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Boerevolkstaat
Sudafrica, 29 ott 2013: condanne "Boeremag" PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Ottobre 2013 17:00

 

Prigionieri Boeri

Ieri, 29 ottobre 2013, a Pretoria, un tribunale del Regime imperiale dell'Africa del Sud, ha emesso le condanne contro gli imputati del caso “Boeremag”.
Tra gli imputati figuravano anche dei nazionalisti Boeri, alcuni dei quali si erano già da tempo dichiarati Prigionieri di Guerra.

Gli imputati sono stati condannati, tra le altre cose, per Alto Tradimento. Un'accusa palesemente ridicola quando riferita ai Boeri, perché questi non possono “tradire” uno Stato che gli è straniero e nemico, ed illegittima, perché lo Stato imperiale della Repubblica del Sudafrica (RSA) non ha diritti sul Volk Boero.

Gli imputati del caso “Boeremag” vennero arrestati nel 2002/2003 (per cui hanno già trascorso più di 10 anni in prigione). 11 di loro non hanno mai lasciato il carcere. 2 sono morti.

Tutte le condanne del 29 ottobre 2013:
Tom Vorster; Herman van Rooyen; Johan Pretorius; Wilhelm Pretorius e Rudi Gouws: 35 anni.
Mike du Toit; Dirk Hanekom; Dott. Lets Pretorius e Kobus Pretorius: 30 anni.
André du Toit e Deon van den Heever: 20 anni.
Rooikoos du Plessis e Jurie Vermeulen: 15 anni.
Vis Visagie: 5 anni di lavori sociali.
Adriaan van Wyk; Giel Burger; Jacques Olivier; Pieter van Deventer and Jacques Jordaan: 10 anni.
(Fritz Naudé è ancora ricoverato, dopo aver patito diversi ictus. Sarà condannato prossimamente).


I Boeri che portano le catene della RSA non sono criminali, ma patrioti, al servizio del proprio VOLK. Essere fedeli al proprio volk non è tradimento. Ricordiamo Jopie Fourie!
Il prezzo della lotta è spesso molto grande, ma non è inutile.
Il loro sacrificio sia di stimolo alla Ribellione e alla Resistenza.
Libertà per il VOLK BOERO!

 
Balmoral, 13 ottobre 2013 PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Ottobre 2013 17:07

 

Balmoral, 13 ottobre 2013

Il 13 ottobre 2013, presso il cimitero del campo di concentramento di Balmoral, in Africa del sud, un gruppo di Boeri si è riunito per ricordare l'anniversario della nascita del Presidente Kruger (10 ottobre 1825); per posare una lapide in ricordo del Generale dello AWB Alexander Cruywagen (deceduto nel 2003); e per deporre fiori sulle tombe dei Boeri che trovarono la morte nel campo di concentramento.
Alla manifestazione, organizzata da Piet Rudolph, era presente anche Dirk van Vuuren della Dogter van Sion e diversi uomini del Ware Boere Weerstandsbeweging (BWB). Purtroppo, nessun membro dello AWB ha partecipato all'iniziativa, privandosi della possibilità di rendere omaggio a quello che fu uno dei più importanti Generali della movimento di resistenza.

Non ci poteva esser posto più appropriato di Balmoral, per una lapide per il Gen. Alexander Cruywagen.
Così scriveva “Storm”, il notiziario dello AWB, nel settembre del 2003, per ricordarlo:

Alec vide tanti rinunciare e dire che non ce la facevano. Fino all'ultimo cercò di mettere in guardia il suo popolo, affinché fosse preparato per ciò che l'attende. Quando il giorno del giudizio arriverà, e sarà chiesto “Caino, dov'è tuo fratello”, lui risponderà: sono insieme alla mia gente, qui al cimitero del campo di concentramento di Balmoral, dove la libertà chiese un prezzo così alto. Il suo nome merita un posto importante nella storia del nostro volk. Ha vissuto veramente per il suo Dio, per il volk Boero, e per la restaurazione delle Repubbliche boere.


 
AWB princìpi di base (lingua inglese, 1988) PDF Stampa E-mail
Lunedì 29 Luglio 2013 07:07


AWB Basic principles (lingua inglese)

Il testo a fine pagina è stato tradotto da un documento ufficiale dello Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB) in lingua inglese, di data imprecisata tra il 1988/1994. In esso sono riassunti i princìpi di base del Movimento, elencati e sviluppati nel documento 'Program van beginsels' (in afrikaans) del 1988, che sostituì il primo Programma dei Princìpi (reso pubblico nel 1979).

