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Boerevolkstaat
Il 31 maggio per il volk boero PDF Stampa E-mail
Venerdì 30 Maggio 2014 07:07

 

Monumento ai bittereinder - Bloemfontein

Nella storia dell'Africa del sud il 31 maggio è una data che ricorre spesso, e non a caso.

Il 31 maggio 1902 i boeri si arresero al capitalismo internazionale che, mediante la forza militare britannica, li avevi sconfitti, sterminando circa il 50% della popolazione infantile boera.
Il 31 maggio 1902 i boeri firmarono il Trattato di Vereeniging, che mise fine alle Repubbliche boere e li privò della libertà.

L'impero dell'Africa sud, nato nel 1902 con la conquista delle Repubbliche boere, iniziò a promuovere un nuovo falso “nazionalismo”, basato essenzialmente sul colore della pelle (neppure sulla razza!), di contrasto al vero nazionalismo boero, che reclamava la libertà perduta. Questo nuovo “nazionalismo” doveva legare insieme le componenti bianche dell'Impero: gli olandesi del Capo (poi conosciuti come “afrikaner” [bianchi] del Capo); i boeri; i britannici.

Per promuovere questo falso “nazionalismo”, finalizzato soprattutto a cancellare l'identità boera e reprimere il desiderio di libertà di tale volk, si cercò di rendere i boeri partecipi dell'Impero che li aveva conquistati. I boeri non dovevano vedere l'Impero come un nemico, perché altrimenti l'avrebbero combattuto, ma come una cosa anche, e soprattutto, loro. Era questo il piano per l'Africa del sud, concepito dal capitalismo internazionale e riassunto dal primo rappresentante dell’Impero britannico in Africa del sud, sir Alfred Milner: “La nuova tattica (per soggiogare i boeri) deve essere quella di unire le diverse aree del Sudafrica britannico in una sola nazione. Anche se l’unificazione, inizialmente, consentirà ai boeri di avere il controllo politico dell’intero Sudafrica, questo, ironicamente, li condurrà al loro tracollo finale.”

Conformemente a questo piano, la data del 31 maggio 1902 non doveva essere ricordata dai boeri come la fine della loro libertà, ma come una semplice tappa della loro storia nazionale, che continuava all'interno di un nuovo Stato (un Impero!). Per questo la data del 31 maggio venne utilizzata dall'Impero dell'Africa del sud in diverse occasioni, per dare ai boeri l'idea di un nuovo inizio, di un nuovo 31 maggio che ripristinasse la libertà perduta il 31 maggio 1902. Ma erano solo illusioni. L'Impero che aveva conquistato le Repubbliche boere non era uno Stato boero, ma il suo peggior nemico.

Il 31 maggio 1910 venne istituita l'Unione del Sudafrica, che comprendeva le ex colonie britanniche e le ex Repubbliche boere conquistate (quindi: un impero).

Il 31 maggio 1928 l'Unione del Sudafrica (impero) adottò come bandiera la “Oranje-blanje-blou” (un collage di diverse bandiere) in sostituzione di quella britannica.

Il 31 maggio 1961 l'impero dell'Unione del Sudafrica si trasformò in Repubblica del Sudafrica (RSA).

Il 31 maggio fu Festa dell'Unione del Sudafrica dal 1910 al 1960, e Festa della Repubblica del Sudafrica dal 1961 al 1993.

Ma i boeri non festeggiano il 31 maggio. Il 31 maggio i boeri ricordano la libertà perduta, nel 1902. La stessa libertà che va ripristinata.

 
Jan van Riebeeck non è il padre della nazione boera PDF Stampa E-mail
Domenica 06 Aprile 2014 11:00

 

