato le raccomandazioni e i consigli delle due commissioni di inchiesta della ANC, e ha deciso che nessun risarcimento sarà devoluto, e che lo Mbokodo non sarà punito. L’ANC ha liquidato la faccenda nello stesso modo con cui trattata i dissidenti in esilio. (pag. 160)

Estratti da: Mbokodo: Inside MK: Mwezi Twala - A Soldier’s Story [in italiano: “Dentro lo MK: Mwezi Twala – La storia di un soldato”. Ndr]

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La libertà per il volk Boero e la questione Palestinese: cosa ne pensa il governo del Sudafrica. Giu 2013 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 03 Luglio 2013 18:15

 

La seguente lettera è stata inviata oggi all'ufficio del presidente Zuma.

Signor Presidente,

SUOI COLLOQUI CON IL PRESIDENTE DEGLI USA, OBAMA, IL 29 GIUGNO 2013.

Dopo il suo incontro con il Presidente degli Stati Uniti è stato pubblicato un comunicato stampa nel quale lei fa riferimento alla Questione Palestinese. In esso  dichiara quanto segue:

“Sig. Presidente, il Sudafrica è sempre preoccupato per la mancanza di progressi nel processo di pace in Medio Oriente. Noi sosteniamo inequivocabilmente il tentativo Palestinese per un proprio Stato e crediamo nel principio della soluzione dei due Stati. Abbiamo notato i suoi due ultimi tentativi per rilanciare i negoziati in stallo e in merito ha il nostro sostegno. Allo stesso tempo, siamo del parere che una pace duratura in Medio Oriente non sia possibile senza affrontare gli altri conflitti in corso nella regione, che generano insicurezza e instabilità.”

Signore, se quanto riportato è corretto, noi non possiamo fare altro che concordare con il suo pensiero e sostenere il suo punto di vista relativamente al principio da lei citato.

Mi permetta di ricordarle, signore, la domanda Boera per un proprio Stato. Il suo eloquente appello per i Palestinesi può valere benissimo anche per noi. Le chiediamo quindi, rispettosamente ma con urgenza, un'udienza in merito, per sviluppare la questione.

Distinti saluti

Piet Rudolph - Presidente dello Orde Boerevolk (fondato nel 1989)

 
L'invasione del World Trade Centre (1993) - video PDF Stampa E-mail
Martedì 25 Giugno 2013 07:07

 

 

L'invasione del World Trade Centre (1993)

 

Tenendo presente che Youtube ha la tendenza a censurare o a limitare i video non politicamente corretti, questo video può essere scaricato direttamente anche su “volkstaat.org”. L’invito rivolto a tutti è di diffonderlo più possibile.

L'invasione del World Trade Centre (1993) - video volkstaat.org
formato AVI, 21,7 MB

L'invasione del World Trade Centre (1993) - video volkstaat.org
formato MP4, 21,7 MB

L'invasione del World Trade Centre (1993) - video volkstaat.org
formato M4V, 103 MB

 
Boervolk Radio PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Giugno 2013 07:07

 

Boervolk Radio

Luogo di registrazione della licenza: Kempton Park, Sudafrica
Zona trasmissione: Internazionale
Slogan: L'unica stazione del volk Boero
Prima trasmissione: 1998
Formato: musica in lingua afrikaans, spettacoli di informazione
Proprietà: privata / non-commerciale
Sito internet: www.boervolkradio.co.za


Boervolk Radio dei Transvaalse Separatiste (TS - Separatisti del Transvaal), è una radio che trasmette via internet con sede a Kempton Park, Sudafrica.

Storia
La stazione radiofonica è stata fondata nel 1998 da Theuns Cloete, uno dei tre membri del gruppo di pensiero Transvaalse Separatiste (gli altri due erano: il dott. Wouter Pieter Cloete, fratello di Theuns, e Faan van der Watt). Lo scopo della stazione era quello di trasmettere musica in afrikaans e fare spettacoli di informazioni sull'identità e la cultura boera, ma anche servire come organo di informazione dei Transvaalse Separatiste. Promuove la musica afrikaans degli artisti indipendenti, come dichiarato dalla Wildhorse Entertainment, le cui canzoni sono messe gratuitamente a disposizione degli ascoltatori di Boervolk Radio.