L'AWB nel 1988 aveva già abbandonato da anni il “nazionalismo” afrikaner bianco che l'aveva caratterizzato agli inizi, per diventare a tutti gli effetti un movimento indipendentista Boero, secondo gli insegnamenti di Robert van Tonder in 'Boerestaat' (del 1977).
Nel documento in oggetto si fa riferimento alla 'nazione Boera Afrikaner', dall'inglese 'Afrikaner Boer nation' ('Afrikaner-Boerevolk' in afrikaans), ma si chiede l'indipendenza sulle «terre che spettano di diritto alle Repubbliche Boere», dove «i princìpi spirituali delle Repubbliche Boere siano onorati». Ancora: si richiama il Voto di Paardekraal del 1986, dove l'AWB si impegnò in un duplice Patto, con Dio e tra i Boeri, per «rimanere fedeli gli uni agli altri fino alla morte nella restaurazione della nostra libertà in uno Stato Boero repubblicano cristiano ['Christelike Republikeinse Boerevolkstaat', nell'originale Afrikaans]». Nel Voto di Paardekraal del 1986 il termine 'afrikaner' non compare mai e l'unico riferimento è al 'Boerevolk' (volk Boero / nazione Boera).
L'utilizzo improprio della parola 'afrikaner' nel documento in oggetto, per accompagnare la 'Boer nation' (volk Boero / nazione Boera), aveva sicuramente precise finalità politiche (dopo che per decenni l'Unione e la Repubblica del Sudafrica avevano disinformato l'opinione pubblica, al fine di confondere l'identità Boera; si pensi allo stesso nome dello AWB); tale utilizzo, seppur sbagliato, non altera però il soggetto del discorso, che rimane inequivocabilmente il volk Boero, altrimenti il documento sarebbe in contraddizione con il Voto del 1986 e con sé stesso, giacché chiede la restaurazione delle Repubbliche Boere, e solo i Boeri (e non gli 'afrikaner') possono rivendicare ed ereditare i diritti delle Repubbliche Boere.

[L'AWB, seppur ancora formalmente attivo al di d'oggi (luglio 2013), ha cambiato indirizzo politico e si è notevolmente ridimensionato, fino ad essere uno dei tanti movimenti, tutti piccoli e con poco seguito, che nel momento contingente caratterizzano il panorama 'afrikaner bianco' e quello boero. Dal punto di vista storico l'AWB, come movimento indipendentista Boero capace di mobilitare un numero consistente di persone, è terminato nel 1996/1997.]

 

AWB

Posbus 4116, Pretoria 0001

1. PRINCIPI DI BASE
I princìpi e l’azione, gli scopi e la filosofia politica dell’Afrikaner Weerstandsbeweging (Movimento di Resistenza Afrikaner) poggiano sui seguenti pilastri:
* La sovranità della Santa Trinità e il Suo potere sul destino di uomini e nazioni è riconosciuto e professato.
* La Parola di Dio è ubbidientemente accettata come unica guida per tutte le espressioni di vita nazionale.
* La religione Protestante e la filosofia di vita Cristiano-nazionale, che scaturisce da essa, determinano la valorizzazione della vita nazionale in tutti i suoi settori.
* Il Voto del Fiume di Sangue, come riconfermato a Paardekraal il 29 Novembre 1986, simbolizza il legame e l'impegno della Nazione con Dio, ed è onorato con gratitudine per la Sua misericordiosa grazia.

2. SCOPI
Il principale proposito dell’AWB è di assicurare la sopravvivenza della nazione Boera Afrikaner, libera nel suo Paese e spiritualmente e materialmente progressista. Gli altri obbiettivi supplementari che intendiamo perseguire sono:
* Creare una libera, Cristiana, repubblicana, nazione-stato Boera Afrikaner, separata dalla Repubblica del Sudafrica, sulle terre che spettano di diritto alle Repubbliche Boere, storicamente, anche secondo il diritto internazionale. Questa nazione-stato costituirà la nazione Boera Afrikaner, sul proprio suolo, sotto la propria autorità. Un stato altamente sviluppato, che sappia provvedere ai bisogni contemporanei della nazione e dove i princìpi spirituali delle Repubbliche Boere siano onorati.
* Osservare il Voto con fedele e costante commemorazione, la venerazione per esso dovrà essere trasmessa ai giovani come il carattere Sabbatico del Giorno del Voto.
* Promuovere nel popolo Boero Afrikaner una possente consapevolezza della sua discendenza ed eredità Bianca, promuovere uno spirito nazionalista basato sulla consanguineità e sull’importanza della purezza del sangue. Inculcare nei giovani l’importanza, il valore e l’utilità della tradizione e della storia, ed incoraggiarli a difendere e ad espandere la loro cultura Boera Afrikaner.
* Unire tutti i Boeri Afrikaner, anche con altri Cristiani che desiderino assimilarsi ai Boeri Afrikaner in una nazione Boera Afrikaner.
* Identificare, smascherare e combattere, con tutti i mezzi a disposizione, i nemici della nazione, come per esempio i magnati ostili, il liberalismo, l’umanesimo, il comunismo, il marxismo e altre dottrine.
* Instaurare effettive misure di sicurezza per garantire la difendibilità della nazione e la sua sovranità.
* Sostenere, coltivare e proteggere l’Afrikaans come lingua nazionale.
* Stabilire e sostenere la crescita e l’educazione Cristiano-nazionale dei giovani con lo scopo d’infondere in loro la devozione a Dio, così che essi possano amarLo ed onorarLo.
L’educazione dei giovani dovrà mirare anche ad inserirli nel mondo del lavoro indirizzandoli a svolgere il lavoro per cui siano più idonei e che più serva al popolo.