Van Riebeeck al Capo nel 1652

Johan Anthoniszoon van Riebeeck (1619-1677) fu un esploratore nederlandese che nel 1639 entrò al servizio della Compagnia olandese delle Indie Orientali (Vereenigde Oostindische Compagnie - VOC). Per conto della VOC il 6 aprile 1652 sbarcò con tre navi (la Drommedaris, la Reijger e la Goede Hoop) alla Baia della Tavola (Table Bay). Con lui vi erano circa una novantina di uomini, principalmente tedeschi di etnia frisone – molti dei quali erano stati cacciati dalle proprie case dalla VOC e poi costretti ad accompagnare Jan Van Riebeeck al Capo – e da un piccolo numero di olandesi.
Obbiettivo della VOC era quello di allestire una stazione di approvvigionamento al Capo, per le navi della compagnia che facevano rotta verso Giava.
Il 6 aprile 1654, a due anni dal suo arrivo, Jan van Riebeeck annunciò che in futuro tale giorno sarebbe stato osservato come giorno di preghiera e di ringraziamento a Dio.
Van Riebeeck frenò l’arrivo degli ugonotti francesi in fuga dalla persecuzioni cattoliche e abbandonò l’Africa del sud, dove non voleva vivere. Fu un tiranno bianco, nederlandese, un colonialista che mai si sentì africano, e che decise di non avere discendenza in Africa.
Jan van Riebeeck fu un oppressore degli antenati dei boeri.
La nazione boera si formò vari anni dopo, sulla frontiera del Capo. Ciò avvenne quando, verso la fine del 1600 e per tutto il 1700, un certo numero dei bianchi più poveri del Capo (parlante una prima forma di afrikaans definita “proto-afrikaans”) iniziarono a migrare verso nord e verso est. Erano indisponibili a sottostare alla dittatura della VOC, ed erano alla ricerca di una terra dove essere liberi. Vennero chiamati “trekboer” perché sulla frontiera del Capo diventarono nomadi dediti alla pastorizia.
Il popolo boero non si è sviluppato in Europa, né tra gli olandesi del Capo, ma sulle frontiere del Capo. I “trekboer” sono i padri della nazione boera, non Jan van Riebeeck.

Jan van Riebeeck è generalmente rappresentato dai sostenitori del cosiddetto “nazionalismo sudafricano bianco” e del cosiddetto “nazionalismo afrikaner bianco” (falsi nazionalismi, ideati dal capitalismo internazionale in funzione anti-boera) come il padre di una falsa nazione “sudafricana bianca” o “afrikaner bianca”, di cui i boeri sarebbero parte. Ma la negazione dell'identità nazionale boera è soltanto un'atto di Genocidio Boero.

 
Voto di Van Riebeeck PDF Stampa E-mail
Domenica 06 Aprile 2014 11:00

 

Jan van Riebeeck alla Baia della Tavola

A fine pagina la “preghiera” di Van Riebeeck. Non è inserita tra i Voti della nazione boera perché non è un Voto della nazione boera. In particolare: non è un voto ma una semplice preghiera; Jan van Riebeeck non era un boero ma fu un oppressore dei loro antenati.
Van Riebeeck agiva per conto della Compagnia olandese delle Indie Orientali (Vereenigde Oostindische Compagnie – VOC) – i suoi signori e padroni - e non in nome di genti che volevano essere libere in Africa del sud.
Van Riebeeck frenò l’arrivo degli ugonotti francesi in fuga dalla persecuzioni cattoliche e abbandonò l’Africa del sud, dove non voleva vivere. Fu un tiranno bianco, nederlandese, un colonialista che mai si sentì africano, e che decise di non avere discendenza in Africa.

6 aprile 1654. Oggi è il secondo anniversario del nostro arrivo incolume con le navi Drommedaris, Reijger e Goede Hoop in questo luogo attraverso la Santa guida di Dio per costruire questa fortezza e stabilire questo insediamento secondo le istruzioni dei nostri signori e padroni, e il Signore Iddio ha finora dato la Sua grande benedizione per realizzare bene e con successo tutte queste cose.

Abbiamo pertanto deciso, e per la prima volta cominciato a celebrare questo 6 di aprile in nome dell’Onnipotente, di fissarlo come giorno di preghiera e ringraziamento, affinché i nostri discendenti non dimentichino mai la misericordia che abbiamo ricevuto dalle mani del Signore, ma possano ricordarla sempre rendendo gloria a Dio.