L'obbietto principale dei Transvaalse Separatiste era che tutte le singole tribù che erano state incluse a forza nell'Unione del Sudafrica, prima, e poi nella Repubblica del Sudafrica (RSA), potessero ottenere l'autodeterminazione in Africa del sud. Questo punto di vista, a favore della devoluzione del potere da parte del governo dell'apartheid controllato dal Nasionale Party (del Sudafrica), venne condiviso dalla soluzione federale proposta al Kwazulu/Natal Indaba. Al Natal Indaba i capi tradizionali degli Zulu riconobbero i diritti del popolo Boero nella parte settentrionale del Kwazulu-Natal (Nuova Repubblica / Vryheid). Gli Zulu erano e sono la maggioranza nella regione del KwaZulu-Natal.

Fin dalla sua fondazione la stazione radiofonica non ha sostenuto alcun partito politico o gruppo religioso. Questo indirizzo è rimasto invariato fino al dì d'oggi. La radio si vanta sempre di sollecitare i propri ascoltatori a fare ricerche su temi politici, nazionali ed internazionali, senza seguire ciecamente ciò che dicono i movimenti e i partiti politici. E' anche nota per le sue critiche ai movimenti che promuovono proteste e azioni violente, con particolare riferimento ai gruppi della destra. Per questo motivo ha subito il disprezzo della destra, contraddicendo quanto sostenuto da alcuni media, per cui il gruppo di pensiero sarebbe stato esso stesso di destra.

I Transvaalse Separatiste si opposero alle proteste violente che precedettero le elezioni del 1994 in Sudafrica. Tennero incontri con vari partiti politici negli anni '80 e nei primi anni '90, nel tentativo di convincere questi gruppi che, aprire un dialogo con tutte le parti in causa in Sudafrica, sarebbe stata l'unica strada praticabile durante la transizione che avrebbe messo fine al governo di minoranza. I Transvaalse Separatiste ebbero specifiche discussioni con Eugène Terre'Blanche dello Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB) per convincerlo dell'importanza di partecipare i negoziati tra le tra le diverse entità politiche e i diversi volk dell'Africa del sud. Questi colloqui culminarono nel 1989 con un incontro con l'allora presidente della Repubblica del Sudafrica (RSA), F.W. De Klerk, insieme a rappresentanti dello AWB e del Boerestaat Party (BP).

Boervolk Radio, nella persona di Theuns Cloete, è stata intervistata il 6 gennaio 2007 da The Right Perspective, un programma di discussione di New York, in occasione del 150esimo anniversario della bandiera Vierkleur. L'intervista è stata registrata ed è disponibile qui con un sunto dei temi toccati durante la trasmissione. Il 25 settembre 2012 Boervolk Radio è stata ospite di Deanna Spingola al programma Spingola Speaks di Republic Broadcasting Network.

 
Date importanti del passato boero PDF Stampa E-mail
Lunedì 10 Giugno 2013 07:07

 

Dal blog Ron_357 di Ron, direttore di Republican Trekker Volk

31 luglio, 2007

Date importanti del passato boero.

6 aprile 1652. I primi coloni bianchi guidati da Jan van Riebeeck arrivano al Capo a bordo del Drommedaris. Molti arrivati sono stati costretti a lasciare l'Europa dalla VOC. Il Capo è governato dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC) fino al 1795.

21 febbraio 1657. Primi nove burghers (cittadini) bianchi si insediano nella Valle di Liesbeeck – oggi area di Rondebosch.

1671. Arriva il primo rifugiato ugonotto francese, Francois Villion.

1687 – 1690. Le più grandi ondate di arrivi di rifugiati ugonotti francesi.

1679 - 1690. Il gruppo Trekboer emerge sulle frontiere del Capo.

1730. I primi Boeri raggiungono l'area di George.

1743. I primi Trekboer autorizzati stabiliscono fattorie temporanee a Roggeveld.

1745.  Viene fondata la città di Swellendam.

1760. Jacobus Coetzee attraversa il fiume Orange.

1770-90. Intensa resistenza Khoisan all'occupazione dei Trekboer.

