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Boerevolkstaat
AWB Wenkommando com.te gen. Dirk Ackerman PDF Stampa E-mail
Lunedì 02 Aprile 2012 07:07

Da "Storm", notiziario dell'AWB n. 15, aprile-settembre 2003

Dirk Ackerman

AWB-Wenkommando com.te gen. Dirk Ackerman[…]
C'è anche la notizia che il nostro comandante-generale Dirk Ackerman è morto, questo momento non potrebbe essere peggiore. Dirk aveva fatto notizia per essere stato uno degli uomini all'interno del veicolo corazzato che penetrò nel World Trade Center a Kempton Park sfondandone la vetrata, quando l'AWB occupò l'edificio nel 1993. Era un amico personale del nostro Capo e il movimento sarà più povero senza di lui. Esprimiamo sincere condoglianze ai familiari del generale Ackerman e preghiamo il nostro Padre celeste, affinché gli dia la forza necessaria per passare questo difficile momento. Leggete il tributo scritto per lui dal sig. Terre'Blanche a pagina 5.

[…]

IL NOSTRO COMANDANTE-GENERALE E' MORTO

Durante un incontro del nostro estenuante tour al Capo, gli uomini iniziarono ad intonare canti boeri, creando nuove parole sulle melodie esistenti. Queste parole cantavamo su O Boereplaas:

“O Generaal, [
O Generale, ]
O man van staal [ O generale di ferro ]
Jou het ek lief bo almal [ tu sei prima di tutto ]
Van al die maters wat ek het [ tra tutti i miei compagni ]
Geen een wat my hart so beset” [ nessuno ha così tanto posto nel mio cuore” ], ecc., ecc.

Quando il generale Dirk Ackerman ci sentiva cantare di lui, rimaneva silenzioso, e umilmente si faceva da parte. Ah come ricordo il suo capo piegato in avanti e lo sguardo a terra. Era caro a tutti. Si preoccupava per tutti. In sua presenza nessun camerata si alterava o discuteva. Ma com'era gentile e premuroso, era anche un combattente implacabile ed inesorabile. Quando il suo Dio, volk, patria e linguamadre erano coinvolti, non esitava a difenderli a spada tratta.

Adesso Dirk è morto. Andato. Noi piangiamo così tanto per te, ma dopo tutti gli anni di lotta ti vediamo andare nel Volkstaat Celeste, dove ti aspettano Kruger, Steyn e De Wet. Tuo padre e il tuo amato figlio. Il gen. Nic Fourie e tanti altri camerati. Al cielo, dove sventolano la nostra Vierkleur e la bandiera del Vrystaat e i tuoi camerati cantano: “Kent gij dat Volk” e “Kom Burgers laat die vlagge wapperen”. La sofferenza è finita.

Gaan o geliefde Generaal [ Vai o amato Generale ]
Ook jou lyding is verby [ La tua sofferenza è finita ]
Gaan o Boer van staal [ Vai o boero di ferro ]
Uiteindelik is jy vry [ Alla fine sei libero ]

Gaan Dirk Ackerman [ Vai Dirk Ackerman ]
Jy kon nie 'n slaaf wees [ Tu non potevi essere schiavo ]
Gaan o ridder en vry man [ Vai e cavalca come un uomo libero ]
Gaan o Boere-reus [ Vai o gigante boero ]

Gaan my kameraad [ Vai mio camerata ]
Ek volg gou [ Ti seguirò ]
Gaan my beste maat [ Vai mio migliore amico ]
Ek bring die Vierkleur vir jou [ Porterò la Vierkleur per te ]

Eugene


 
AWB Wenkommando gen. Josias Alexander Cruywagen PDF Stampa E-mail
Giovedì 29 Marzo 2012 07:07

 

Da "Storm", notiziario dell'AWB n. 16, ottobre-dicembre 2003.