3. FILOSOFIA POLITICA. NAZIONE E GOVERNO
* La nazione Boera Afrikaner comincia ad esistere grazie alla Divina Provvidenza ed è chiamata a vivere servendoLa, con gratitudine per la Sua Grazia.
* In accordo con il diritto internazionale questa nazione ha diritto all’autodeterminazione, nella terra dei suoi padri con un proprio governo sovrano.
* Il governo riceve l’autorità da Dio ed è sottomesso ad Esso.
* La suprema vocazione del governo è di onorare e servire Dio con verità e giustizia, il governo deve difendere la dottrina Cristiana e la chiesa, proteggere la fede Cristiana, preservare i princìpi morali e i costumi, in accordo con la giustizia civile, e mantenere pace e ordine.
* Il governo deve impiegare la spada della giustizia, che gli è conferita, per mantenere legge e ordine e per proteggere i cittadini.
* Il governo deve mantenere e proteggere le libertà dei cittadini, inclusa la libertà di parola e di culto, delegando la propria autorità e rispettando i princìpi di sovranità interna, facendo si, comunque, che le libertà e i diritti dei cittadini non minaccino e non siano in contrasto con l’esistenza stessa della nazione Boera Afrikaner.

 
Massacro di Saint James Church, 25 luglio 1993 PDF Stampa E-mail
Giovedì 25 Luglio 2013 07:07

 

Massacro di Saint James Church, 25 luglio 1993

Il 25 luglio 1993 quattro uomini neri dello Azanian People's Liberation Army (APLA), l'ala militare del Pan Africanist Congress (PAC - il partito razzista comunista nero, che sostiene il falso concetto per cui tutto il continente africano apparterebbe solo ai neri), attaccarono la chiesa anglicana 'San Giacomo' di Kenilworth, a Città del Capo, durante la funzione della domenica sera, quando erano presenti circa 1.000 persone.
La chiesa era stata scelta come obbiettivo in quanto frequentata quasi esclusivamente da bianchi.
Due uomini dello APLA entrarono in chiesa lanciando bombe a mano e sparando sulla folla con fucili mitragliatori R4. Uccisero 11 persone e ne ferirono 58. Tra i morti, tutti bianchi, vi erano quattro marinai russi. Un altro marinaio, ucraino, perse entrambe le gambe e un braccio.
Il numero di vittime avrebbe potuto essere molto più elevato se un membro della congregazione, Charl van Wyk, non avesse risposto al fuoco con il suo revolver, ferendo uno degli assalitori. A quel punto, i due uomini dello APLA, decisero di abbandonare la chiesa e di non portare a compimento il piano originario, secondo il quale l'azione avrebbe dovuto concludersi lanciando quattro molotov tra i fedeli.

Massacro di Saint James Church, 25 luglio 1993

Massacro di Saint James Church, 25 luglio 1993

Massacro di Saint James Church, 25 luglio 1993

Massacro di Saint James Church, 25 luglio 1993

Massacro di Saint James Church, 25 luglio 1993

Massacro di Saint James Church, 25 luglio 1993

Massacro di Saint James Church, 25 luglio 1993

Massacro di Saint James Church, 25 luglio 1993

Massacro di Saint James Church, 25 luglio 1993

Massacro di Saint James Church, 25 luglio 1993

 
Stencil: Free J Waluś - Volkstaat.net (Polonia) PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Luglio 2013 07:07

 

Stencil: Free J Waluś - Volkstaat.net (Polonia)

Le foto qui esposte, provenienti dalla Polonia, mostrano graffiti dedicati a Janusz Waluś, fatti con uno stencil.

Janusz Waluś, originario della Polonia ed immigrato in Africa del sud, il 10 aprile del 1993, durante la Lotta Armata Boera per l'Indipendenza 1990-1994, sparò a Chris Hani uccidendolo. Chris Hani non era un pacifista e non era un combattente per la libertà, era il capo del South African Communist Party (SACP, il Partito Comunista Sudafricano) e capo dello stato maggiore della Umkhonto weSizwe (MK), l’ala armata dell’African National Congress (ANC).
Chris Hani era un comunista, che voleva imprigionare tutte le nazioni dell’Africa del Sud sotto un unico regime. E per raggiungere tale scopo combatté e uccise. Finché Janusz Waluś uccise lui.

Janusz Waluś era un membro dello Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB), a quel tempo il principale movimento indipendentista boero, e la sua azione rientra tra le centinaia di azioni armate relative alla Lotta Armata Boera per l'Indipendenza 1990-1994. Janusz Waluś è quindi un prigioniero di guerra, imprigionato per aver servito il volk Boero durante la sua ultima Ribellione.

Non ti abbiamo dimenticato
Libertà per Janusz Waluś!

Stencil: Free J Waluś - Volkstaat.net (Polonia)

 
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