1771. Come i Trekboer attraversano il Gamtoos iniziano gli scontri con gli Xhosa.

1786. Viene fondata la città di Graaff-Reinet.

1795. Rivolta a Swellendam e a Graaff-Reinet.  

6 febbraio 1795. Viene fondata la Repubblica di Graaff-Reinet.
Bandiera Tre Colori
18 giugno 1795. Viene fondata la Repubblica di Swellendam.

16 settembre 1795. Prima occupazione britannica del Capo per conto del principe d'Orange.

12 novembre 1795. La Gran Bretagna prende con la forza la Repubblica di Swellendam.

12 agosto 1796. La Gran Bretagna prende con la forza la Repubblica di Graaff-Reinet.

9 marzo 1816. Ribellione boera a Slagters Nek.

1824. I primi Trekboer attraversano il fiume Orange.


Date del Grande Trek.

1835. I primi Voortrekker partono in direzione nord.

1835. Partono le carovane di Johannes van Rensburg e Louis Trichardt.

1836. Muoiono Johannes van Rensburg e Louis Trichardt.

1836 – 1843. Il Grande Trek

Febbraio 1836. Hendrik Potgieter attraversa il fiume Orange con altri 200 della sua carovana.
Bandiera dei Voortrekker
1836. Il capo Maroka dei Barolong firma un trattato con i Boeri dopo che Mzilikazi, capo dei Matebele, ha attaccato i Barolong uccidendone alcuni e prendendo come schiavi i loro figli.

Ottobre 1836. Mzilikazi, capo dei Matebele, attacca i Boeri a Vegkop nel tentativo di ucciderli. I Boeri ne escono vittoriosi.

7 dicembre 1836. Hendrik Potgieter è eletto comandante militare della carovana e Gert Maritz è eletto capo amministrativo.

1837. Andries Pretorius inizia un trek esplorativo.

21 gen. 1837. Piet Retief, figura di rilievo nel Capo orientale, scrive una dichiarazione contro il governo coloniale britannico, che spiega le ragioni per l'esodo di massa dei Boeri dal Capo, detto il Manifesto di Retief.

22 gen. 1837. Il Manifesto di Retief è pubblicato sul giornale di lingua inglese Graham's Town Journal.

Aprile 1837. Piet Retief arriva al campo del trek.

Settembre 1837. Retief arriva nel Natal.

Novembre 1837. Notizie favorevoli riguardo ad un possibile accordo con l'attuale re zulu (Dingane) fanno si che più di un migliaio di carri vortrekker attraversino i Drakensberg per il Natal.

5 novembre 1837. Piet Retief lascia la carovana principale dei trekker.

4 febbraio 1838. Piet Retief e il re zulu Dingaan firmano un trattato che permette ai Boeri di insediarsi su un tratto di terra disabitata a sud del fiume Tugela.

6 febbraio 1838. Piet Retief e la sua delegazione vengono uccisi da Dingaan nel Natal durante una cerimonia formale sull'accordo che avevano precedentemente raggiunto.

16 febbraio 1838. Massacro di Saailaager. I Boeri accampati nel Natal vengono uccisi su ordine di Dingaan.

17 febbraio 1838. Massacro di Bloukrans. 370 Boeri accampati nel Natal vengono uccisi su ordine di Dingaan. In totale 500 Boeri sono stati uccisi durante i massacri.

6 aprile 1838. Piet Uys e Hendrik Potgieter entrano in territorio zulu e vengono sconfitti da circa 7.000 guerrieri.

23 settembre 1838. Muore Gert Maritz.

22 novembre 1838. Andries Pretorius arriva nel Natal ed è nominato capo il 25 novembre.

9 dicembre 1838. I Boeri fanno Voto a Dio per avere protezione.

16 dicembre 1838. Battaglia del Fiume di Sangue. I Boeri sconfiggono gli Zulu presso il fiume Nacome dopo essere stati attaccati dalle armate zulu, dopo che i Boeri  avevano offerto di avviare negoziati di pace.

Viene fondata la città di Pietermaritzburg.

22 dicembre 1838. Viene fondata la città di Potchefstroom.

25 dicembre 1838. Pretorius da sepoltura a Retief e alla sua delegazione.

12 ottobre 1839. Viene costituita la Repubblica di Natalia con Pietermaritzburg come capitale.
Bandiera della Repubblica di Natalia
24 dicembre 1839. La bandiera Driekleur viene adottata da Natalia.