Josias Alexander Cruywagen
8 febbraio 1947 - 26 settembre 2003

AWB-Wenkommando gen. Josias Alexander Cruywagen, 1993Alec Cruywagen nacque l'8 febbraio del 1947 a Rouxville nello Stato Libero. Dopo la scuola studiò veterinaria e si focalizzò sull'agricoltura. Alla fine degli anni ottanta entrò nell'Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB) ed arrivò fino al grado di generale, nel 1990. Fu il primo generale della AWB e più tardi ne diventò Capo di Stato Maggiore, e poi assistente del comandante generale del Movimento.

Dopo la fondazione dell'AWB Wenkommando diventò comandante della Suid-Wenkommando, ed aiutò il Wenkommando in tutto il paese a tenere ed organizzare campi di addestramento per mobilitare il volk boero. Inizialmente, i campi di addestramento erano destinati solo agli uomini, ma per lui era fondamentale che venisse soddisfatto il bisogno di addestramento delle donne del volk. L'addestramento delle donne portò alla formazione di una unità di élite femminile all'interno della struttura del Wenkommando, il Rooivalke.

Su richiesta dei boeri, avviò un'azione finalizzata a proteggere le fattorie sui confini del Lesotho e del Transkei. Pattuglie a cavallo e in moto erano parte fondamentale di queste operazioni, che portarono ad una drastica riduzione dei furti e degli attacchi contro gli agricoltori. Seppur il governo dello NP lo abbia sempre negato, l'ex ministro Cobie Cotzee rimase impressionato e fu grato per il supporto dell'AWB sui confini.

Nell'aprile del 1992 fu delegato a rappresentare l'AWB ad un congresso di nazionalisti ad Atene, in Grecia. Lì conobbe molti leader nazionalisti da tutto il mondo. In Grecia gli fu conferita la tessera di socio onorario del movimento New Dawn; raccontò ai nazionalisti stranieri la storia del Sudafrica, come la gente viveva ed era istruita.

A Standerton lui e il Wenkommando bloccarono una marcia dell'ANC che voleva attraversare il quartiere bianco, e a Warrenton riuscì ad ottenere un ordine del tribunale che proibiva una marcia dell'ANC attraverso la città.

AWB-Wenkommando gen. Josias Alexander CruywagenUno degli eventi più sensazionali in cui Alec ebbe un ruolo importante, fu l'assedio del World Trade Center a Kempton Park, nel 1993. Fu lui a guidare il veicolo corazzato che penetrò nel centro, sfondando la vetrata. Suo figlio Cruy, fu la prima persona ad entrare nel palazzo. Questo evento ebbe eco in tutto il mondo. Nel processo che seguì, nonostante la polizia fosse riuscita a presentare poche prove contro di lui, fu condannato a sei anni, con la sospensione della pena per cinque anni. Il processo durò tre settimane e durante questo periodo Alec partecipò anche all'azione in Boputhatswana, richiesta da Lucas Mangope.

Alec, prese il comando durante la ritirata dal Boputhatswana. Nonostante il convoglio fosse finito sotto il fuoco di fucili e mortai, in mano a neri in abiti civili, e anche (secondo la testimonianza di Alec e degli altri uomini del convoglio in ritirata) da persone con l'uniforme del 32esimo Battaglione, riuscì a riportare gli uomini in Sudafrica. Sfortunatamente, tre uomini del convoglio si mossero a sua insaputa e vennero assassinati a sangue freddo.

Con l'arresto di 34 membri dell'AWB nel 1994, dopo una terribile campagna dinamitarda, Alec fu uno degli accusati. Alec durante questo periodo fu lungamente interrogato dai poliziotti, e fu chiamato a rispondere su vari argomenti. Provò quanto fossero granitiche le sue convinzioni, resistendo ad ogni prova. L'accusa fu ritirata perché lo stato non riuscì a presentare prove contro di lui.

Alec vide tanti rinunciare e dire che non ce la facevano. Fino all'ultimo cercò di mettere in guardia il suo popolo, affinché fosse preparato per ciò che l'attende. Quando il giorno del giudizio arriverà, e sarà chiesto “Caino, dov'è tuo fratello”, lui risponderà: sono insieme alla mia gente, qui al cimitero del campo di concentramento di Balmoral, dove la libertà chiese un prezzo così alto. Il suo nome merita un posto importante nella storia del nostro volk. Ha vissuto veramente per il suo Dio, per il volk boero, e per la restaurazione delle Repubbliche boere.