 
Cinque anni senza Eugene Terre'Blanche PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Aprile 2015 11:21

 

Eugene Terre'Blanche. Kempton Park, 16 dicembre 1992

Cinque anni fa, il 3 aprile 2010, a Ventersdorp, due neri assassinavano Eugene Terre’Blanche; l'ultimo grande leader Boero.
Volkstaat.org lo ricorda pubblicandone due foto. Terre’Blanche era, ed è, un simbolo di libertà del volk Boero.

Noi ti ricordiamo, Terre’Blanche - Piet Rudolph [2011]

Terre’Blanche 2011 (italiano)

Eugene Terre'Blanche. Schweizer-Reneke, 7 agosto 1993

 
Repubblicani Boeri: Manifesto della Libertà PDF Stampa E-mail
Lunedì 29 Dicembre 2014 07:07

 

Zuid-Afrikaansche RepubliekREPUBBLICANI BOERI: MANIFESTO DELLA LIBERTA’Oranje-Vrystaat
DICHIARAZIONE

Nella profonda consapevolezza della nostra dipendenza dal nostro Padre celeste, l’Onnipotente, quale unica autorità determinante il destino dei popoli, e nello specifico del volk Boero,

1. NOI, come Repubblicani Boeri e membri della nazione Boera, DICHIARIAMO

1.1 che le repubbliche boere della ZAR (Transvaal, che comprendeva la repubblica di Kliprivier e la Nuova Repubblica di Vryheid) e dello Stato Libero di Orange, (qui di seguito indicate come la nostra terra), erano Stati internazionalmente riconosciuti dal Diritto internazionale, che vennero con la forza, illecitamente, e illegalmente annessi dall'Inghilterra e sotratti a noi, il volk Boero, i quali, a causa del genocidio di 35.000 bambini e donne boeri, il 31 maggio 1902 fummo costretti ad arrenderci;

1.2 che il volk Boero e la sua terra vennero sommersi di stranieri dai governi che si succedettero, Gran Bretagna (1902-1910), l'Unione del Sudafrica (1910-1961), la Repubblica del Sudafrica (1961-1994), e il regime attuale;

1.3 che la nostra esistenza come volk Boero, quindi come popolo, secondo il Diritto Internazionale o in altro modo, non è mai stata riconosciuta da nessuno di questi quattro governi stranieri nel momento di decidere del nostro destino;

1.4 che, nonostante un'insurrezione nota come Ribellione del 1914 e la Delegazione di Pace inviata a Versailles nel 1919, la richiesta di libertà della nazione Boera venne ignorata e cestinata; e

1.5 che noi, il volk Boero, per grazia del nostro Padre Celeste, l'Onnipotente, continuiamo ad esistere, e come gruppo etnico continuiamo ad avere il diritto di possedere la nostra terra, la nostra patria, e di occuparla e coltivarla in pacifica coesistenza con gli altri popoli.

2. NOI, come Repubblicani Boeri con la presente CHIEDIAMO

2.1 la restaurazione di tali repubbliche Boere come terra del volk Boero, che noi, il volk Boero, abbiamo ricevute dalla mano salvifica del Padre come nostra patria, e nelle quali noi, il volk Boero, abbiamo raggiunto la piena maturità; così come anche il ripristino della libertà e sovranità di tali repubbliche.

3. NOI, il volk Boero, CHIAMIAMO A RACCOLTA tutti i Boeri etnici e coloro che si considerano membri, progenie, o discendenti del volk Boero, affinché si impegnino per ciò che è scritto in questo manifesto e a promuoverlo tra i nostri compagni Boeri, di modo che noi, il volk Boero, si consenta al nostro ideale di sovranità di vivere per sempre e si possa riottenere la nostra libertà.

= = =

Io sottoscritto,
mi considero un Repubblicano Boero e un membro del volk Boero, e prometto d'impegnarmi per restaurare la libertà e la sovranità di tali repubbliche.

NOME_____________________ FIRMA_____________________ FIRMA DI UN TESTIMONE_____________________ DATA_____________________ LUOGO_____________________

 

[REPUBBLICANI BOERI: MANIFESTO DELLA LIBERTA’ - PDF VERSION]
[E-mail: piet.rudolph@gmail.com]

Tradotto da Volkstaat.org. Nel caso di controversie, farà testo la versione in afrikaans.
Hierdie dokument is ook in Afrikaans beskikbaar.
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