1840. Il nuovo re zulu Mpande conferma il contenuto del precedente trattato che il suo predecessore aveva fatto con i Boeri.

1840. I Boeri e gli Zulu diventano alleati sotto la guida di Pretorius e Mpande, e i due gruppi mantengono buoni rapporti.

1840. Boeri e Zulu si scambiano le Rocce della Pace in segno di riconciliazione.

1840. La Chiesa del Voto è costruita dai Boeri a Pietermaritzburg.

16 ottobre 1840. Potchefstroom / Winburg e Natalia si uniscono in un unico Boerestaat.
Bandiera della Repubblica di Potchefstroom
1843. La Repubblica di Natalia viene annessa dalla Gran Bretagna.

9 aprile 1844. Potgieter dichiara l'indipendenza di Potchefstroom.

Aprile 1844. I Boeri dal Natal vanno a Potchefstroom.

1846. Viene fondata la città di Bloemfontein.

1847. Pretorius lascia il Natal per l'Alto Veld.

1848. Battaglia di Bloomplaats.

3 febbraio 1848. Lo Stato Libero di Orange viene annesso da sir Harry Smith.

16 marzo 1852. Riconciliazione tra Pretorius e Potgieter.

16 dicembre1852. Muore Pretorius.

23 luglio 1853. Muore Andries Pretorius.

1855. Viene fondata la città di Pretoria.

1866. Boeri e Zulu vanno insieme al fiume Nacome e impilano insieme le rocce come simbolo di pace.


Date relative allo Stato Libero di Orange.

Il 3 febbraio 1848 è proclamata la sovranità britannica tra i fiumi Orange e Vaal.

Pretorius sconfigge i Britannici a Boomplats, il 29 agosto 1848.

I Britannici abbandonano e rinunciano ad ogni sovranità il 30 gennaio 1854.

La Convenzione del Fiume Orange è sottoscritta il 17 febbraio 1854.

Lo Stato Libero di Orange è riconosciuto come una Repubblica indipendente. 23 febbraio 1854.

E' assunto il nome di Repubblica dello Stato Libero di Orange. 29 marzo 1854.

Josias Philippus Hoffman diventa il primo presidente dello Stato Libero di Orange. 18 aprile 1854 - 10 febbraio 1855.

Jacobus Nicolaas Boshof assume la carica di presidente. 27 agosto 1855 - 6 settembre 1859.

Un'incursione armata del presidente Pretorius dal Transvaal non ha successo. Gennaio 1857.

Il 23 febbraio 1857 è adottata la bandiera Vierkleur dello Stato Libero di Orange.
Bandiera dello Stato Libero di Orange (Oranje-Vrystaat)
Un Trattato di Pace con la Repubblica Sudafricana (Transvaal) è sottoscritto: ogni Stato riconosce l'indipendenza dell'altro. I Giugno 1857.

Una banda armata di Basuto si impossessa delle fattorie dello Stato Libero di Orange, distruggendo edifici e frutteti.

Dichiarazione di guerra contro Moshesh che rifiuta di risarcire i danni, seguita da una infruttuosa campagna contro i Basuto, fanno perdere la guerra allo Stato Libero di Orange. 19 marzo 1858.

Un Trattato di Pace è siglato con Moshesh ad Aliwal North, lo Stato Libero di Orange cede una parte del suo territorio. 29 settembre 1858.

Una proposta di sir George Grey per unire Colonia del Capo, Natal e Stato Libero di Orange non è approvata dal Governo imperiale in Inghilterra. 19 novembre 1858.

Finiscono le guerre con i Basuto. 1859.

Le dimissioni del presidente Boshof non vengono accettate. Febbraio 1859.

Dimissioni finali del presidente Boshof, E. R. Snyman viene nominato presidente pro-tempore. 25 giugno 1859.

Il distretto di Bethulie è ceduta dal capo Lepui. 8 ottobre 1859.

J. J. Venter viene eletto presidente. 15 dicembre 1859.

Marthinus Wessel Pretorius, figlio del comandante generale Andries Pretorius, viene eletto presidente ma deve ottenere un congedo dal Transvaal, essendo anche lì in carica come presidente. Rimane in carica dallo 8 febbraio 1860 fino al 20 giugno 1863.