“Lotta per la giustizia fino alla morte, e Yahweh combatterà per te. Non essere precipitoso con la lingua, né svogliato e negligente nei tuoi atti.” Sirach 4:28

AWB-Wenkommando gen. Josias Alexander Cruywagen

 
I boeri all'ONU – 1995 PDF Stampa E-mail
Giovedì 22 Marzo 2012 07:00

 

I boeri portano il loro caso all'ONU! Edizione di “Sweepslag” del settembre 1995

La Boere Republikeinse Verkiesingskommissie (BVK; in italiano: Commissione Elettorale Repubblicana Boera) era un comitato sostenuto da varie associazioni e movimenti boeri – tra cui: Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB); Boerestaat Party (BSP); Boere Weerstandsbeweging (BWB); Boere Vryheidsbeweging (BVB);  Boere Krisisaksie (BKA); Radio Donkerhoek; Mynwerkersunie; Vakbond Yster en Staal - che aveva il compito di registrare i boeri per l’elezione di un “Volksraad boero” (Parlamento boero).

Nel luglio del 1995 una delegazione della BVK si recò in Svizzera, e il 22 luglio presentò un documento alla conferenza delle Nazioni Unite a Ginevra sui popoli indigeni, in cui si chiedeva il riconoscimento del popolo boero come popolo indigeno.

La delegazione della BVK era composta da: Fritz Meyer (presidente della BVK); Fred Rundle (capo negoziatore dell'AWB); il gen. Willem Etsebeth; e Waldi van Zyl.

Fred Rundle – nel suo ruolo di portavoce della BVK - al suo ritorno in Africa del sud, dichiarò ai giornalisti: “Noi siamo indigeni della terra dove siamo nati”. “Non conosciamo nessun altro paese. Non chiediamo di rappresentare tutti i bianchi in Sudafrica. Noi rappresentiamo solo i boeri. Gli afrikaner sono nettamente distinti dai boeri. I boeri sono quelle persone che reclamarono il paese, e che combatterono i britannici.” “Non siamo interessati alle elezioni tenute dalla ANC. Le lasciamo al Vryheidsfront e al Konserwatiewe Party.”

La foto in alto, che documenta l'iniziativa, è dell'edizione di “Sweepslag” (per molti anni organo di informazione dell'AWB) del settembre 1995.

 
2. Emancipazione africana PDF Stampa E-mail

 

Libro: Boerestaat, di Robert van Tonder
Prima edizione inglese [1977]

Sommario

Capitolo 2

Emancipazione africana

Libia 1951
Marocco 1956
Sudan 1956
Tunisia 1956
Ghana 1957
Guinea 1958
Benin 1960
Camerun 1960
Repubblica Centrafricana 1960
Ciad 1960
Congo 1960
Gabon 1960
Costa d'Avorio 1960
Madagascar 1960
Mali 1960
Mauritania 1960
Niger 1960
Nigeria 1960
Senegal 1960
Somalia 1960
Alto Volta 1960
Zaire 1960
Sierra Leone 1961
Tanzania 1961
Algeria 1962
Burundi 1962
Ruanda 1962
Kenia 1963
Uganda 1963
Zanzibar 1963
Malawi 1964
Zambia 1964
Gambia 1965
Botswana 1966
Lesotho    1966
Guinea Equatoriale 1966
Mauritius 1968
Mozambico 1968
Swaziland 1968
Guinea Bissau 1974
Angola 1975
Capo Verde 1975
Sao Tomé 1975
Rio de Oro 1976
Seychelles 1976
Transkei 1976
Afars e Issas 1977
Bophutatswana 1977
Comore 1977
Venda 1979
Zimbabwe 1980
Ciskei 1981
Namibia 1989

Queste nazioni che hanno ottenuto la loro indipendenza erano tutti volk neri o marroni. La ritirata dell'Europa dall'Africa può anche essere definita, dal punto di vista della lotta per la libertà, come l'abbandono dell'Africa da parte dell'uomo bianco. Giusto o sbagliato, il mondo ha maturato l'opinione che non c'è posto per l'uomo bianco in Africa.