Adam Kok cede le sue terra allo Stato Libero per 4.000 £ e si trasferisce a Griekwaland-Oos (East Griqualand): il territorio comprato diventa il distretto di Philippolis. 26 dicembre 1861.

Viene costituita la banca di Bloemfontein. 19 giugno 1862.

Per la prima volta viene estratto con successo del rame alla miniera

Rame viene estratto con successo per la prima volta presso la miniera Ookien a Little Namaqua Land. 1863.

Dimissioni del presidente Pretorius. 15 aprile 1863.

J. J. Venter diventa presidente pro-tempore. 20 giugno 1863.

Il presidente Johannes Henricus Brand entra in carica. 2 febbraio 1864 - 14 luglio 1888.

Sir Philip Wodehouse, in riunione con i rappresentanti dello Stato Libero e di Moshesh, decide, in qualità di arbitro, a favore dei confini dello Stato Libero come stabilito da sir Harry Smith. 28 ottobre 1864.

Pieter Jeremias Blignaut diventa presidente pro-tempore. 14 luglio 1888 - 10 gennaio 1889.

Francis William Reitz viene eletto presidente. 10 gennaio 1889 - 11 dicembre 1896.

Marthinus Steyn viene eletto presidente. 4 marzo 1896.

Linea ferroviaria raggiunge Bloemfontein da Città del Capo. 1890.

Lo Stato Libero di Orange sigla un patto con la Repubblica del Transvaal. 1897.

Il 12 ottobre 1899 scoppia la guerra Anglo-Boera.

Trattato di pace di Vereeniging mette fine all'indipendenza della Repubblica il 31 maggio 1902.

Incorporazione nel Sudafrica il 31 maggio 1910.

E' dichiarata la Repubblica del Sudafrica il 31 maggio 1961.


Date relative alla Repubblica del Transvaal.

La Convenzione del Fiume Sand è firmata il 17 gennaio 1852.

Marthinus Pretious viene eletto presidente della prima Repubblica del Transvaal che comprende i distretti di Potchefstroom e Rustenburg. 15 novembre 1855.

La Repubblica dello Zoutpansberg e la Repubblica di Lydenburg rifiutano di aderire alla Repubblica di Potchestroom per formare la Repubblica Sudafricana. 1856.

I rappresentanti dei distretti di Potchefstroom / Rustenburg / e Pretoria si incontrano in un'assemblea speciale e adottano una costituzione per un governo centrale, una bandiera nazionale per la Repubblica Sudafricana (il Transvaal) e si organizzano sotto la guida di Marthinius Pretorius e Paul Kruger, ma i dissidenti mantengono organizzazioni statali separate in Zoutpansberg, Lydenburg e Utrecht. 16 dicembre 1856.
Paul Kruger
Una riunione del vecchio Volksraad per ripudiare la costituzione della Repubblica Sudafricana di "Potchefstroom" promossa da Pretorius e da Paul Kruger e dar vita alla Repubblica di Lydenburg, comprendente i distretti di Lydenburg, Utrecht, e dello Zoutpansburg. 17 dicembre 1856.

Creazione della Zuid Afrikaansche Republiek. Quando Potchefstroom e Rustenburg vi aderiscono. Marthinius Pretorius diventa il primo presidente della Repubblica Sudafricana. 6 gennaio 1857.

Il presidente Pretorius lancia un raid armato nello Stato Libero di Orange per forzarlo ad aderire alla Repubblica Sudafricana ma questo fallisce e Paul Kruger fa la pace. Gennaio 1857.

Il Transvaal adotta la bandiera vierkleur. 6 gennaio 1857.
Bandiera “Quattro colori” (Vierkleur)
Viene firmato il Trattato di Pace con lo Stato Libero di Orange: ciascuno riconosce l'indipendenza dell'altro. 1 giugno 1857.

Marthinus Pretorius accetta l'incarico e diventa presidente dello Stato Libero di Orange e da le dimissioni da presidente del Transvaal. 1859.

Pretoria è dichiarata nuova capitale. 1860.

Lo Zoutpansberg aderisce alla Repubblica Sudafricana insieme a Lydenburg e Utrecht, come uno Stato unitario. Gennaio 1860.