Questo è più giusto che sbagliato!
Per gli imperi bianchi europei che si sono spartiti l'Africa e l'hanno sfruttata, volenti o nolenti non c'è posto in Africa. I volk europei che non hanno messo radici in Africa non hanno alcun diritto morale a stare qui.

I francesi d'Algeria che sono rimasti francesi sono tornati in Francia. I belgi del Congo che sono rimasti belgi sono dovuti tornare alla loro madrepatria. E per gli inglesi, che rimangono britannici, non c'è alternativa... a casa!

E i britanni a casa se ne sono andati, da Ghana, Kenia, Zambia, Zimbabwe e speriamo in futuro prossimo anche dal Sudafrica, dove approssimativamente un milione di loro sono ancora aggrappati al loro “retaggio inglese”. La storia non tollera intrusi coloniali.

L'Africa non tollera gli europei che si vantano della loro pelle bianca, così come fanno i sudafricani anglofoni e di madrelingua afrikaans. Come se la loro “diversità” e la loro “bianchezza” li legittimassero a rivendicare una casa in Africa.

Nel processo della lotta africana per la libertà un popolo africano è stato trascurato. Dopo la Guerra Britannica [più conosciuta come II Guerra Anglo-Boera o II Guerra di Liberazione Boera. Ndr] questo volk fu truffato lasciandosi chiamare “afrikaner” di lingua nederlandese, da politici che volevano placare i nemici che erano rimasti in Africa del sud. A causa della perdita del proprio nome rimase così anonimo e fu incapace di farsi sentire nella corsa per la libertà. Questo volk fu incapace di sfuggire il dominio britannico a causa dell'evoluzione della sua storia dopo il 1902 che lo paralizzò culturalmente. Mentre i volk neri d'Africa potevano liberarsi dei loro dominatori europei in un modo semplice e visibile, questo dimenticato volk era stato inserito in una definizione che lo rendeva parte dei “dominatori” politici della R.S.A. pur essendone culturalmente ed economicamente sconfitto. Non solo si trovava intrappolato nella rete schiavista creata dal suo conquistatore britannico, ma l'ignominioso passato della repressione coloniale britannica era stato gettato sul suo nobile nome, e durante lo stesso processo di lotta africana per la libertà diventò un paria agli occhi del mondo.

Questo rinomato volk, i cui membri erano stati acclamati come eroi di fama internazionale durante la Guerra Britannica [più conosciuta come II Guerra Anglo-Boera o II Guerra di Liberazione Boera. Ndr] e riconosciuti come i primi combattenti d'Africa per la libertà, è diventato il volk che anno dopo anno è accusato all'O.N.U. di essere un crudele oppressore.

Questo, l'UNICO e SOLO volk del mondo che può vantare di non avere le mani sporche di sangue, che sacrificò 30.000 anime (un sesto della popolazione totale) durante una lotta titanica per la libertà dal 1899 al 1902, è ora presentato all'Africa come il nemico pubblico numero UNO.

Questo volk è il volk dei boeri!


7. Vedi la nota a piè di pagina nella sezione dedicata all'Introduzione. 'volk': 'un gruppo di persone con una storia unica, una propria lingua, un proprio territorio (stato), una propria cultura, feste nazionali, inno e bandiera'. - Il traduttore.
[Nella traduzione in italiano, a cura di Volkstaat.org, il termine “faulk” (adattamento di “volk”) non è utilizzato. Il termine “Boerevolk” (nella versione inglese del libro: “Boere faulk”) significa “volk dei boeri”, o “popolo-nazione dei boeri” (facendo coincidere il senso di “popolo-nazione” a quello di “volk”). In questa versione in italiano il termine “Boere faulk” della versione in inglese è tradotto: “volk dei boeri”. Ndr]

Capitolo 1 - Sommario - Capitolo 3

 
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