Marthinus Pretorius ottiene un periodo di aspettativa come presidente della Repubblica del Transvaal e assume l'incarico come presidente dello Stato Libero di Orange.

Zoutpansburg / Lydenburg e Utrecht aderiscono sotto forma di unione alla Repubblica Sudafricana con un accordo firmato a Pretoria. 4 aprile 1860. Lo Zoutpansburg rimane indipendente fino al 1864.

Marthinus Pretorius conclude il mandato come presidente dello Stato Libero di Orange. 15 aprile 1863.

L'elezione di W. J. C. van Rensburg come presidente provoca la resistenza armata della fazione fedele a Pretorius e una nuova elezione in cui Pretorius viene nuovamente eletto. Ottobre 1863.

Pretorius è rieletto alla carica di presidente. 10 maggio 1864.

La Repubblica dello Zoutpansberg viene assorbita dalla Repubblica del Transvaal. 1864.

Nicolaas van Rensburg. Nasce il profeta boero. 30 agosto 1864.

Il Giorno del Voto è dichiarato festa religiosa pubblica.

Viene scoperto l'oro nel Transvaal. 1871.

Thomas François Burger è eletto presidente. 1 luglio 1872 - 12 aprile 1877.

La Repubblica del Transvaal è annessa il 12 aprile 1877.

Paul Kruger conduce una delegazione in Gran Bretagna per chiedere la libertà della ZAR / Repubblica del Transvaal. 10 maggio 1877.

Servizio telegrafico tra il Natal e il Transvaal. 1878.

Paul Kruger conduce una seconda delegazione in Gran Bretagna per chiedere la libertà per la ZAR. 14 maggio 1878.

Il I dicembre 1880 si forma un governo di triumvirato, composto da Marthinus Wessel Pretorius, Paul Kruger e Petrus Jacobus Joubert.

Proclamazione di rinnovata indipendenza della Repubblica del Transvaal, il 13 dicembre 1880.

Un formale proclamazione di indipendenza della Repubblica del Transvaal, viene fatta il 16 dicembre 1880.

Viene sparato il primo colpo della Erste Vryheidsoorlog / Prima Guerra di Indipendenza della ZAR. 16 dicembre 1880.

27 febbraio 1881. Vittoria boera sulla collina di Majuba.

La Convenzione di Pretoria è ratificata il 25 ottobre 1881.

Paul Kruger è eletto per la prima volta presidente. 9 maggio 1883.

La Convenzione di Londra, ratificata il 27 febbraio 1884, concede la piena indipendenza alla ZAR.

La Repubblica di Vryheid viene fondata nel Natal. 16 agosto 1884.

Scoperta dell'oro al Campo di Ferreira [Ferreiraskamp], che successivamente diventerà la città di Johannesburg. 1886.

Il presidente Kruger autorizza la costruzione della linea ferroviaria per la baia di Delagoa, Mozambico. 2 giugno 1887.

Il presidente Paul Kruger assegna alla famiglia Buys, come premio per i servizi resi alla Repubblica del Transvaal, un pezzo di terra oggi conosciuto come Buysdorp. 1888.

Prima linea ferroviaria in Transvaal tra Johannesburg e Boksburg. 1890.

Inaugurazione del monumento di Paardekraal. 1891.

Viene aperta la linea ferroviaria tra Lorenzo Marques e Johannesburg. 2 novembre 1894.

La linea ferroviaria tra Pretoria e Delagoa Bay è aperto dalla Repubblica Sudafricana. 1895.

Jameson guida una forza di circa 500 uomini in un raid nella Repubblica del Transvaal. I Boeri gli oppongono resistenza e il 2 gennaio 1896 a Doornkop, Jameson si arrende.

Viene aperta la linea ferroviaria tra Città del Capo e Bulawayo. 1897.

5.000 boeri decidono di resistere all'annessione britannica. 1897.

Il Transvaal sigla un'intesa militare con lo Stato Libero di Orange. 1897.

Il 12 ottobre 1899 scoppia la Guerra Anglo-Boera.

1901, i Britannici avviano i campi di concentramento per internare i civili boeri.

Il 31 maggio 1902 il Trattato di Pace di Vereeniging mette fine all'indipendenza della Repubblica del Transvaal.


Date relative alla Nuova Repubblica

La Repubblica di Vryheid viene dichiarata il 5 agosto 1884.
Bandiera della Nuova Repubblica
I territori sudorientali sono annessi dalla Gran Bretagna. 1887.

I territori nordoccidentali si uniscono alla Repubblica del Transvaal. 1887.


Date relative alla Guerra Anglo-Boera.

Il primo colpo della Seconda Guerra Anglo-Boera è sparato da Coeztee a Kraaipanstasie. Più di 27.000 persone muoiono nei primi campi di concentramento del mondo come risultato della guerra. Metà della totale popolazione infantile boera morirà in tali campi. 11/12 ottobre 1899.

Battaglia di Dundee. 1899.

I Boeri invadono il Natal. 13 ottobre 1899.

Iniziano gli assedi di Mafeking e di Kimberly. 14 ottobre 1899.

Battaglia di Talana. 20 ottobre 1899.

Battaglia di Elandslaagte. 21 ottobre 1899.

Inizia l'assedio di Ladysmith. 30 ottobre 1899.

Battaglia di Belmont. 23 novembre 1899.

Battaglia di Graspan. 25 novembre 1899.

Battaglia del fiume Modder (Tweerivier). 28 novembre 1899.

Battaglia di Lombard Kop. 8 dicembre 1899 [ historyofwar.org ]

Battaglia di Stromberg. 10 dicembre 1899.

Battaglia di Magersfontein. 11 dicembre 1899.

Battaglia di Colenso. 15 dicembre 1899.

Sir Alfred Milner diventa governatore della Colonia del Capo. 1900.

Da una fusione nasce la Union Line and Castle Shipping Line. 1900.

6 gennaio. I Boeri attaccano Ladysmith - più di 1.000 persone rimangono uccise.

Battaglia di Spion Kop. 23-24 gennaio 1900.

Battaglia di Vaal Kranz. 7 febbraio 1900.

Guerra Boera: in Africa del sud, 20.000 soldati britannici invadono lo Stato Libero di Orange. 14 febbraio.

Finisce l'assedio di Kimberly. 15 febbraio 1900.

Battaglia di Hart's Hill. 23 febbraio 1900.

Battaglia a Paardeberg. Prima grande vittoria britannica della guerra. 18 febbraio 1900 - 27 febbraio 1900.

Capi militari britannici ricevono notizia della resa incondizionata del generale boero Piet Cronje. 27 febbraio.

Ladysmith viene rifornita. 28 febbraio 1900.

Battaglia di Poplar Grove. 7 marzo 1900.

Bloemfontein è conquistata dai Britannici. 13 marzo 1900.

I primi prigionieri boeri di guerra arrivano a Sant'Elena. 14 aprile 1900.

Battaglia di Diamond Hill. 11 giugno 1900.

Le fattorie boere vengono date alle fiamme, tale politica [ terra bruciata] è autorizzata da Lord Kitchener. Luglio / Agosto 1900.

Insegnanti arrivano dall'Inghilterra per prestare la loro opera nei campi di concentramento, sono seguiti da altri 100 insegnanti dal Canada, dalla Nuova Zelanda e dall'Australia. 1901.

Il Trattato di Vereeniging mette fine alla Guerra Anglo-Boera. 31 maggio 1902.

Paul Kruger muore per insufficienza cardiaca dopo un periodo di malattia. Viene sepolto accanto a sua moglie, Gezina Susanna Frederika Wilhelmina, a Pretoria. 14 luglio 1904.


Date relative all'occupazione britannica.

13 marzo 1900. Le forze britanniche occupano Bloemfontein, Stato Libero di Orange.

17 maggio 1900. Le truppe britanniche riforniscono Mafeking.

24 maggio 1900. I Britannici annettono lo Stato Libero di Orange, con il nome di Colonia del Fiume Orange.

31 maggio 1900. I Britannici prendono Johannesburg.

5 Giugno 1900. I Britannici prendono Pretoria.

1 settembre 1900. Proclamazione dell'annessione britannica del Transvaal.


Date successive alla Guerra Anglo-Boera.

Muore il presidente Paul Kruger. 1904.

Il 31 maggio 1910 le ex Repubbliche boere vengono incorporate nel Sudafrica.

Lavoratori cinesi vengono reclutati per lavorare nelle miniere del Transvaal. 1904.

Nel Transvaal è varato lo Asiatic Registration Act. Gli Indiani si oppongono. 1906.

Censimento della popolazione. 17 maggio 1911.

Scioperi dei minatori e sommosse nel Witwatersrand. 1913.

Viene inaugurato il Vrouemonument. Dicembre 1913.

Il generale Koos De La Rey viene ucciso ad un posto di blocco. 15 settembre 1914.
Koos De La Rey
Rivolta Boera, anche detta “Ribellione di Maritz”. 15 settembre 1914.

Il comandante Jopie Fourie viene fucilato da un plotone d'esecuzione. 20 dicembre 1914.
Jopie Fourie
Muore Marthinus Steyn, ex presidente dello Stato Libero di Orange. 1916.

Il generale Hertzog guida una delegazione per la libertà a Versailles, per chiedere la restaurazione delle Repubbliche boere. 3 settembre 1919.

Lo Afrikaans è usato per la prima volta in chiesa. 10 novembre 1919.

Il dialetto afrikaans parlato dai Boeri viene rimosso dal Parlamento. 1921 - 1923.

Rivolta del Rand. 1922.

Lo Afrikaans viene riconosciuto come seconda lingua ufficiale dell'Unione, dopo l'Inglese. 1925.

Muore Nicolaas van Rensburg, illustre profeta boero. 11 marzo 1926.

La Bibbia viene stampata in Afrikaans. 1933.

Si forma lo Ossewa Brandwag, ramo del movimento popolare che chiede la restaurazione delle Repubbliche boere, come mezzo per raggiungere l'obiettivo. 1939.
Ossewa Brandwag (OB)
Tra le 300.000 e le 500.000 persone chiedono la restaurazione delle Repubbliche boere.

Viene costruito il Monumento ai Voortrekker. 1949.

La classe dirigente afrikaner si unisce e si organizza contro il movimento popolare boero repubblicano, per impedire che i boeri reclamino le Repubbliche boere. 1949.

D. F. Malan svia e sovverte il movimento popolare boero repubblicano e fagocita una parte di esso nelle fila del nazionalismo afrikaner. Lo scopo è di garantire ai madrelingua afrikaans l'egemonia nel macro Stato del Sudafrica, mentre in tale processo il Popolo boero diventa minoranza rispetto agli afrikaner discendenti degli Olandesi del Capo [non Boeri].

Il primo ministro Hans Strijdom muore mentre è in carica, dopo quattro anni dalla sua nomina. Era noto fosse a favore della restaurazione delle Repubbliche boere, prima di morire improvvisamente. Era uno dei pochi leader di discendenza boera. 1958.

La città di Randburg è fondata dal presidente di un comitato civico: Robert van Tonder. 1959.

5 ottobre 1960. Un referendum trasforma il Sudafrica in una repubblica.

31 maggio 1961. Viene proclamata la Repubblica del Sudafrica.

1961. Robert van Tonder lascia il Nasionale Party per adoperarsi per il ripristino delle Repubbliche boere.

1977. Prima edizione di Boerestaat, di Robert van Tonder.
Boerestaat, di Robert van Tonder
1984. L'AWB adotta il concetto di ripristino delle Repubbliche boere. Il numero dei suoi membri cresce.
Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB)
1986. Robert van Tonder fonda il Boerestaat Party, come mezzo democratico per ottenere la restaurazione delle Repubbliche boere.

1991. Robert van Tonder accusa il presidente F. W. de Klerk di essere “un oppressore antidemocratico”, in quanto non consente un voto per la restaurazione delle Repubbliche boere.

[ 1990 - 1994. Lotta Armata Boera per l'Indipendenza 1990 – 1994. Ndr ]

[ 1995. La Commissione Elettorale Repubblicana Boera (BVK) chiede all'ONU il riconoscimento dei Boeri come popolo indigeno dell'Africa australe. Ndr ]

1999. Muore Robert van Tonder dopo una lunga battaglia contro il cancro.

[ 2010. Eugene Terre'Blanche viene ucciso nella sua fattoria. Ndr ]

Eugene Terre'Blanche

 
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